{"id":15351,"date":"2015-05-04T13:32:39","date_gmt":"2015-05-04T13:32:39","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.qodeinteractive.com\/bridge82\/?page_id=15351"},"modified":"2020-09-16T15:37:04","modified_gmt":"2020-09-16T13:37:04","slug":"biography","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/?page_id=15351","title":{"rendered":"Biography"},"content":{"rendered":"<p>[:it][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16109&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16158&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16159&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16160&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column width=&#8221;5\/6&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;30px&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>La storia di Teodoro Meletiou<\/h3>\n<p>Mio padre <strong>Teodoro Meletiou<\/strong> e\u0300 nato a Mansura il 18 Maggio 1916 e morto in Monfalcone il 24 Giugno 1964.[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il corpo consolare di Milano<br \/>\nTheodore Meletiou \u2013 Console Generale della <strong>Grecia<\/strong><\/p>\n<p>Cambio della guardia al Consolato Generale della Grecia: da pochi mesi si e\u0300 inseditao il nuovo <strong>Console Generale Onorario<\/strong>: il signor <strong>Theodore Meletiou<\/strong>. Il nuovo Consolato Generale e\u0300 sorto per merito suo in viale Maino 11.<\/p>\n<p>Mentre lo attendevamo per l\u2019intervista di rito nella sua sede, notammo una certa aria elettrizzante, dovuta certamente alla visita della Principessa Irene di Grecia, che di passaggio a Milano per Genova, dove doveva assistere alle gare nautiche del fratello Costantino, Erede del <strong>Trono<\/strong> \u2013 fece un salto in Viale Maino \u2013 onorando cosi\u0300 con la sua presenza il nuovo Consolato Generale del suo Paese.<\/p>\n<p>L\u2019elegante e sobrio arredamento del salotto era tutto rivestito di azzurro con ornamenti bianchi: poltrone accoglienti, divani, tende con questi freschi colori.<\/p>\n<p>\u2013 \u201cColori della nostra <strong>bandiera<\/strong>\u201d \u2013 ci illumina il sorridente giovane Console. Ci mostra subito un esemplare della bandiera greca in miniatura: cinque strisce blu intercalate con quattro strisce bianche. \u201cIl significato della bandiera contiene un motto vitale per tutti noi greci: Liberta\u0300 o morte; le sillabe della parola liberta\u0300 sono cinque (le cinque strisce azzurre), quelle della morte quattro (le quattro strisce bianche). <strong>Senza liberta\u0300 non possiamo vivere<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Gli domandammo come mai parlasse cosi\u0300 bene la nostra lingua, dato che appena da sei mesi copre la carica di <strong>Console Generale a Milano<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cVivo da parecchi anni in Italia. Ho imparato (caso strano, non vi pare?) ad amare questo paese, durante la mia prigionia; ho combattuto sul fronte greco-italiano e fui preso in Albania. Per 30 mesi sono stato \u2018ospite\u2019 in vari campi di prigionia, poi fuggiasco, in seguito partigiano e vice-capo di un\u2019organizzazione clandestina chiamata, appunto, \u2018<strong>Liberta\u0300 o morte<\/strong>\u2019. Capo di questa organizzazione era l\u2019attuale Ministro degli Esteri in Grecia, Averoff Evanghelos. Comunque, la mia prigionia non fu pesante, il trattamento fu umano e cosi\u0300 decisi, che a guerra terminata mi sarei stabilito in Italia. Infatti nel 1947 ho fondato tre aziende tra Palazzolo sull\u2019Oglio e <strong>Bergamo<\/strong>: una d\u2019importazione di madreperla, una per la fabbricazione di materie plastiche per bottoni e un\u2019azienda di costruzioni a Bergamo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il Consolato e\u0300 il mio \u2018hobby&#8217;\u201d conclude il cordialissimo Console generale.<br \/>\nAlla nostra osservazione che tutte le sue attivita\u0300 gli portano indubbiamente via molto tempo, egli ribatte: \u201cE\u2019 questione di organizzazione. Ho i miei collaboratori che mi vengono a riferire sull\u2019andamento delle aziende due volte a settimana. Ho quindi tempo in abbondanza per curare gli interessi del mio Paese ed anche di rappresentare ufficialmente la Grecia nelle varie manifestazioni della vita consolare e sociale\u201d.<\/p>\n<p>Il Console Generale, signor Meletiou, e\u0300 nato in Egitto a <strong>Mansura<\/strong>; ha frequentato l\u2019Universita\u0300 di Mansura ed e\u0300 sposato. Non sappiamo che cosa chiedergli sulla Grecia, che noi ed i nostri lettori, o per studi dei bei tempi liceali o per aver fatto del turismo in quel Paese, ben conosciamo. Ma anche qui il Console Meletiou ci viene in aiuto e ci spiega che la Grecia e\u0300 stata uno dei primi Paesi sottoposti alla Riforma Agraria. Gia\u0300 dal 1928 al 1932 durante l\u2019era di Venizelos ebbe inizio la grande riforma e da allora non ci sono piu\u0300 delle grandi ricchezze in Grecia. \u201cNe\u0300 grandi ricchezze, ne\u0300 grandi poverta\u0300\u201d ci spiega il nostro Ospite.<\/p>\n<p>\u201cEd <strong>Onassis<\/strong>?\u201d, osiamo osservare.<\/p>\n<p>\u201cOnassis? D\u2019accordo, e\u0300 un grande armatore greco, ma fa parte dei tanti connazionali ricchi che vivono all\u2019estero. In fatto di flotta mercantile, la Grecia possiede una fra le prime tre delle piu\u0300 grosse del mondo. Mi domandate delle industrie greche? Esportazione di tabacco, olio, uva secca ed&#8230; importazione di turisti!\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il nostro ospite ci mostra la sua piccola e perfetta organizzazione turistica: alle scuole ed ai privati vengono spedite delle buste che portavano la stampa: \u201cVisitate la <strong>Grecia<\/strong>. Oggi e\u0300 il paese meno costoso per i turisti. Sara\u0300 una vacanza diversa da tutte le altre\u201d. Esse contengono pieghevoli a colori, redatti scrupolosamente ed illustrati al massimo.<\/p>\n<p>Poi ci mostra copie in marmo delle celebri statue greche. Alla sua cordialita\u0300 il Console Generale <strong>Meletiou<\/strong> unisce una profonda cultura e noi lasciamo l\u2019accogliente ed ospitale Consolato pieni di desiderio di ammirare al naturale tutto quel patrimonio storico ed artistico di schietta importanza turistica delineatoci da un illustre Cicerone quale il Console Generale, nella sua qualita\u0300 di profondo conoscitore ed amatore della Storia, delle usanze e dei costumi del proprio Paese, mentre ci ritorna in mente che solo chi sa amare profondamente il proprio Paese, riesce a voler bene a quello di cui e\u0300 ospite.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Ghitta Hussar<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Rassegna Stampa<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_gallery type=&#8221;image_grid&#8221; images=&#8221;16151,16152,16153,16295&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; column_number=&#8221;3&#8243; grayscale=&#8221;no&#8221; images_space=&#8221;gallery_with_space&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_separator type=&#8221;normal&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Tatiana Averof scrive di Teodoro Meletiou e del suo incontro con la Famiglia Certini<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Qualche mese fa il signor Pierangelo Bonazzoli che conduce ricerche sui fatti e le vicende della liberazione in Toscana e precisamente in Casentino a Poppi, mi scrisse chiedendomi se poteva esser mio padre, un certo Avv. Melitio Teodoro, figura citata su un testo storico.<\/p>\n<p>Mi ricordai subito che mio padre Teodoro Meletiou era stato prigioniero due volte in Italia dai fascisti di allora ed era quindi molto probabile che si trattasse di lui (il cognome scritto male era stato sicuramente un errore dovuto alla diversa lingua e pronuncia). Gli risposi subito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-16319\" src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/carta_identit\u00e0_nicolas-e1526453194494-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"533\" \/>In una sua successiva lettera il signor Bonazzoli mi disse che era riuscito a trovare la famiglia Certini che aveva ospitato mio padre e che aveva un vivo ricordo di lui. Ricordavano che mio padre era ritornato durante il dopoguerra in quei luoghi ma con loro rammarico<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>non avevano avuto modo di rivederlo.<\/p>\n<p>Dopo qualche tempo trovai sul libro \u201cDieci vite in una\u201d di Tatiana Averof, figlia di Evanghelos (Loli), un capitolo, il numero 28, che parlava proprio della Famiglia Certini e del legame che si era creato con mio padre. Il capitolo si intitola \u201cLiberta\u0300 o morte\u201d e lo riporto di seguito:<\/p>\n<p>NON PARLAVANO MOLTO FRA DI LORO, non con parole almeno.<br \/>\nComunicavano tacitamente, con gli occhi, con i respiri, con i neuroni \u2013 come se ognuno parlasse con se stesso, cosi\u0300 anche con il fratello. Teodoro Meletiou, tenente dell\u2019esercito greco, proveniente da Mansura in Egitto, era evaso dalla caserma di Popi. Aiutato a fuggire a Roma dall\u2019organizzazione segreta di Loli nel dicembre del 1943. La sua fama pero\u0300 lo precedeva. Nessun prigioniero aveva sviluppato un\u2019azione del genere nella zona dopo la sua evasione, come ha informato Loli il suo contatto a Popi. Collaborava con le organizzazioni locali della Resistenza e, come dicevano le voci, non aveva mai fallito in alcuna missione, per quanto pericolosa fosse. Sveglio, coraggioso e perfetto conoscitore della lingua italiana, Teodoro Meletiou \u2013 oppure Mario Certini, grazie al giuramento falso di quattro testimoni presso l\u2019ufficio comunale di Popi \u2013 si e\u0300 dimostrato immediatamente prezioso collaboratore di Loli e i due uomini si sono legati come fratelli.<\/p>\n<p>Quella mattina, a fine dicembre circa, due rispettabili italiani, Mario Certini e Angelo Moncini \u2013 piuttosto presentabili con i cappelli ed i soprabiti lunghi \u2013 scendevano spensierati verso Piazza di Spagna. Avevano imparato ormai a recitare il loro ruolo e l\u2019esperienza gli aveva dimostrato che le loro Carte d\u2019Identita\u0300 non presentavano alcun segno esterno di falsita\u0300. Qualora si celasse nel loro animo qualche piccolo brivido di paura, cosa particolarmente naturale oggi che avevano una missione pericolosa, tuttavia nessun segno visibile tradiva nemmeno una minima esitazione. Con passo costante, sciolto, i due uomini scesero i famosi Gradini di Spagna e si imboccarono Via Condotti, dove erano concentrati tutti i negozi aristocratici. Restarono per un po\u2019 a far finta di guardare le vetrine, l\u2019uno rimase un po\u2019 piu\u0300<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>indietro, la distanza fra loro aumentava pian piano, sino a quando pareva che non fossero insieme. Loli si fermo\u0300 un attimo davanti alla magnifica gioielleria BULGARI e saluto\u0300 il custode con i capelli bianchi che sorvegliava l\u2019ingresso.<\/p>\n<p>\u201cPrego, signor Angelo, vi stanno aspettando\u201d \u2013 gli fece cenno lui verso l\u2019interno del negozio.<\/p>\n<p>Loli attraverso\u0300 lo spazio luminoso dell\u2019esposizione, apri\u0300 la porta segreta che c\u2019era in fondo e si trovo\u0300 in una grande sala lunga e stretta dove alcuni artigiani stavano lavorando concentrati sulle pietre preziose e sull\u2019oro.<\/p>\n<p>Procedette velocemente fino all\u2019altra estremita\u0300 del laboratorio, ammirando di nuovo quel demonio del sig. Sotiris Voulgaris in Greco \u03a3\u03c9\u03c4\u03b7\u0301\u03c1 \u0392\u03bf\u03c5\u0301\u03bb\u03b3\u03b1\u03c1\u03b7 \u2013 che inizio\u0300 dalla povera Paramithia\u0300 nel 1880 avendo come uniche dotazioni l\u2019arte del lavoratore d\u2019argento e la sua laboriosita\u0300 e creo\u0300 in pochi anni quel colosso.<\/p>\n<p>\u201cAngelo, Angelo, come sta?\u201d sempre gentile Giorgio, secondo figlio del signor Sotiris, gli diede il benvenuto in un ufficio buio e chiuse la porta dietro di se\u0300.<br \/>\n\u201cEccezionalmente bene\u201d. Loli lo abbraccio\u0300, chiese di suo fratello, che e\u0300 sempre sommerso nei suoi lavori, e riprese con i ringraziamenti a nome di tutti i Greci, per il loro generoso e premuroso contributo per qualsiasi cosa e in qualunque momento ne avessero avuto bisogno. \u201cNon parlarne nemmeno\u201d lo interruppe Giorgio. \u201cLo sai che il nostro cuore e\u0300 sempre con voi. Non dimentichiamo le nostre radici\u201d.<\/p>\n<p>Lo sapeva bene Loli. I fratelli Bulgari, gia\u0300 da quando si trovavano a Feramonti, sia col pretesto delle presentazioni dei loro generi Zafiris Valvis e Giorgio Athanasiadis-Novas, o di altre persone note in Grecia, sia dopo le richieste dell\u2019ambasciata Greca di Berna, avevano inviato denaro a diversi Greci che si trovavano nelle carceri, nelle caserme oppure in paesi d\u2019Italia. Lo avevano spedito in modo plateale tramite posta oppure segretamente mediante un loro uomo che viaggiava a tale scopo in nord Italia. Delle cose segrete la polizia italiana non se ne e\u0300 mai accorta. Ma del resto se ne e\u0300 accorse e fu pretesto di seri problemi. Ma i due fratelli riuscirono a salvarsi. Salvarsi e continuare.<\/p>\n<p>\u201cTutti a Feramonti conoscevamo il nome dei fratelli Bulgari\u201d disse<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Loli con decisione. \u201cEra una delle mie poche speranze, quando scendevo a Roma come latitante. Pero\u0300 non potevo immaginare&#8230; cosi generosi&#8230; a questo livello&#8230;\u201d.<br \/>\n\u201cBene, Bene\u201d lo interruppe Giorgio \u201cnon facciamo tardi. Ecco: cio\u0300 che hai chiesto. Tieni\u201d.<\/p>\n<p>Una grande borsa nera passo\u0300 da una mano ad un\u2019altra.<br \/>\nAnziche\u0301 continuare a dialogare, Loli si inchino\u0300 e si sfilo\u0300 la scarpa. Bulgari lo guardava dubbioso.<br \/>\n\u201cSo che non avete mai voluto dimostrazioni scritte o altre conferme, ma&#8230;\u201d \u2013 Loli continuava a cercare nel fondo della sua scarpa. \u201cQuesta volta l\u2019importo e\u0300 eccezionalmente grande, percio\u0300&#8230;\u201d tiro\u0300 fuori un pezzo di carta attentamente piegato e lo offri\u0300 al suo interlocutore. \u201cAbbiamo ritenuto giusto redigere questo verbale nel quale riferiamo dettagliatamente le modalita\u0300 di disposizione del denaro e che quest\u2019ultimo costituisce un prestito, da saldare dallo stato Greco al termine della guerra. Inoltre, nel caso quest\u2019ultimo rifiutasse di pagare assumiamo noi tale responsabilita\u0300. Come vedrete unitamente a me sottoscrivono il comandante Kountouriotis, i coniugi Zanna e tutti i greci che si trovano a Roma come impiegati pubblici ed ufficiali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCaro Angelo, che sciocchezze sono queste!\u201d. Il signor Bulgari era commosso. \u201cCio\u0300 che conta e\u0300 di continuare il lavoro importante che avete fatto per il salvataggio di tutti gli ostaggi Greci. Ognuno contribuisce come puo\u0300\u201d.<\/p>\n<p>Tiro\u0300 fuori dalla sua tasca il suo accendino, strappo\u0300 il foglio in mille pezzi e li brucio\u0300 in un posacenere. \u201cVai ora\u201d lo mando\u0300 via \u201cstai molto attento uscendo da qua dentro. La vostra sicurezza prima di tutto\u201d.<br \/>\nLa sicurezza, si\u0300&#8230;<\/p>\n<p>Loli usci\u0300 dal negozio BVLGARI con la borsa nera sotto braccio, conoscendo molto bene che per quanto possano stare attenti, per quante misure meticolose possano prendere, non saranno mai sicuri. Il loro destino e\u0300 determinato dal fattore Fortuna. Con lettera F maiuscola. Questa e\u0300 quella che ride per ultima. Rabbrividiva ricordando che due giorni prima tornando spensierato con il tram, all\u2019improvviso li fermarono e fecero scendere tutti gli uomini per controllare i loro documenti. Lo stesso e\u0300 successo recentemente nei teatri, nei cinema ed in altri punti di frequentazione della citta\u0300. I sospetti venivano condotti in carcere, gli altri venivano inviati al lavoro sia nel fronte di Anzio che di Cassino sia per le strade dell\u2019Italia centrale. Si ricorda lo shock, quando vide le camicie nere e gli ufficiali Tedeschi che li accerchiarono. Stranamente impassibile, tento\u0300 inizialmente di fuggire con un gruppo di invalidi, ma falli\u0300. Accanto a lui un chirurgo confermo\u0300 all\u2019ufficiale capogruppo che lo attendevano per un\u2019operazione urgente e gli mostro\u0300 i suoi documenti. Ma inutilmente. Era evidente che non c\u2019era salvezza. Due donne dal tram si protesero con lamentosi urli per salvare i loro mariti. Tre camicie nere le trattennero a fatica, mentre la gente osservava sbigottita la scena. Da vicino anche Loli osservava, mentre pian piano si avvicinava alla zona di blocco, il quale nel frattempo si era allentato. O ora o mai, penso\u0300. E si e\u0300 lancio\u0300. Lo separavano venti metri dall\u2019angolo e dopo si sarebbe perso nel dedalo delle viuzze medioevali. Pochi minuti piu\u0300 tardi, tutto sudato ed affannato, si trovava seduto su un muretto in pietra di un angolo al riparo dal sole e cercava di accettare quello che era successo. Si\u0300, e\u0300 vero che Loli crede molto alla fortuna. La rispetta. La prende con le buone, le fa i voti nelle sue preghiere. Sa che non puo\u0300 contrariarla \u2013 e percio\u0300 alla fine la ignora. <img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-16324 alignright\" src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/foto_padre_nicolas-e1526453575561-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"733\" \/><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Meletiou lo aspettava sul marciapiede di fronte gettando occhiate nervose verso l\u2019ingresso dell\u2019oreficeria. Le missioni pericolose se le spartiscono un po\u2019 per uno ed oggi toccava a Loli di gettarsi nel fuoco. Il suo compagno lo seguira\u0300 semplicemente da una distanza di sicurezza, cercando di non perderlo di vista sino a quanto non sia certo che e\u0300 arrivato sano e salvo a destinazione. Le misure fondamentali di previdenza non escludono purtroppo i pericoli. Almeno, pero\u0300, nel caso venisse catturato Loli, potranno essere avvisati immediatamente l\u2019ambasciata Svizzera e la Croce Rossa Internazionale, mentre gli altri membri del gruppo riusciranno a nascondersi. Senza alcun segno di riconoscimento, i due rispettabili Italiani partirono verso la stessa direzione, uno davanti, l\u2019altro dietro, con grande distanza fra loro. Non se ne parlava nemmeno di prendere il tram. Camminarono per tutto il percorso evitando attentamente le vie frequentate. Cosi\u0300, poco piu\u0300 tardi., arrivarono alla pensione Capri stanchi ma eccitati e festeggiarono il loro successo con una bottiglia<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>di vino.<br \/>\nLa fortuna fu buona con loro un\u2019altra volta.<\/p>\n<p>Le serate, quando non erano in qualche missione fuori Roma, le trascorrevano di solito in compagnia fra loro, scambiandosi storie e peripezie risalenti ai tempi prima di conoscersi. Loli parlava delle sue imprese a Corfu\u0300 in qualita\u0300 di prefetto, della sua azione a Larissa che condusse alla sua cattura e della sua strana amicizia con Tositsas per corrispondenza per molti anni senza essersi mai conosciuti. Meletiou gli raccontava storie dalle battaglie eroiche dopo l\u2019invasione Tedesca in Grecia e di come fu catturato alla vigilia della sua partenza e fu esiliato a Popi. La\u0300 \u2013 a Popi ed a Feramonti, rispettivamente \u2013 si fermava improvvisamente il tempo dei racconti, come se i due uomini avessero tacitamente concordato di esiliare l\u2019esperienza della caserma dalle loro memorie comuni, e iniziavano di nuovo le storie dalla loro fuga in poi. Adesso ormai coabitavano in un appartamento all\u2019estremita\u0300 della citta\u0300, di quelli che concedevano i fidati dell\u2019organizzazione ed erano assolutamente sicuri. La pensione Capri veniva utilizzata ormai solo per l\u2019alloggio provvisorio di quelli che arrivavano per la prima volta a Roma sporchi, coperti di cenci e impauriti, fino alla loro sistemazione altrove. L\u2019idea per questa nuova strategia fu inizialmente di Carla, che li avverti\u0300, a dire il vero con molto tatto, che un alloggio piu\u0300 duraturo nella pensione avrebbe potuto suscitare dei sospetti nelle autorita\u0300. Sembrava che anche lei avesse sospettato da tempo che qualcosa non andasse bene da quanto le aveva rivelato il suo nuovo amico Angelo Mancini, ma doveva prima accertarsene. Se si fosse sbilanciata anzitempo con lui, sarebbero potute verificarsi conseguenze disastrose per l\u2019organizzazione antifascista alla quale appartenevano sia lei stessa sia suo marito. Attentamente dunque, un passo alla volta, fu cercata e conquistata la fiducia fra le due parti \u2013 che era ormai assoluta e poco affettiva.<\/p>\n<p>Una sera sotto la luce delle candele \u2013la corrente era stata interrotta di nuovo dopo i recenti bombardamenti degli Alleati- Meletiou inizio\u0300 a raccontare un\u2019altra avventura incredibile che avvenne poco prima che si conoscessero: era giunta voce ai suoi amici antifascisti a Popi che da qualche parte in un altopiano oppure in un paese dimenticato della<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>montagnosa Pratalia, erano nascosti alcuni ufficiali superiori Inglesi. Fu incaricato di indagare su tali voci e, poiche\u0301 c\u2019erano tali fuggitivi, di entrare in contatto con loro. Una missione per niente facile, sottolineo\u0300 a questo punto, allo scopo di far salire il termometro del suo racconto e d\u2019altronde, rinchiusi come erano nel buio e nel divieto di circolazione notturno, non avevano da fare nient\u2019altro. Per niente facile, ribadi\u0300. Le tracce lo guidarono in un inseguimento infinito, dalla casa del prete di un quartiere montagnoso al mugnaio del paese di fronte, alla vedova, al vetturino, al picchiatello, fino a quando non si ritrovo\u0300 una compagnia inaspettata: in un mulino in rovine, all\u2019estremita\u0300 del nulla, erano rifugiati sette tra ufficiali Inglesi e briganti, un\u2019ufficiale Sudafricano di nome Armostrong, l\u2019Inglese maresciallo Niim, che era precipitato con il suo aereo in Italia e quattro soldati Britannici \u2013 tutti disperati ed in stato pietoso. Loli ascoltava estasiato mentre il suo amico continuava la sua storia soddisfatto di aver trovato un ascoltatore cosi\u0300 buono: i tre piu\u0300 anziani \u2013 Niim ed altri due generali \u2013 si decise di farli fuggire per primi. Senza fretta o riflessione, tutto fu organizzato con perfezione. Percorsi, collegamenti, contatti. La sua missione era quella di condurli in un paese dell\u2019Adriatico vicino a Pesaro, dove li avrebbe attesi un sommergibile Inglese. E naturalmente la missione fu portata a termine: dopo mille peripezie e camminando per la maggior parte del percorso, i tre generali furono consegnati al sommergibile e tornarono al loro paese sani e salvi. Ora sulle montagne in Pratalia si nascondevano ancora dieci Inglesi, continuo\u0300 come se volesse autodiffendersi, non riusci\u0300 a farli fuggire prima di scendere a Roma. Il piu\u0300 anziano fra loro era il generale Michael Gampier-Pari, capo della missione militare inglese in Grecia all\u2019inizio della guerra Greco- Italiana \u2013 grande coincidenza \u2013, perche\u0300 aveva ammirato, come ha detto \u2013 l\u2019esercito Greco in quell\u2019eroico assalto ed era particolarmente caloroso con Meletiou.<\/p>\n<p>Loli, pero\u0300, non era piu\u0300 attento, non poteva essere attento. Il suo pensiero era concentrato all\u2019occasione incredibile che gli veniva presentata. Questo gruppo degli ufficiali Inglesi non riceveva aiuto da nessuna parte. Viveva alla merce\u0301 della popolazione e di un\u2019organizzazione locale. La fuga dei tre generali fu organizzata<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>direttamente da un gruppo antifascista di Pesaro. A Roma, nel Vaticano, gli uomini dell\u2019ambasciata Inglese non potevano sapere alcunche\u0301. Dovevano tenerli aggiornati, pensava. La sua mente si era incendiata. Dovevano avvicinarli ed offrirgli i loro servizi come organizzazione alleata. Sino ad ora non era riuscito mai ad essere accettato presso l\u2019ambasciata inglese del Vaticano. Le due volte che lo aveva richiesto, presentando un rapporto dettagliato tramite un comune conoscente, aveva ricevuto un piccolo aiuto economico, impersonale e formale. Ben accetto anche questo certamente, ma non ci fu alcun contatto, neanche qualche prospettiva per l\u2019accesso piu\u0300 facile in futuro. Ora pero\u0300 &#8230;i suoi battiti aumentarono, era diventato rosso in volto dalla sua agitazione. Adesso gli veniva data l\u2019occasione di mettere piede sulla porta degli Inglesi, non come mendicanti, ma come compagni e soccorritori nella lotta comune. Loli abbraccio\u0300 Meletiou e inizio\u0300 a ballare.<\/p>\n<p>Piu\u0300 o meno cosi\u0300 mi ricordo anch\u2019io Teodoro Meletiou. Quando veniva a farci visita, di solito una o due volte l\u2019anno (perche\u0301 si sposo\u0300 con Alessandra mezza Ceca e mezza Italiana dalle Marche) e viveva permanentemente a Milano, anche Console Onorario di Grecia), correvamo noi piccoli ad abbracciarlo e ballavamo dalla nostra gioia. Mi lanciava per aria, per un momento diventavo un uccello, e mi riprendeva di nuovo prima che la paura potesse avere un effetto negativo sull\u2019eccitazione del volo. Dopo tirava fuori dalle sue tasche tante cose magiche, lecca-lecca, cioccolatini Perugina e strani tesori dall\u2019Egitto \u2013 una gatta d\u2019ambra mi ricordo, che fu per anni preziosa compagnia nelle serate quando si spegneva la luce. Lo chiamavamo zio Teddy e tu sorridevi contento perche\u0301 era tuo fratello. Oppure \u201cuncle Teddy\u201d, per la precisione, che non ti piaceva molto, ma dimenticavi di brontolare verso la tua Dinaki che ci ha allevati come se fossimo Inglesi ed ecco adesso che le figlie del Ministro Greco non parlano la lingua Greca se non come seconda lingua. Quando veniva zio Teddy tutti i dispiaceri sparivano, la casa cambiava aspetto e la mamma (Dina) rideva.<\/p>\n<p>Un anno, il giorno dell\u2019Epifania ci fece visita, mi ricordo. Giorno nostalgico per te, che risvegliava in te memorie della splendente cerimonia sul fiume Lithaio e la nonna Eftimia, che vi cambiava e<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 11\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>adornava e andavate tutti insieme, ma non ne voleva neanche sentire del tuo desiderio di tuffarti nelle acque gelide per prendere la croce. Altre volte l\u2019estro della nostalgia ti portava ancora piu\u0300 lontano e ci parlavi per la cerimonia dei \u201cPlintirion\u201d ad Atene antica, come se tu stesso fossi presente nel corteo, quando trasportavano la statua della dea Atena alla costa di Faliro e la buttavano in mare perche\u0301 ritrovasse le sue sacre forze. Ed allora ammiravi e gioivi come un bambino piccolo perche\u0300 questa santa festa dell\u2019Epifania aveva le sue radici nella gloriosa antichita\u0300 dei Greci.<\/p>\n<p>Si\u0300, un altro tuo tormento questo, la religione, che per te aveva rapporti con radici e tradizioni in Grecia e di conseguenza non ridevamo mai per qualcosa di sacro. Per la tua Dinaki, pero\u0300, essendo figlia di Greci residenti all\u2019estero cresciuta con l\u2019immagine dell\u2019aristocrazia britannica, altre cose erano piu\u0300 sacre. Per lei la religione era forse l\u2019ordine, l\u2019etichetta, il galateo e la tavola apparecchiata bene \u2013 e questo era la causa di frequenti litigi fra voi due. Ogni Venerdi\u0300 Santo indispensabilmente c\u2019era il solito litigio. Tu volevi fare il digiuno durante la Settimana Santa, noi eravamo piu\u0300 rilassati. Neanche l\u2019olio, dicevi, cosi vi ha insegnato la signora Eftimia da ragazzi, non apparecchiamo neanche la tavola Venerdi\u0300 Santo. E mangiavi con il broncio le tue lenticchie sul bordo della tavola ben lucidata, senza olio, confinato, senza tovaglia, mentre la mamma lo mescolava per farti un favore e noi piu\u0300 in la\u0300 mangiavamo spudoratamente e sfarzosamente. Lo stesso avveniva durante l\u2019Epifania \u2013 quasi ridicolo il borbottio che veniva fuori ogni volta con il pretesto delle usanze religiose della nostra razza e finiva sempre in litigio. Unica eccezione che si distingue nella mia mente era che quell\u2019anno nel giorno dell\u2019Epifania in cui ci fece visita lo zio Teddy. Mi ricordo che ci raccontava barzellette e tutti eravamo felici. Mamma rideva molto, che si era dimenticata di brontolare quando e\u0300 arrivato il prete deciso come sempre a benedire con l\u2019acqua santa tutte le stanze, le cantine, i nostri bagni e gli angoli nascosti della casa. Il suo solito commento, tanto fastidiosamente diligente in quanto tu ogni anno gli davi la mancia cosi\u0300 irragionevolmente lauta, ci e\u0300 sembrato per qualche motivo esilarante. La sua solita insistenza a seguirlo con uno straccio in mano ed asciugare i mobili di Saridis in modo che non si<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>macchiassero con l\u2019acqua santa ci sembro\u0300 una graziosa stranezza della buona mamma e tu hai dimenticato di fulminarla con la solita rabbia del credente. Quando veniva zio Teddy, spargeva attorno a se un irresistibile energia e ci univa tutti in un abbraccio. La casa ritrovava le sue sacre forze e ci riempivamo di fede nella gioia della vita.<\/p>\n<p>Il generale inglese Michael Gampier-Pari giunse a Roma in data 13 gennaio 1944, stanco ed afflitto. Il viaggio dalla Pratalia montagnosa fu difficile, pieno di pericoli e disavventure che furono scongiurate all\u2019ultimo momento, grazie al coraggio e all\u2019ingegnosita\u0300 di Teddy Meletiou. Sebbene confortato ed eccezionalmente riconoscente all\u2019organizzazione Greca che copri\u0300 la sua fuga, il generale Inglese rimase inquieto e preoccupato ed un po\u2019 lamentoso. La pensione Capri non era quello che immaginava. Lui chiedeva di agevolarlo perche\u0301 continuasse il suo viaggio verso sud in modo da oltrepassare le linee del nemico ed unirsi ai suoi. Pero\u0300 una tale possibilita\u0300 la loro organizzazione non la possedeva, come gli fu spiegato chiaramente da Mancini, il comandante del gruppo Greco. Che lo portassero all\u2019ambasciata inglese del Vaticano dunque, pretese piu\u0300 logicamente il generale. Ma neanche questo poteva avvenire. Gli stessi suoi compaesani avevano respinto la sua richiesta. La situazione era complicata, gli avevano spiegato nella loro lettera inviatagli lo stesso giorno tramite Meletiou. L\u2019ingresso di un generale nella zona franca sarebbe potuto essere scoperto e avrebbe creato problemi molto seri. Avrebbero cercato dunque di sistemarlo a Roma e nel frattempo gli avevano inviato ventimila lire perche\u0300 si vestisse \u2013 anche se dubitavano, come gli avevano scritto, che sarebbe stato possibile procurarsi dei vestiti a Roma, dove in generale non si trova niente, e sarebbe forse stato necessario spedire i vestiti in loro possesso. Non ha resistito il povero generale. Come sarebbe sopravvissuto, ha chiesto innervosito a Meletiou. I suoi vestiti erano diventati dei cenci, le sue scarpe erano rotte e con difficolta\u0300 riusciva a tenerle sui suoi piedi infreddoliti. Non poteva neanche mettere il naso fuori dalla pensione Capri senza almeno un cambio di vestiti decente. Come poteva vivere a Roma? Cosa sarebbe avvenuto in futuro?<\/p>\n<p>Domani e\u0300 una nuova giornata, affermo\u0300 Meletiou, con quella irresistibile fede che lo caratterizzava anche nei momenti piu\u0300 difficili.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 13\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Non devi preoccuparti di niente. Tutto sara\u0300 sistemato.<br \/>\nE nonostante non si fosse convinto il generale, ma un po\u2019 piu\u0300 tranquillo ora, si mise a dormire dodici ore senza interruzioni.<\/p>\n<p>La mattina del giorno dopo, Loli e Meletiou arrivarono alla pensione con un calesse \u2013 la cui tenda era del tutto sollevata \u2013 e trasportarono il generale in uno dei punti piu\u0300 centrali di Roma. Il percorso era breve. Dopo non molto il calesse si fermo\u0300 fuori da un negozio ed i tre passeggeri scesero frettolosamente. Il proprietario, signor Leone, era stato avvisato e li attendeva. Non era la prima volta che il marito di Carla forniva indumenti poco costosi dal suo negozio ai Greci fuggitivi, e per la precisione ad un terzo del loro prezzo effettivo. Questa volta, pero\u0300, era diverso. Leone poteva anche non conoscere molti dettagli \u2013 principio inviolabile, per motivi di sicurezza \u2013 ma non era stupido. Era la prima volta che vedeva Mancini tanto generoso. \u201cZio Michele\u201d, come chiamavano l\u2019uomo biondo con gli occhi azzurri ed il bel fisico, voleva il meglio ed aveva i soldi per pagarlo. Doppiamente servizievole il negoziante condusse subito i tre visitatori nel suo ufficio ed inizio\u0300 a portarli degli articoli nascosti, che mai fino ad allora aveva mostrato a Loli.<\/p>\n<p>In meno di un\u2019ora il buon Zio Michele era vestito elegantemente: abito, cravatta, gile\u0300, capotto, guanti, cappello, ed accessori \u2013 tutti di qualita\u0300 tale che solamente prima della guerra poteva trovare e solo in negozi di alto livello. Lo spettacolo di se stesso nello specchio cambio\u0300 immediatamente l\u2019umore del generale. Ecco dunque che l\u2019organizzazione dei Greci poteva ottenere cose irrealizzabili per gli altri. La sua sorte era in buone mani. E per tutto il percorso di ritorno guardava i suoi due salvatori con rinnovato rispetto.<\/p>\n<p>Piu\u0300 tardi, pero\u0300, verso sera, all\u2019ora in cui Loli e Meletiou tornavano ormai a casa per riposarsi, una notizia eccezionalmente preoccupante da una fonte fidata porto\u0300 nuova inquietudine nella loro compagnia. Qualcuno aveva parlato, sembra, qualcosa si e\u0300 venuto a sapere e dovevano far fuggire subito il generale dalla pensione Capri. Dove potevano andare, pero\u0300? Il tempo premeva, non c\u2019erano molte scelte. Fra un po\u2019 iniziava il divieto di circolazione. Loli corse di nuovo alla pensione, cos\u2019altro poteva fare? A malapena fece in tempo a tornare a<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 14\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>casa sua, assieme all\u2019Inglese, prima che la citta\u0300 si paralizzasse per un\u2019altra notte di schiavitu\u0300.<\/p>\n<p>L\u2019appartamentino che dividevano i due amici, all\u2019estremita\u0300 della citta\u0300, non aveva alcuna sontuosita\u0300. Due divani stretti in tutto, un tavolo con due sedie, un rudimentale spazio \u201ccucina\u201d in un angolo ed un microscopico w.c. Non c\u2019era alcuna comodita\u0300 per ospitare altri visitatori. Il generale Michael Gampier-Pari era costretto a mangiare e dormire alla buona. Loli era sicuro che si sarebbe lamentato. Meletiou si fece in quattro per intrattenerlo. Meno male che l\u2019Inglese era silenzioso. Quello che c\u2019era lo avrebbero diviso con gioia, ha detto Loli, e si sedettero a mangiare. Di pane ne avevano parecchio, raffermo si\u0300, ma con due gocce d\u2019olio sarebbe stato buonissimo e nutriente. E per piatto principale un minestrone di verdure secche ed altre belle cose che aveva raccolto Meletiou tornando da Pratalia \u2013 \u201cUnbelievable\u201d commento\u0300 il generale \u2013 questa era la loro ricetta segreta per \u201cminestrone gourmet della guerra\u201d. Risero. Bevvero poco vino. Gampier-Pari si guardava attorno con un certo stupore negli occhi. \u201cCome e\u0300 strano il destino&#8230;\u201d sembrava commosso. Chi lo avrebbe detto, quando combatteva con l\u2019esercito Greco in Albania, che si sarebbe ritrovato poi in ostaggio in Italia e sarebbe stato debitore di tante cose ai Greci fuggitivi, forse anche della sua stessa vita. Dopo alzo\u0300 il suo bicchiere e aggiunse con una certa ufficialita\u0300: \u201cMi dispiace dirlo, ma credo che la vostra organizzazione sia superiore a qualsiasi altra\u201d.<\/p>\n<p>I due Greci risero in modo imbarazzato e lo ringraziarono per le sue buone parole.<br \/>\n\u201cHo intenzione di indirizzarvi una lettera un po\u2019 ufficiale\u201d ha continuato il generale. \u201cNon lettera personale, avete capito, ma indirizzata a tutta la vostra organizzazione, per esprimere i miei ringraziamenti per tutto cio\u0300 che avete fatto per me. La comunichero\u0300 anche alla nostra ambasciata. Ditemi dunque, dove la devo indirizzare? Quale e\u0300 il nome della vostra organizzazione? \u201d<\/p>\n<p>Un silenzio di un minuto&#8230;. Quale organizzazione e formalita\u0300? Ognuno ha fatto quello che poteva \u2013 e di nome naturalmente non ne esisteva alcuno. Pero\u0300 avevano dato un\u2019altra impressione agli Inglesi. Li avevano ingannati volutamente, per guadagnare il loro rispetto e<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 15\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>per convincerli di collaborare&#8230;.<br \/>\n\u201cLiberta\u0300 o Morte\u201d, sparo\u0300 Loli un po\u2019 piu\u0300 forte di quanto sarebbe stato consono.<br \/>\n\u201cAh, molto bene\u201d ha detto il generale, che non noto\u0300 nulla di strano nell\u2019intensita\u0300 del momento. \u201cSe mi ricordo bene, in Grecia mi hanno detto che le sillabe delle parole corrispondono alle strisce della vostra bandiera e che questo era il segnale nazionale dei Greci nella lotta per la vostra indipendenza\u201d.<br \/>\n\u201cCertamente, certamente\u201d convenne Loli alleggerito per non essersi tradito. Nessuna bugia avrebbe rovinato il loro rapporto con l\u2019ambasciata Inglese, al contrario rimediarono molto bene.<br \/>\nE cosi\u0300, quella sera il gruppo greco segreto fu battezzato con il nome inatteso e piuttosto pomposo: \u201cLiberta\u0300 o Morte\u201d.<br \/>\nE impercettibilmente, come spesso accade, le parole danno forma al modo di dire, ed esattamente da quel momento il nome \u201cLiberta\u0300 o Morte\u201d inizio\u0300 a colorare in modo nuovo l\u2019azione e l\u2019andamento dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Loli = Evanghelos Averof Tosizza, scrittore Greco, Ministro degli Esteri e della Difesa in Grecia e tutore di Nicolas dopo la morte di Teodoro nel 1964.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_separator type=&#8221;normal&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<h3>20 FRIENDS, ROMANS, GREEKS<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]<img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-16316\" src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Simpson-William.-A-Vatican-Lifeline-44-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Simpson-William.-A-Vatican-Lifeline-44-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Simpson-William.-A-Vatican-Lifeline-44.jpg 561w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/>Three people received a big welcome from the Monsignor and John May. \u2018Bill,\u2019 said John May, \u2018meet the \u201cLiberty or Death\u201d boys, Ted Meletiou and Angelos Averoff.\u2019 These two Greeks, both escaped prisoners, had earlier organized many Greek escapers in and near Rome. Now they had joined our organization. Their Italian was fluent. A resourceful pair, they had somehow acquired from an unsuspecting German headquarters the necessary permits to travel by car anywhere in Italy. Already they had made several long-distance trips for Sam Derry and had brought back detailed information on groups of escapers in areas as far north as Florence. \u2018And this charming lady,\u2019 said the Monsignor, \u2018is their travelling companion \u2013 Scots too \u2013 Mrs Mary Boyd.\u2019 A pleasant companion, I thought, observing her profile. Mrs Boyd had spent most of the war in a civil internment camp near Florence. When released after the Armistice, she had encountered our Greek friends, with whom she was now sharing heavy risks. On an earlier trip north Ted Meletiou, code-named Mario, had located a trio of British generals, in hiding on a farm. Derry had sent Mario back with funds and instructions to bring one of them to Rome. To the Monsignor\u2019s request for a \u2018really secure hiding-place\u2019, Brother Robert had produced the answer. Signora DiRienzo, Italian by marriage, English by birth, and niece of Lord Strickland, ex-Governor-General of Malta, had a secret room in her large home in Rome. Now Major-General M.D. Gambier-Parry, captured by the Germans while commanding a British Armoured Division in the Libyan Desert in 1942, was the best concealed escaper in Rome. Evangelos Averoff-Tossiza, an important figure in pre-war Greek politics, had been interned in Italy when, as Prefect of Corfu, he refused to continue in office under Italian Occupation. Billets? Mario would see what he could do, but in two days he was leaving again with Mrs Boyd with money and supplies to visit several towns and villages up north, particularly areas where large concentrations of liberated POWs were still dependent on the support of local Italians. They were distributing close to one million lire per month of Sam Derry\u2019s funds. Silent on the tram with Renzo, I reflected on the contrasting characters I was meeting on each visit to the Monsignor\u2019s quarters, individuals whose diversity in nationality, social station, sex, age, profession, war status, religion, disappeared in their shared objective of obstructing the common enemy. The task in hand called on their capacity to keep free two hundred escapers within the city, and many hundreds more outside. Some I had met here only once, such as Bruno the Yugoslav in prison, and the two Greeks of today who, with their Italian-speaking Scotswoman, were the long-range operators penetrating as far north as Milan. American Monsignor McGeough of the Vatican, tall and stock-ily-built, whose genial smile detracted not at all from the notion one gained of his inner strength, concentrated on American escapers of which Rome so far held only about a score. The US acting Presidential representative to the Holy See, Harold Tittmann, found in Monsignor McGeogh a willing liaison with Monsignor O\u2019Flaherty in organizing help to fugitive Jews as well as to American escapers.<\/p>\n<p><strong><em>Simpson, William. A Vatican Lifeline &#8217;44: Allied Fugitives aided by the Italian Resistance foil the Gestapo in Nazi-occupied Rome (<\/em><\/strong>posizioni nel<strong><em> Kindle 2088-2092). Leo Cooper. Edizione del Kindle.<\/em><\/strong>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][:en][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16109&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16158&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16159&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16160&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column width=&#8221;5\/6&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;30px&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>La storia di Teodoro Meletiou<\/h3>\n<p>Mio padre <strong>Teodoro Meletiou<\/strong> e\u0300 nato a Mansura il 18 Maggio 1916 e morto in Monfalcone il 24 Giugno 1964.[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il corpo consolare di Milano<br \/>\nTheodore Meletiou \u2013 Console Generale della <strong>Grecia<\/strong><\/p>\n<p>Cambio della guardia al Consolato Generale della Grecia: da pochi mesi si e\u0300 inseditao il nuovo <strong>Console Generale Onorario<\/strong>: il signor <strong>Theodore Meletiou<\/strong>. Il nuovo Consolato Generale e\u0300 sorto per merito suo in viale Maino 11.<\/p>\n<p>Mentre lo attendevamo per l\u2019intervista di rito nella sua sede, notammo una certa aria elettrizzante, dovuta certamente alla visita della Principessa Irene di Grecia, che di passaggio a Milano per Genova, dove doveva assistere alle gare nautiche del fratello Costantino, Erede del <strong>Trono<\/strong> \u2013 fece un salto in Viale Maino \u2013 onorando cosi\u0300 con la sua presenza il nuovo Consolato Generale del suo Paese.<\/p>\n<p>L\u2019elegante e sobrio arredamento del salotto era tutto rivestito di azzurro con ornamenti bianchi: poltrone accoglienti, divani, tende con questi freschi colori.<\/p>\n<p>\u2013 \u201cColori della nostra <strong>bandiera<\/strong>\u201d \u2013 ci illumina il sorridente giovane Console. Ci mostra subito un esemplare della bandiera greca in miniatura: cinque strisce blu intercalate con quattro strisce bianche. \u201cIl significato della bandiera contiene un motto vitale per tutti noi greci: Liberta\u0300 o morte; le sillabe della parola liberta\u0300 sono cinque (le cinque strisce azzurre), quelle della morte quattro (le quattro strisce bianche). <strong>Senza liberta\u0300 non possiamo vivere<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Gli domandammo come mai parlasse cosi\u0300 bene la nostra lingua, dato che appena da sei mesi copre la carica di <strong>Console Generale a Milano<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cVivo da parecchi anni in Italia. Ho imparato (caso strano, non vi pare?) ad amare questo paese, durante la mia prigionia; ho combattuto sul fronte greco-italiano e fui preso in Albania. Per 30 mesi sono stato<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>\u2018ospite\u2019 in vari campi di prigionia, poi fuggiasco, in seguito partigiano e vice-capo di un\u2019organizzazione clandestina chiamata, appunto, \u2018<strong>Liberta\u0300 o morte<\/strong>\u2019. Capo di questa organizzazione era l\u2019attuale Ministro degli Esteri in Grecia, Averoff Evanghelos. Comunque, la mia prigionia non fu pesante, il trattamento fu umano e cosi\u0300 decisi, che a guerra terminata mi sarei stabilito in Italia. Infatti nel 1947 ho fondato tre aziende tra Palazzolo sull\u2019Oglio e <strong>Bergamo<\/strong>: una d\u2019importazione di madreperla, una per la fabbricazione di materie plastiche per bottoni e un\u2019azienda di costruzioni a Bergamo.<\/p>\n<p>Il Consolato e\u0300 il mio \u2018hobby&#8217;\u201d conclude il cordialissimo Console generale.<br \/>\nAlla nostra osservazione che tutte le sue attivita\u0300 gli portano indubbiamente via molto tempo, egli ribatte: \u201cE\u2019 questione di organizzazione. Ho i miei collaboratori che mi vengono a riferire sull\u2019andamento delle aziende due volte a settimana. Ho quindi tempo in abbondanza per curare gli interessi del mio Paese ed anche di rappresentare ufficialmente la Grecia nelle varie manifestazioni della vita consolare e sociale\u201d.<\/p>\n<p>Il Console Generale, signor Meletiou, e\u0300 nato in Egitto a <strong>Mansura<\/strong>; ha frequentato l\u2019Universita\u0300 ad Atene ed e\u0300 sposato. Non sappiamo che cosa chiedergli sulla Grecia, che noi ed i nostri lettori, o per studi dei bei tempi liceali o per aver fatto del turismo in quel Paese, ben conosciamo. Ma anche qui il Console Meletiou ci viene in aiuto e ci spiega che la Grecia e\u0300 stata uno dei primi Paesi sottoposti alla Riforma Agraria. Gia\u0300 dal 1928 al 1932 durante l\u2019era di Venizelos ebbe inizio la grande riforma e da allora non ci sono piu\u0300 delle grandi ricchezze in Grecia. \u201cNe\u0300 grandi ricchezze, ne\u0300 grandi poverta\u0300\u201d ci spiega il nostro Ospite.<\/p>\n<p>\u201cEd <strong>Onassis<\/strong>?\u201d, osiamo osservare.<\/p>\n<p>\u201cOnassis? D\u2019accordo, e\u0300 un grande armatore greco, ma fa parte dei tanti connazionali ricchi che vivono all\u2019estero. In fatto di flotta mercantile, la Grecia possiede una fra le prime tre delle piu\u0300 grosse del mondo. Mi domandate delle industrie greche? Esportazione di tabacco, olio, uva secca ed&#8230; importazione di turisti!\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il nostro ospite ci mostra la sua piccola e perfetta organizzazione turistica: alle scuole ed ai privati vengono spedite delle buste che portavano la stampa: \u201cVisitate la <strong>Grecia<\/strong>. Oggi e\u0300 il paese meno costoso per i turisti. Sara\u0300 una vacanza diversa da tutte le altre\u201d. Esse contengono pieghevoli a colori, redatti scrupolosamente ed illustrati al massimo.<\/p>\n<p>Poi ci mostra copie in marmo delle celebri statue greche. Alla sua cordialita\u0300 il Console Generale <strong>Meletiou<\/strong> unisce una profonda cultura e noi lasciamo l\u2019accogliente ed ospitale Consolato pieni di desiderio di ammirare al naturale tutto quel patrimonio storico ed artistico di schietta importanza turistica delineatoci da un illustre Cicerone quale il Console Generale, nella sua qualita\u0300 di profondo conoscitore ed amatore della Storia, delle usanze e dei costumi del proprio Paese, mentre ci ritorna in mente che solo chi sa amare profondamente il proprio Paese, riesce a voler bene a quello di cui e\u0300 ospite.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Ghitta Hussar<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Rassegna Stampa<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_gallery type=&#8221;image_grid&#8221; images=&#8221;16151,16152,16153&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; column_number=&#8221;3&#8243; grayscale=&#8221;no&#8221; images_space=&#8221;gallery_with_space&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_separator type=&#8221;normal&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Tatiana Averof scrive di Teodoro Meletiou e del suo incontro con la Famiglia Certini<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Qualche mese fa il signor Pierangelo Bonazzoli che conduce ricerche sui fatti e le vicende della liberazione in Toscana e precisamente in Casentino a Poppi, mi scrisse chiedendomi se poteva esser mio padre, un certo Avv. Melitio Teodoro, figura citata su un testo storico.<\/p>\n<p>Mi ricordai subito che mio padre Teodoro Meletiou era stato prigioniero due volte in Italia dai fascisti di allora ed era quindi molto probabile che si trattasse di lui (il cognome scritto male era stato sicuramente un errore dovuto alla diversa lingua e pronuncia). Gli risposi subito.<\/p>\n<p>In una sua successiva lettera il signor Bonazzoli mi disse che era riuscito a trovare la famiglia Certini che aveva ospitato mio padre e che aveva un vivo ricordo di lui. Ricordavano che mio padre era ritornato durante il dopoguerra in quei luoghi ma con loro rammarico<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>non avevano avuto modo di rivederlo.<\/p>\n<p>Dopo qualche tempo trovai sul libro \u201cDieci vite in una\u201d di Tatiana Averof, figlia di Evanghelos (Loli), un capitolo, il numero 28, che parlava proprio della Famiglia Certini e del legame che si era creato con mio padre. Il capitolo si intitola \u201cLiberta\u0300 o morte\u201d e lo riporto di seguito:<\/p>\n<p>NON PARLAVANO MOLTO FRA DI LORO, non con parole almeno.<br \/>\nComunicavano tacitamente, con gli occhi, con i respiri, con i neuroni \u2013 come se ognuno parlasse con se stesso, cosi\u0300 anche con il fratello. Teodoro Meletiou, tenente dell\u2019esercito greco, proveniente da Mansura in Egitto, era evaso dalla caserma di Popi. Aiutato a fuggire a Roma dall\u2019organizzazione segreta di Loli nel dicembre del 1943. La sua fama pero\u0300 lo precedeva. Nessun prigioniero aveva sviluppato un\u2019azione del genere nella zona dopo la sua evasione, come ha informato Loli il suo contatto a Popi. Collaborava con le organizzazioni locali della Resistenza e, come dicevano le voci, non aveva mai fallito in alcuna missione, per quanto pericolosa fosse. Sveglio, coraggioso e perfetto conoscitore della lingua italiana, Teodoro Meletiou \u2013 oppure Mario Certini, grazie al giuramento falso di quattro testimoni presso l\u2019ufficio comunale di Popi \u2013 si e\u0300 dimostrato immediatamente prezioso collaboratore di Loli e i due uomini si sono legati come fratelli.<\/p>\n<p>Quella mattina, a fine dicembre circa, due rispettabili italiani, Mario Certini e Angelo Moncini \u2013 piuttosto presentabili con i cappelli ed i soprabiti lunghi \u2013 scendevano spensierati verso Piazza di Spagna. Avevano imparato ormai a recitare il loro ruolo e l\u2019esperienza gli aveva dimostrato che le loro Carte d\u2019Identita\u0300 non presentavano alcun segno esterno di falsita\u0300. Qualora si celasse nel loro animo qualche piccolo brivido di paura, cosa particolarmente naturale oggi che avevano una missione pericolosa, tuttavia nessun segno visibile tradiva nemmeno una minima esitazione. Con passo costante, sciolto, i due uomini scesero i famosi Gradini di Spagna e si imboccarono Via Condotti, dove erano concentrati tutti i negozi aristocratici. Restarono per un po\u2019 a far finta di guardare le vetrine, l\u2019uno rimase un po\u2019 piu\u0300<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>indietro, la distanza fra loro aumentava pian piano, sino a quando pareva che non fossero insieme. Loli si fermo\u0300 un attimo davanti alla magnifica gioielleria BULGARI e saluto\u0300 il custode con i capelli bianchi che sorvegliava l\u2019ingresso.<\/p>\n<p>\u201cPrego, signor Angelo, vi stanno aspettando\u201d \u2013 gli fece cenno lui verso l\u2019interno del negozio.<\/p>\n<p>Loli attraverso\u0300 lo spazio luminoso dell\u2019esposizione, apri\u0300 la porta segreta che c\u2019era in fondo e si trovo\u0300 in una grande sala lunga e stretta dove alcuni artigiani stavano lavorando concentrati sulle pietre preziose e sull\u2019oro.<\/p>\n<p>Procedette velocemente fino all\u2019altra estremita\u0300 del laboratorio, ammirando di nuovo quel demonio del sig. Sotiris Voulgaris in Greco \u03a3\u03c9\u03c4\u03b7\u0301\u03c1 \u0392\u03bf\u03c5\u0301\u03bb\u03b3\u03b1\u03c1\u03b7 \u2013 che inizio\u0300 dalla povera Paramithia\u0300 nel 1880 avendo come uniche dotazioni l\u2019arte del lavoratore d\u2019argento e la sua laboriosita\u0300 e creo\u0300 in pochi anni quel colosso.<\/p>\n<p>\u201cAngelo, Angelo, come sta?\u201d sempre gentile Giorgio, secondo figlio del signor Sotiris, gli diede il benvenuto in un ufficio buio e chiuse la porta dietro di se\u0300.<br \/>\n\u201cEccezionalmente bene\u201d. Loli lo abbraccio\u0300, chiese di suo fratello, che e\u0300 sempre sommerso nei suoi lavori, e riprese con i ringraziamenti a nome di tutti i Greci, per il loro generoso e premuroso contributo per qualsiasi cosa e in qualunque momento ne avessero avuto bisogno. \u201cNon parlarne nemmeno\u201d lo interruppe Giorgio. \u201cLo sai che il nostro cuore e\u0300 sempre con voi. Non dimentichiamo le nostre radici\u201d.<\/p>\n<p>Lo sapeva bene Loli. I fratelli Bulgari, gia\u0300 da quando si trovavano a Feramonti, sia col pretesto delle presentazioni dei loro generi Zafiris Valvis e Giorgio Athanasiadis-Novas, o di altre persone note in Grecia, sia dopo le richieste dell\u2019ambasciata Greca di Berna, avevano inviato denaro a diversi Greci che si trovavano nelle carceri, nelle caserme oppure in paesi d\u2019Italia. Lo avevano spedito in modo plateale tramite posta oppure segretamente mediante un loro uomo che viaggiava a tale scopo in nord Italia. Delle cose segrete la polizia italiana non se ne e\u0300 mai accorta. Ma del resto se ne e\u0300 accorse e fu pretesto di seri problemi. Ma i due fratelli riuscirono a salvarsi. Salvarsi e continuare.<\/p>\n<p>\u201cTutti a Feramonti conoscevamo il nome dei fratelli Bulgari\u201d disse<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Loli con decisione. \u201cEra una delle mie poche speranze, quando scendevo a Roma come latitante. Pero\u0300 non potevo immaginare&#8230; cosi generosi&#8230; a questo livello&#8230;\u201d.<br \/>\n\u201cBene, Bene\u201d lo interruppe Giorgio \u201cnon facciamo tardi. Ecco: cio\u0300 che hai chiesto. Tieni\u201d.<\/p>\n<p>Una grande borsa nera passo\u0300 da una mano ad un\u2019altra.<br \/>\nAnziche\u0301 continuare a dialogare, Loli si inchino\u0300 e si sfilo\u0300 la scarpa. Bulgari lo guardava dubbioso.<br \/>\n\u201cSo che non avete mai voluto dimostrazioni scritte o altre conferme, ma&#8230;\u201d \u2013 Loli continuava a cercare nel fondo della sua scarpa. \u201cQuesta volta l\u2019importo e\u0300 eccezionalmente grande, percio\u0300&#8230;\u201d tiro\u0300 fuori un pezzo di carta attentamente piegato e lo offri\u0300 al suo interlocutore. \u201cAbbiamo ritenuto giusto redigere questo verbale nel quale riferiamo dettagliatamente le modalita\u0300 di disposizione del denaro e che quest\u2019ultimo costituisce un prestito, da saldare dallo stato Greco al termine della guerra. Inoltre, nel caso quest\u2019ultimo rifiutasse di pagare assumiamo noi tale responsabilita\u0300. Come vedrete unitamente a me sottoscrivono il comandante Kountouriotis, i coniugi Zanna e tutti i greci che si trovano a Roma come impiegati pubblici ed ufficiali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCaro Angelo, che sciocchezze sono queste!\u201d. Il signor Bulgari era commosso. \u201cCio\u0300 che conta e\u0300 di continuare il lavoro importante che avete fatto per il salvataggio di tutti gli ostaggi Greci. Ognuno contribuisce come puo\u0300\u201d.<\/p>\n<p>Tiro\u0300 fuori dalla sua tasca il suo accendino, strappo\u0300 il foglio in mille pezzi e li brucio\u0300 in un posacenere. \u201cVai ora\u201d lo mando\u0300 via \u201cstai molto attento uscendo da qua dentro. La vostra sicurezza prima di tutto\u201d.<br \/>\nLa sicurezza, si\u0300&#8230;<\/p>\n<p>Loli usci\u0300 dal negozio BVLGARI con la borsa nera sotto braccio, conoscendo molto bene che per quanto possano stare attenti, per quante misure meticolose possano prendere, non saranno mai sicuri. Il loro destino e\u0300 determinato dal fattore Fortuna. Con lettera F maiuscola. Questa e\u0300 quella che ride per ultima. Rabbrividiva ricordando che due giorni prima tornando spensierato con il tram, all\u2019improvviso li fermarono e fecero scendere tutti gli uomini per controllare i loro documenti. Lo stesso e\u0300 successo recentemente nei teatri, nei cinema ed in altri punti di frequentazione della citta\u0300. I<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>sospetti venivano condotti in carcere, gli altri venivano inviati al lavoro sia nel fronte di Anzio che di Cassino sia per le strade dell\u2019Italia centrale. Si ricorda lo shock, quando vide le camicie nere e gli ufficiali Tedeschi che li accerchiarono. Stranamente impassibile, tento\u0300 inizialmente di fuggire con un gruppo di invalidi, ma falli\u0300. Accanto a lui un chirurgo confermo\u0300 all\u2019ufficiale capogruppo che lo attendevano per un\u2019operazione urgente e gli mostro\u0300 i suoi documenti. Ma inutilmente. Era evidente che non c\u2019era salvezza. Due donne dal tram si protesero con lamentosi urli per salvare i loro mariti. Tre camicie nere le trattennero a fatica, mentre la gente osservava sbigottita la scena. Da vicino anche Loli osservava, mentre pian piano si avvicinava alla zona di blocco, il quale nel frattempo si era allentato. O ora o mai, penso\u0300. E si e\u0300 lancio\u0300. Lo separavano venti metri dall\u2019angolo e dopo si sarebbe perso nel dedalo delle viuzze medioevali. Pochi minuti piu\u0300 tardi, tutto sudato ed affannato, si trovava seduto su un muretto in pietra di un angolo al riparo dal sole e cercava di accettare quello che era successo. Si\u0300, e\u0300 vero che Loli crede molto alla fortuna. La rispetta. La prende con le buone, le fa i voti nelle sue preghiere. Sa che non puo\u0300 contrariarla \u2013 e percio\u0300 alla fine la ignora.<\/p>\n<p>Meletiou lo aspettava sul marciapiede di fronte gettando occhiate nervose verso l\u2019ingresso dell\u2019oreficeria. Le missioni pericolose se le spartiscono un po\u2019 per uno ed oggi toccava a Loli di gettarsi nel fuoco. Il suo compagno lo seguira\u0300 semplicemente da una distanza di sicurezza, cercando di non perderlo di vista sino a quanto non sia certo che e\u0300 arrivato sano e salvo a destinazione. Le misure fondamentali di previdenza non escludono purtroppo i pericoli. Almeno, pero\u0300, nel caso venisse catturato Loli, potranno essere avvisati immediatamente l\u2019ambasciata Svizzera e la Croce Rossa Internazionale, mentre gli altri membri del gruppo riusciranno a nascondersi. Senza alcun segno di riconoscimento, i due rispettabili Italiani partirono verso la stessa direzione, uno davanti, l\u2019altro dietro, con grande distanza fra loro. Non se ne parlava nemmeno di prendere il tram. Camminarono per tutto il percorso evitando attentamente le vie frequentate. Cosi\u0300, poco piu\u0300 tardi., arrivarono alla pensione Capri stanchi ma eccitati e festeggiarono il loro successo con una bottiglia<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>di vino.<br \/>\nLa fortuna fu buona con loro un\u2019altra volta.<\/p>\n<p>Le serate, quando non erano in qualche missione fuori Roma, le trascorrevano di solito in compagnia fra loro, scambiandosi storie e peripezie risalenti ai tempi prima di conoscersi. Loli parlava delle sue imprese a Corfu\u0300 in qualita\u0300 di prefetto, della sua azione a Larissa che condusse alla sua cattura e della sua strana amicizia con Tositsas per corrispondenza per molti anni senza essersi mai conosciuti. Meletiou gli raccontava storie dalle battaglie eroiche dopo l\u2019invasione Tedesca in Grecia e di come fu catturato alla vigilia della sua partenza e fu esiliato a Popi. La\u0300 \u2013 a Popi ed a Feramonti, rispettivamente \u2013 si fermava improvvisamente il tempo dei racconti, come se i due uomini avessero tacitamente concordato di esiliare l\u2019esperienza della caserma dalle loro memorie comuni, e iniziavano di nuovo le storie dalla loro fuga in poi. Adesso ormai coabitavano in un appartamento all\u2019estremita\u0300 della citta\u0300, di quelli che concedevano i fidati dell\u2019organizzazione ed erano assolutamente sicuri. La pensione Capri veniva utilizzata ormai solo per l\u2019alloggio provvisorio di quelli che arrivavano per la prima volta a Roma sporchi, coperti di cenci e impauriti, fino alla loro sistemazione altrove. L\u2019idea per questa nuova strategia fu inizialmente di Carla, che li avverti\u0300, a dire il vero con molto tatto, che un alloggio piu\u0300 duraturo nella pensione avrebbe potuto suscitare dei sospetti nelle autorita\u0300. Sembrava che anche lei avesse sospettato da tempo che qualcosa non andasse bene da quanto le aveva rivelato il suo nuovo amico Angelo Mancini, ma doveva prima accertarsene. Se si fosse sbilanciata anzitempo con lui, sarebbero potute verificarsi conseguenze disastrose per l\u2019organizzazione antifascista alla quale appartenevano sia lei stessa sia suo marito. Attentamente dunque, un passo alla volta, fu cercata e conquistata la fiducia fra le due parti \u2013 che era ormai assoluta e poco affettiva.<\/p>\n<p>Una sera sotto la luce delle candele \u2013la corrente era stata interrotta di nuovo dopo i recenti bombardamenti degli Alleati- Meletiou inizio\u0300 a raccontare un\u2019altra avventura incredibile che avvenne poco prima che si conoscessero: era giunta voce ai suoi amici antifascisti a Popi che da qualche parte in un altopiano oppure in un paese dimenticato della<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>montagnosa Pratalia, erano nascosti alcuni ufficiali superiori Inglesi. Fu incaricato di indagare su tali voci e, poiche\u0301 c\u2019erano tali fuggitivi, di entrare in contatto con loro. Una missione per niente facile, sottolineo\u0300 a questo punto, allo scopo di far salire il termometro del suo racconto e d\u2019altronde, rinchiusi come erano nel buio e nel divieto di circolazione notturno, non avevano da fare nient\u2019altro. Per niente facile, ribadi\u0300. Le tracce lo guidarono in un inseguimento infinito, dalla casa del prete di un quartiere montagnoso al mugnaio del paese di fronte, alla vedova, al vetturino, al picchiatello, fino a quando non si ritrovo\u0300 una compagnia inaspettata: in un mulino in rovine, all\u2019estremita\u0300 del nulla, erano rifugiati sette tra ufficiali Inglesi e briganti, un\u2019ufficiale Sudafricano di nome Armostrong, l\u2019Inglese maresciallo Niim, che era precipitato con il suo aereo in Italia e quattro soldati Britannici \u2013 tutti disperati ed in stato pietoso. Loli ascoltava estasiato mentre il suo amico continuava la sua storia soddisfatto di aver trovato un ascoltatore cosi\u0300 buono: i tre piu\u0300 anziani \u2013 Niim ed altri due generali \u2013 si decise di farli fuggire per primi. Senza fretta o riflessione, tutto fu organizzato con perfezione. Percorsi, collegamenti, contatti. La sua missione era quella di condurli in un paese dell\u2019Adriatico vicino a Pesaro, dove li avrebbe attesi un sommergibile Inglese. E naturalmente la missione fu portata a termine: dopo mille peripezie e camminando per la maggior parte del percorso, i tre generali furono consegnati al sommergibile e tornarono al loro paese sani e salvi. Ora sulle montagne in Pratalia si nascondevano ancora dieci Inglesi, continuo\u0300 come se volesse autodiffendersi, non riusci\u0300 a farli fuggire prima di scendere a Roma. Il piu\u0300 anziano fra loro era il generale Michael Gampier-Pari, capo della missione militare inglese in Grecia all\u2019inizio della guerra Greco- Italiana \u2013 grande coincidenza \u2013, perche\u0300 aveva ammirato, come ha detto \u2013 l\u2019esercito Greco in quell\u2019eroico assalto ed era particolarmente caloroso con Meletiou.<\/p>\n<p>Loli, pero\u0300, non era piu\u0300 attento, non poteva essere attento. Il suo pensiero era concentrato all\u2019occasione incredibile che gli veniva presentata. Questo gruppo degli ufficiali Inglesi non riceveva aiuto da nessuna parte. Viveva alla merce\u0301 della popolazione e di un\u2019organizzazione locale. La fuga dei tre generali fu organizzata<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>direttamente da un gruppo antifascista di Pesaro. A Roma, nel Vaticano, gli uomini dell\u2019ambasciata Inglese non potevano sapere alcunche\u0301. Dovevano tenerli aggiornati, pensava. La sua mente si era incendiata. Dovevano avvicinarli ed offrirgli i loro servizi come organizzazione alleata. Sino ad ora non era riuscito mai ad essere accettato presso l\u2019ambasciata inglese del Vaticano. Le due volte che lo aveva richiesto, presentando un rapporto dettagliato tramite un comune conoscente, aveva ricevuto un piccolo aiuto economico, impersonale e formale. Ben accetto anche questo certamente, ma non ci fu alcun contatto, neanche qualche prospettiva per l\u2019accesso piu\u0300 facile in futuro. Ora pero\u0300 &#8230;i suoi battiti aumentarono, era diventato rosso in volto dalla sua agitazione. Adesso gli veniva data l\u2019occasione di mettere piede sulla porta degli Inglesi, non come mendicanti, ma come compagni e soccorritori nella lotta comune. Loli abbraccio\u0300 Meletiou e inizio\u0300 a ballare.<\/p>\n<p>Piu\u0300 o meno cosi\u0300 mi ricordo anch\u2019io Teodoro Meletiou. Quando veniva a farci visita, di solito una o due volte l\u2019anno (perche\u0301 si sposo\u0300 con Alessandra mezza Ceca e mezza Italiana dalle Marche) e viveva permanentemente a Milano, anche Console Onorario di Grecia), correvamo noi piccoli ad abbracciarlo e ballavamo dalla nostra gioia. Mi lanciava per aria, per un momento diventavo un uccello, e mi riprendeva di nuovo prima che la paura potesse avere un effetto negativo sull\u2019eccitazione del volo. Dopo tirava fuori dalle sue tasche tante cose magiche, lecca-lecca, cioccolatini Perugina e strani tesori dall\u2019Egitto \u2013 una gatta d\u2019ambra mi ricordo, che fu per anni preziosa compagnia nelle serate quando si spegneva la luce. Lo chiamavamo zio Teddy e tu sorridevi contento perche\u0301 era tuo fratello. Oppure \u201cuncle Teddy\u201d, per la precisione, che non ti piaceva molto, ma dimenticavi di brontolare verso la tua Dinaki che ci ha allevati come se fossimo Inglesi ed ecco adesso che le figlie del Ministro Greco non parlano la lingua Greca se non come seconda lingua. Quando veniva zio Teddy tutti i dispiaceri sparivano, la casa cambiava aspetto e la mamma (Dina) rideva.<\/p>\n<p>Un anno, il giorno dell\u2019Epifania ci fece visita, mi ricordo. Giorno nostalgico per te, che risvegliava in te memorie della splendente cerimonia sul fiume Lithaio e la nonna Eftimia, che vi cambiava e<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 11\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>adornava e andavate tutti insieme, ma non ne voleva neanche sentire del tuo desiderio di tuffarti nelle acque gelide per prendere la croce. Altre volte l\u2019estro della nostalgia ti portava ancora piu\u0300 lontano e ci parlavi per la cerimonia dei \u201cPlintirion\u201d ad Atene antica, come se tu stesso fossi presente nel corteo, quando trasportavano la statua della dea Atena alla costa di Faliro e la buttavano in mare perche\u0301 ritrovasse le sue sacre forze. Ed allora ammiravi e gioivi come un bambino piccolo perche\u0300 questa santa festa dell\u2019Epifania aveva le sue radici nella gloriosa antichita\u0300 dei Greci.<\/p>\n<p>Si\u0300, un altro tuo tormento questo, la religione, che per te aveva rapporti con radici e tradizioni in Grecia e di conseguenza non ridevamo mai per qualcosa di sacro. Per la tua Dinaki, pero\u0300, essendo figlia di Greci residenti all\u2019estero cresciuta con l\u2019immagine dell\u2019aristocrazia britannica, altre cose erano piu\u0300 sacre. Per lei la religione era forse l\u2019ordine, l\u2019etichetta, il galateo e la tavola apparecchiata bene \u2013 e questo era la causa di frequenti litigi fra voi due. Ogni Venerdi\u0300 Santo indispensabilmente c\u2019era il solito litigio. Tu volevi fare il digiuno durante la Settimana Santa, noi eravamo piu\u0300 rilassati. Neanche l\u2019olio, dicevi, cosi vi ha insegnato la signora Eftimia da ragazzi, non apparecchiamo neanche la tavola Venerdi\u0300 Santo. E mangiavi con il broncio le tue lenticchie sul bordo della tavola ben lucidata, senza olio, confinato, senza tovaglia, mentre la mamma lo mescolava per farti un favore e noi piu\u0300 in la\u0300 mangiavamo spudoratamente e sfarzosamente. Lo stesso avveniva durante l\u2019Epifania \u2013 quasi ridicolo il borbottio che veniva fuori ogni volta con il pretesto delle usanze religiose della nostra razza e finiva sempre in litigio. Unica eccezione che si distingue nella mia mente era che quell\u2019anno nel giorno dell\u2019Epifania in cui ci fece visita lo zio Teddy. Mi ricordo che ci raccontava barzellette e tutti eravamo felici. Mamma rideva molto, che si era dimenticata di brontolare quando e\u0300 arrivato il prete deciso come sempre a benedire con l\u2019acqua santa tutte le stanze, le cantine, i nostri bagni e gli angoli nascosti della casa. Il suo solito commento, tanto fastidiosamente diligente in quanto tu ogni anno gli davi la mancia cosi\u0300 irragionevolmente lauta, ci e\u0300 sembrato per qualche motivo esilarante. La sua solita insistenza a seguirlo con uno straccio in mano ed asciugare i mobili di Saridis in modo che non si<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>macchiassero con l\u2019acqua santa ci sembro\u0300 una graziosa stranezza della buona mamma e tu hai dimenticato di fulminarla con la solita rabbia del credente. Quando veniva zio Teddy, spargeva attorno a se un irresistibile energia e ci univa tutti in un abbraccio. La casa ritrovava le sue sacre forze e ci riempivamo di fede nella gioia della vita.<\/p>\n<p>Il generale inglese Michael Gampier-Pari giunse a Roma in data 13 gennaio 1944, stanco ed afflitto. Il viaggio dalla Pratalia montagnosa fu difficile, pieno di pericoli e disavventure che furono scongiurate all\u2019ultimo momento, grazie al coraggio e all\u2019ingegnosita\u0300 di Teddy Meletiou. Sebbene confortato ed eccezionalmente riconoscente all\u2019organizzazione Greca che copri\u0300 la sua fuga, il generale Inglese rimase inquieto e preoccupato ed un po\u2019 lamentoso. La pensione Capri non era quello che immaginava. Lui chiedeva di agevolarlo perche\u0301 continuasse il suo viaggio verso sud in modo da oltrepassare le linee del nemico ed unirsi ai suoi. Pero\u0300 una tale possibilita\u0300 la loro organizzazione non la possedeva, come gli fu spiegato chiaramente da Mancini, il comandante del gruppo Greco. Che lo portassero all\u2019ambasciata inglese del Vaticano dunque, pretese piu\u0300 logicamente il generale. Ma neanche questo poteva avvenire. Gli stessi suoi compaesani avevano respinto la sua richiesta. La situazione era complicata, gli avevano spiegato nella loro lettera inviatagli lo stesso giorno tramite Meletiou. L\u2019ingresso di un generale nella zona franca sarebbe potuto essere scoperto e avrebbe creato problemi molto seri. Avrebbero cercato dunque di sistemarlo a Roma e nel frattempo gli avevano inviato ventimila lire perche\u0300 si vestisse \u2013 anche se dubitavano, come gli avevano scritto, che sarebbe stato possibile procurarsi dei vestiti a Roma, dove in generale non si trova niente, e sarebbe forse stato necessario spedire i vestiti in loro possesso. Non ha resistito il povero generale. Come sarebbe sopravvissuto, ha chiesto innervosito a Meletiou. I suoi vestiti erano diventati dei cenci, le sue scarpe erano rotte e con difficolta\u0300 riusciva a tenerle sui suoi piedi infreddoliti. Non poteva neanche mettere il naso fuori dalla pensione Capri senza almeno un cambio di vestiti decente. Come poteva vivere a Roma? Cosa sarebbe avvenuto in futuro?<\/p>\n<p>Domani e\u0300 una nuova giornata, affermo\u0300 Meletiou, con quella irresistibile fede che lo caratterizzava anche nei momenti piu\u0300 difficili.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 13\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Non devi preoccuparti di niente. Tutto sara\u0300 sistemato.<br \/>\nE nonostante non si fosse convinto il generale, ma un po\u2019 piu\u0300 tranquillo ora, si mise a dormire dodici ore senza interruzioni.<\/p>\n<p>La mattina del giorno dopo, Loli e Meletiou arrivarono alla pensione con un calesse \u2013 la cui tenda era del tutto sollevata \u2013 e trasportarono il generale in uno dei punti piu\u0300 centrali di Roma. Il percorso era breve. Dopo non molto il calesse si fermo\u0300 fuori da un negozio ed i tre passeggeri scesero frettolosamente. Il proprietario, signor Leone, era stato avvisato e li attendeva. Non era la prima volta che il marito di Carla forniva indumenti poco costosi dal suo negozio ai Greci fuggitivi, e per la precisione ad un terzo del loro prezzo effettivo. Questa volta, pero\u0300, era diverso. Leone poteva anche non conoscere molti dettagli \u2013 principio inviolabile, per motivi di sicurezza \u2013 ma non era stupido. Era la prima volta che vedeva Mancini tanto generoso. \u201cZio Michele\u201d, come chiamavano l\u2019uomo biondo con gli occhi azzurri ed il bel fisico, voleva il meglio ed aveva i soldi per pagarlo. Doppiamente servizievole il negoziante condusse subito i tre visitatori nel suo ufficio ed inizio\u0300 a portarli degli articoli nascosti, che mai fino ad allora aveva mostrato a Loli.<\/p>\n<p>In meno di un\u2019ora il buon Zio Michele era vestito elegantemente: abito, cravatta, gile\u0300, capotto, guanti, cappello, ed accessori \u2013 tutti di qualita\u0300 tale che solamente prima della guerra poteva trovare e solo in negozi di alto livello. Lo spettacolo di se stesso nello specchio cambio\u0300 immediatamente l\u2019umore del generale. Ecco dunque che l\u2019organizzazione dei Greci poteva ottenere cose irrealizzabili per gli altri. La sua sorte era in buone mani. E per tutto il percorso di ritorno guardava i suoi due salvatori con rinnovato rispetto.<\/p>\n<p>Piu\u0300 tardi, pero\u0300, verso sera, all\u2019ora in cui Loli e Meletiou tornavano ormai a casa per riposarsi, una notizia eccezionalmente preoccupante da una fonte fidata porto\u0300 nuova inquietudine nella loro compagnia. Qualcuno aveva parlato, sembra, qualcosa si e\u0300 venuto a sapere e dovevano far fuggire subito il generale dalla pensione Capri. Dove potevano andare, pero\u0300? Il tempo premeva, non c\u2019erano molte scelte. Fra un po\u2019 iniziava il divieto di circolazione. Loli corse di nuovo alla pensione, cos\u2019altro poteva fare? A malapena fece in tempo a tornare a<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 14\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>casa sua, assieme all\u2019Inglese, prima che la citta\u0300 si paralizzasse per un\u2019altra notte di schiavitu\u0300.<\/p>\n<p>L\u2019appartamentino che dividevano i due amici, all\u2019estremita\u0300 della citta\u0300, non aveva alcuna sontuosita\u0300. Due divani stretti in tutto, un tavolo con due sedie, un rudimentale spazio \u201ccucina\u201d in un angolo ed un microscopico w.c. Non c\u2019era alcuna comodita\u0300 per ospitare altri visitatori. Il generale Michael Gampier-Pari era costretto a mangiare e dormire alla buona. Loli era sicuro che si sarebbe lamentato. Meletiou si fece in quattro per intrattenerlo. Meno male che l\u2019Inglese era silenzioso. Quello che c\u2019era lo avrebbero diviso con gioia, ha detto Loli, e si sedettero a mangiare. Di pane ne avevano parecchio, raffermo si\u0300, ma con due gocce d\u2019olio sarebbe stato buonissimo e nutriente. E per piatto principale un minestrone di verdure secche ed altre belle cose che aveva raccolto Meletiou tornando da Pratalia \u2013 \u201cUnbelievable\u201d commento\u0300 il generale \u2013 questa era la loro ricetta segreta per \u201cminestrone gourmet della guerra\u201d. Risero. Bevvero poco vino. Gampier-Pari si guardava attorno con un certo stupore negli occhi. \u201cCome e\u0300 strano il destino&#8230;\u201d sembrava commosso. Chi lo avrebbe detto, quando combatteva con l\u2019esercito Greco in Albania, che si sarebbe ritrovato poi in ostaggio in Italia e sarebbe stato debitore di tante cose ai Greci fuggitivi, forse anche della sua stessa vita. Dopo alzo\u0300 il suo bicchiere e aggiunse con una certa ufficialita\u0300: \u201cMi dispiace dirlo, ma credo che la vostra organizzazione sia superiore a qualsiasi altra\u201d.<\/p>\n<p>I due Greci risero in modo imbarazzato e lo ringraziarono per le sue buone parole.<br \/>\n\u201cHo intenzione di indirizzarvi una lettera un po\u2019 ufficiale\u201d ha continuato il generale. \u201cNon lettera personale, avete capito, ma indirizzata a tutta la vostra organizzazione, per esprimere i miei ringraziamenti per tutto cio\u0300 che avete fatto per me. La comunichero\u0300 anche alla nostra ambasciata. Ditemi dunque, dove la devo indirizzare? Quale e\u0300 il nome della vostra organizzazione? \u201d<\/p>\n<p>Un silenzio di un minuto&#8230;. Quale organizzazione e formalita\u0300? Ognuno ha fatto quello che poteva \u2013 e di nome naturalmente non ne esisteva alcuno. Pero\u0300 avevano dato un\u2019altra impressione agli Inglesi. Li avevano ingannati volutamente, per guadagnare il loro rispetto e<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 15\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>per convincerli di collaborare&#8230;.<br \/>\n\u201cLiberta\u0300 o Morte\u201d, sparo\u0300 Loli un po\u2019 piu\u0300 forte di quanto sarebbe stato consono.<br \/>\n\u201cAh, molto bene\u201d ha detto il generale, che non noto\u0300 nulla di strano nell\u2019intensita\u0300 del momento. \u201cSe mi ricordo bene, in Grecia mi hanno detto che le sillabe delle parole corrispondono alle strisce della vostra bandiera e che questo era il segnale nazionale dei Greci nella lotta per la vostra indipendenza\u201d.<br \/>\n\u201cCertamente, certamente\u201d convenne Loli alleggerito per non essersi tradito. Nessuna bugia avrebbe rovinato il loro rapporto con l\u2019ambasciata Inglese, al contrario rimediarono molto bene.<br \/>\nE cosi\u0300, quella sera il gruppo greco segreto fu battezzato con il nome inatteso e piuttosto pomposo: \u201cLiberta\u0300 o Morte\u201d.<br \/>\nE impercettibilmente, come spesso accade, le parole danno forma al modo di dire, ed esattamente da quel momento il nome \u201cLiberta\u0300 o Morte\u201d inizio\u0300 a colorare in modo nuovo l\u2019azione e l\u2019andamento dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Loli = Evanghelos Averof Tosizza, scrittore Greco, Ministro degli Esteri e della Difesa in Grecia e tutore di Nicolas dopo la morte di Teodoro nel 1964.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][:el][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16109&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16158&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16159&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16160&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column width=&#8221;5\/6&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;30px&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>La storia di Teodoro Meletiou<\/h3>\n<p>Mio padre <strong>Teodoro Meletiou<\/strong> e\u0300 nato a Mansura il 18 Maggio 1916 e morto in Monfalcone il 24 Giugno 1964.[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il corpo consolare di Milano<br \/>\nTheodore Meletiou \u2013 Console Generale della <strong>Grecia<\/strong><\/p>\n<p>Cambio della guardia al Consolato Generale della Grecia: da pochi mesi si e\u0300 inseditao il nuovo <strong>Console Generale Onorario<\/strong>: il signor <strong>Theodore Meletiou<\/strong>. Il nuovo Consolato Generale e\u0300 sorto per merito suo in viale Maino 11.<\/p>\n<p>Mentre lo attendevamo per l\u2019intervista di rito nella sua sede, notammo una certa aria elettrizzante, dovuta certamente alla visita della Principessa Irene di Grecia, che di passaggio a Milano per Genova, dove doveva assistere alle gare nautiche del fratello Costantino, Erede del <strong>Trono<\/strong> \u2013 fece un salto in Viale Maino \u2013 onorando cosi\u0300 con la sua presenza il nuovo Consolato Generale del suo Paese.<\/p>\n<p>L\u2019elegante e sobrio arredamento del salotto era tutto rivestito di azzurro con ornamenti bianchi: poltrone accoglienti, divani, tende con questi freschi colori.<\/p>\n<p>\u2013 \u201cColori della nostra <strong>bandiera<\/strong>\u201d \u2013 ci illumina il sorridente giovane Console. Ci mostra subito un esemplare della bandiera greca in miniatura: cinque strisce blu intercalate con quattro strisce bianche. \u201cIl significato della bandiera contiene un motto vitale per tutti noi greci: Liberta\u0300 o morte; le sillabe della parola liberta\u0300 sono cinque (le cinque strisce azzurre), quelle della morte quattro (le quattro strisce bianche). <strong>Senza liberta\u0300 non possiamo vivere<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Gli domandammo come mai parlasse cosi\u0300 bene la nostra lingua, dato che appena da sei mesi copre la carica di <strong>Console Generale a Milano<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cVivo da parecchi anni in Italia. Ho imparato (caso strano, non vi pare?) ad amare questo paese, durante la mia prigionia; ho combattuto sul fronte greco-italiano e fui preso in Albania. Per 30 mesi sono stato<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>\u2018ospite\u2019 in vari campi di prigionia, poi fuggiasco, in seguito partigiano e vice-capo di un\u2019organizzazione clandestina chiamata, appunto, \u2018<strong>Liberta\u0300 o morte<\/strong>\u2019. Capo di questa organizzazione era l\u2019attuale Ministro degli Esteri in Grecia, Averoff Evanghelos. Comunque, la mia prigionia non fu pesante, il trattamento fu umano e cosi\u0300 decisi, che a guerra terminata mi sarei stabilito in Italia. Infatti nel 1947 ho fondato tre aziende tra Palazzolo sull\u2019Oglio e <strong>Bergamo<\/strong>: una d\u2019importazione di madreperla, una per la fabbricazione di materie plastiche per bottoni e un\u2019azienda di costruzioni a Bergamo.<\/p>\n<p>Il Consolato e\u0300 il mio \u2018hobby&#8217;\u201d conclude il cordialissimo Console generale.<br \/>\nAlla nostra osservazione che tutte le sue attivita\u0300 gli portano indubbiamente via molto tempo, egli ribatte: \u201cE\u2019 questione di organizzazione. Ho i miei collaboratori che mi vengono a riferire sull\u2019andamento delle aziende due volte a settimana. Ho quindi tempo in abbondanza per curare gli interessi del mio Paese ed anche di rappresentare ufficialmente la Grecia nelle varie manifestazioni della vita consolare e sociale\u201d.<\/p>\n<p>Il Console Generale, signor Meletiou, e\u0300 nato in Egitto a <strong>Mansura<\/strong>; ha frequentato l\u2019Universita\u0300 ad Atene ed e\u0300 sposato. Non sappiamo che cosa chiedergli sulla Grecia, che noi ed i nostri lettori, o per studi dei bei tempi liceali o per aver fatto del turismo in quel Paese, ben conosciamo. Ma anche qui il Console Meletiou ci viene in aiuto e ci spiega che la Grecia e\u0300 stata uno dei primi Paesi sottoposti alla Riforma Agraria. Gia\u0300 dal 1928 al 1932 durante l\u2019era di Venizelos ebbe inizio la grande riforma e da allora non ci sono piu\u0300 delle grandi ricchezze in Grecia. \u201cNe\u0300 grandi ricchezze, ne\u0300 grandi poverta\u0300\u201d ci spiega il nostro Ospite.<\/p>\n<p>\u201cEd <strong>Onassis<\/strong>?\u201d, osiamo osservare.<\/p>\n<p>\u201cOnassis? D\u2019accordo, e\u0300 un grande armatore greco, ma fa parte dei tanti connazionali ricchi che vivono all\u2019estero. In fatto di flotta mercantile, la Grecia possiede una fra le prime tre delle piu\u0300 grosse del mondo. Mi domandate delle industrie greche? Esportazione di tabacco, olio, uva secca ed&#8230; importazione di turisti!\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il nostro ospite ci mostra la sua piccola e perfetta organizzazione turistica: alle scuole ed ai privati vengono spedite delle buste che portavano la stampa: \u201cVisitate la <strong>Grecia<\/strong>. Oggi e\u0300 il paese meno costoso per i turisti. Sara\u0300 una vacanza diversa da tutte le altre\u201d. Esse contengono pieghevoli a colori, redatti scrupolosamente ed illustrati al massimo.<\/p>\n<p>Poi ci mostra copie in marmo delle celebri statue greche. Alla sua cordialita\u0300 il Console Generale <strong>Meletiou<\/strong> unisce una profonda cultura e noi lasciamo l\u2019accogliente ed ospitale Consolato pieni di desiderio di ammirare al naturale tutto quel patrimonio storico ed artistico di schietta importanza turistica delineatoci da un illustre Cicerone quale il Console Generale, nella sua qualita\u0300 di profondo conoscitore ed amatore della Storia, delle usanze e dei costumi del proprio Paese, mentre ci ritorna in mente che solo chi sa amare profondamente il proprio Paese, riesce a voler bene a quello di cui e\u0300 ospite.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Ghitta Hussar<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Rassegna Stampa<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_gallery type=&#8221;image_grid&#8221; images=&#8221;16151,16152,16153&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; column_number=&#8221;3&#8243; grayscale=&#8221;no&#8221; images_space=&#8221;gallery_with_space&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_separator type=&#8221;normal&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Tatiana Averof scrive di Teodoro Meletiou e del suo incontro con la Famiglia Certini<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Qualche mese fa il signor Pierangelo Bonazzoli che conduce ricerche sui fatti e le vicende della liberazione in Toscana e precisamente in Casentino a Poppi, mi scrisse chiedendomi se poteva esser mio padre, un certo Avv. Melitio Teodoro, figura citata su un testo storico.<\/p>\n<p>Mi ricordai subito che mio padre Teodoro Meletiou era stato prigioniero due volte in Italia dai fascisti di allora ed era quindi molto probabile che si trattasse di lui (il cognome scritto male era stato sicuramente un errore dovuto alla diversa lingua e pronuncia). Gli risposi subito.<\/p>\n<p>In una sua successiva lettera il signor Bonazzoli mi disse che era riuscito a trovare la famiglia Certini che aveva ospitato mio padre e che aveva un vivo ricordo di lui. Ricordavano che mio padre era ritornato durante il dopoguerra in quei luoghi ma con loro rammarico<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>non avevano avuto modo di rivederlo.<\/p>\n<p>Dopo qualche tempo trovai sul libro \u201cDieci vite in una\u201d di Tatiana Averof, figlia di Evanghelos (Loli), un capitolo, il numero 28, che parlava proprio della Famiglia Certini e del legame che si era creato con mio padre. Il capitolo si intitola \u201cLiberta\u0300 o morte\u201d e lo riporto di seguito:<\/p>\n<p>NON PARLAVANO MOLTO FRA DI LORO, non con parole almeno.<br \/>\nComunicavano tacitamente, con gli occhi, con i respiri, con i neuroni \u2013 come se ognuno parlasse con se stesso, cosi\u0300 anche con il fratello. Teodoro Meletiou, tenente dell\u2019esercito greco, proveniente da Mansura in Egitto, era evaso dalla caserma di Popi. Aiutato a fuggire a Roma dall\u2019organizzazione segreta di Loli nel dicembre del 1943. La sua fama pero\u0300 lo precedeva. Nessun prigioniero aveva sviluppato un\u2019azione del genere nella zona dopo la sua evasione, come ha informato Loli il suo contatto a Popi. Collaborava con le organizzazioni locali della Resistenza e, come dicevano le voci, non aveva mai fallito in alcuna missione, per quanto pericolosa fosse. Sveglio, coraggioso e perfetto conoscitore della lingua italiana, Teodoro Meletiou \u2013 oppure Mario Certini, grazie al giuramento falso di quattro testimoni presso l\u2019ufficio comunale di Popi \u2013 si e\u0300 dimostrato immediatamente prezioso collaboratore di Loli e i due uomini si sono legati come fratelli.<\/p>\n<p>Quella mattina, a fine dicembre circa, due rispettabili italiani, Mario Certini e Angelo Moncini \u2013 piuttosto presentabili con i cappelli ed i soprabiti lunghi \u2013 scendevano spensierati verso Piazza di Spagna. Avevano imparato ormai a recitare il loro ruolo e l\u2019esperienza gli aveva dimostrato che le loro Carte d\u2019Identita\u0300 non presentavano alcun segno esterno di falsita\u0300. Qualora si celasse nel loro animo qualche piccolo brivido di paura, cosa particolarmente naturale oggi che avevano una missione pericolosa, tuttavia nessun segno visibile tradiva nemmeno una minima esitazione. Con passo costante, sciolto, i due uomini scesero i famosi Gradini di Spagna e si imboccarono Via Condotti, dove erano concentrati tutti i negozi aristocratici. Restarono per un po\u2019 a far finta di guardare le vetrine, l\u2019uno rimase un po\u2019 piu\u0300<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>indietro, la distanza fra loro aumentava pian piano, sino a quando pareva che non fossero insieme. Loli si fermo\u0300 un attimo davanti alla magnifica gioielleria BULGARI e saluto\u0300 il custode con i capelli bianchi che sorvegliava l\u2019ingresso.<\/p>\n<p>\u201cPrego, signor Angelo, vi stanno aspettando\u201d \u2013 gli fece cenno lui verso l\u2019interno del negozio.<\/p>\n<p>Loli attraverso\u0300 lo spazio luminoso dell\u2019esposizione, apri\u0300 la porta segreta che c\u2019era in fondo e si trovo\u0300 in una grande sala lunga e stretta dove alcuni artigiani stavano lavorando concentrati sulle pietre preziose e sull\u2019oro.<\/p>\n<p>Procedette velocemente fino all\u2019altra estremita\u0300 del laboratorio, ammirando di nuovo quel demonio del sig. Sotiris Voulgaris in Greco \u03a3\u03c9\u03c4\u03b7\u0301\u03c1 \u0392\u03bf\u03c5\u0301\u03bb\u03b3\u03b1\u03c1\u03b7 \u2013 che inizio\u0300 dalla povera Paramithia\u0300 nel 1880 avendo come uniche dotazioni l\u2019arte del lavoratore d\u2019argento e la sua laboriosita\u0300 e creo\u0300 in pochi anni quel colosso.<\/p>\n<p>\u201cAngelo, Angelo, come sta?\u201d sempre gentile Giorgio, secondo figlio del signor Sotiris, gli diede il benvenuto in un ufficio buio e chiuse la porta dietro di se\u0300.<br \/>\n\u201cEccezionalmente bene\u201d. Loli lo abbraccio\u0300, chiese di suo fratello, che e\u0300 sempre sommerso nei suoi lavori, e riprese con i ringraziamenti a nome di tutti i Greci, per il loro generoso e premuroso contributo per qualsiasi cosa e in qualunque momento ne avessero avuto bisogno. \u201cNon parlarne nemmeno\u201d lo interruppe Giorgio. \u201cLo sai che il nostro cuore e\u0300 sempre con voi. Non dimentichiamo le nostre radici\u201d.<\/p>\n<p>Lo sapeva bene Loli. I fratelli Bulgari, gia\u0300 da quando si trovavano a Feramonti, sia col pretesto delle presentazioni dei loro generi Zafiris Valvis e Giorgio Athanasiadis-Novas, o di altre persone note in Grecia, sia dopo le richieste dell\u2019ambasciata Greca di Berna, avevano inviato denaro a diversi Greci che si trovavano nelle carceri, nelle caserme oppure in paesi d\u2019Italia. Lo avevano spedito in modo plateale tramite posta oppure segretamente mediante un loro uomo che viaggiava a tale scopo in nord Italia. Delle cose segrete la polizia italiana non se ne e\u0300 mai accorta. Ma del resto se ne e\u0300 accorse e fu pretesto di seri problemi. Ma i due fratelli riuscirono a salvarsi. Salvarsi e continuare.<\/p>\n<p>\u201cTutti a Feramonti conoscevamo il nome dei fratelli Bulgari\u201d disse<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Loli con decisione. \u201cEra una delle mie poche speranze, quando scendevo a Roma come latitante. Pero\u0300 non potevo immaginare&#8230; cosi generosi&#8230; a questo livello&#8230;\u201d.<br \/>\n\u201cBene, Bene\u201d lo interruppe Giorgio \u201cnon facciamo tardi. Ecco: cio\u0300 che hai chiesto. Tieni\u201d.<\/p>\n<p>Una grande borsa nera passo\u0300 da una mano ad un\u2019altra.<br \/>\nAnziche\u0301 continuare a dialogare, Loli si inchino\u0300 e si sfilo\u0300 la scarpa. Bulgari lo guardava dubbioso.<br \/>\n\u201cSo che non avete mai voluto dimostrazioni scritte o altre conferme, ma&#8230;\u201d \u2013 Loli continuava a cercare nel fondo della sua scarpa. \u201cQuesta volta l\u2019importo e\u0300 eccezionalmente grande, percio\u0300&#8230;\u201d tiro\u0300 fuori un pezzo di carta attentamente piegato e lo offri\u0300 al suo interlocutore. \u201cAbbiamo ritenuto giusto redigere questo verbale nel quale riferiamo dettagliatamente le modalita\u0300 di disposizione del denaro e che quest\u2019ultimo costituisce un prestito, da saldare dallo stato Greco al termine della guerra. Inoltre, nel caso quest\u2019ultimo rifiutasse di pagare assumiamo noi tale responsabilita\u0300. Come vedrete unitamente a me sottoscrivono il comandante Kountouriotis, i coniugi Zanna e tutti i greci che si trovano a Roma come impiegati pubblici ed ufficiali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCaro Angelo, che sciocchezze sono queste!\u201d. Il signor Bulgari era commosso. \u201cCio\u0300 che conta e\u0300 di continuare il lavoro importante che avete fatto per il salvataggio di tutti gli ostaggi Greci. Ognuno contribuisce come puo\u0300\u201d.<\/p>\n<p>Tiro\u0300 fuori dalla sua tasca il suo accendino, strappo\u0300 il foglio in mille pezzi e li brucio\u0300 in un posacenere. \u201cVai ora\u201d lo mando\u0300 via \u201cstai molto attento uscendo da qua dentro. La vostra sicurezza prima di tutto\u201d.<br \/>\nLa sicurezza, si\u0300&#8230;<\/p>\n<p>Loli usci\u0300 dal negozio BVLGARI con la borsa nera sotto braccio, conoscendo molto bene che per quanto possano stare attenti, per quante misure meticolose possano prendere, non saranno mai sicuri. Il loro destino e\u0300 determinato dal fattore Fortuna. Con lettera F maiuscola. Questa e\u0300 quella che ride per ultima. Rabbrividiva ricordando che due giorni prima tornando spensierato con il tram, all\u2019improvviso li fermarono e fecero scendere tutti gli uomini per controllare i loro documenti. Lo stesso e\u0300 successo recentemente nei teatri, nei cinema ed in altri punti di frequentazione della citta\u0300. I<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>sospetti venivano condotti in carcere, gli altri venivano inviati al lavoro sia nel fronte di Anzio che di Cassino sia per le strade dell\u2019Italia centrale. Si ricorda lo shock, quando vide le camicie nere e gli ufficiali Tedeschi che li accerchiarono. Stranamente impassibile, tento\u0300 inizialmente di fuggire con un gruppo di invalidi, ma falli\u0300. Accanto a lui un chirurgo confermo\u0300 all\u2019ufficiale capogruppo che lo attendevano per un\u2019operazione urgente e gli mostro\u0300 i suoi documenti. Ma inutilmente. Era evidente che non c\u2019era salvezza. Due donne dal tram si protesero con lamentosi urli per salvare i loro mariti. Tre camicie nere le trattennero a fatica, mentre la gente osservava sbigottita la scena. Da vicino anche Loli osservava, mentre pian piano si avvicinava alla zona di blocco, il quale nel frattempo si era allentato. O ora o mai, penso\u0300. E si e\u0300 lancio\u0300. Lo separavano venti metri dall\u2019angolo e dopo si sarebbe perso nel dedalo delle viuzze medioevali. Pochi minuti piu\u0300 tardi, tutto sudato ed affannato, si trovava seduto su un muretto in pietra di un angolo al riparo dal sole e cercava di accettare quello che era successo. Si\u0300, e\u0300 vero che Loli crede molto alla fortuna. La rispetta. La prende con le buone, le fa i voti nelle sue preghiere. Sa che non puo\u0300 contrariarla \u2013 e percio\u0300 alla fine la ignora.<\/p>\n<p>Meletiou lo aspettava sul marciapiede di fronte gettando occhiate nervose verso l\u2019ingresso dell\u2019oreficeria. Le missioni pericolose se le spartiscono un po\u2019 per uno ed oggi toccava a Loli di gettarsi nel fuoco. Il suo compagno lo seguira\u0300 semplicemente da una distanza di sicurezza, cercando di non perderlo di vista sino a quanto non sia certo che e\u0300 arrivato sano e salvo a destinazione. Le misure fondamentali di previdenza non escludono purtroppo i pericoli. Almeno, pero\u0300, nel caso venisse catturato Loli, potranno essere avvisati immediatamente l\u2019ambasciata Svizzera e la Croce Rossa Internazionale, mentre gli altri membri del gruppo riusciranno a nascondersi. Senza alcun segno di riconoscimento, i due rispettabili Italiani partirono verso la stessa direzione, uno davanti, l\u2019altro dietro, con grande distanza fra loro. Non se ne parlava nemmeno di prendere il tram. Camminarono per tutto il percorso evitando attentamente le vie frequentate. Cosi\u0300, poco piu\u0300 tardi., arrivarono alla pensione Capri stanchi ma eccitati e festeggiarono il loro successo con una bottiglia<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>di vino.<br \/>\nLa fortuna fu buona con loro un\u2019altra volta.<\/p>\n<p>Le serate, quando non erano in qualche missione fuori Roma, le trascorrevano di solito in compagnia fra loro, scambiandosi storie e peripezie risalenti ai tempi prima di conoscersi. Loli parlava delle sue imprese a Corfu\u0300 in qualita\u0300 di prefetto, della sua azione a Larissa che condusse alla sua cattura e della sua strana amicizia con Tositsas per corrispondenza per molti anni senza essersi mai conosciuti. Meletiou gli raccontava storie dalle battaglie eroiche dopo l\u2019invasione Tedesca in Grecia e di come fu catturato alla vigilia della sua partenza e fu esiliato a Popi. La\u0300 \u2013 a Popi ed a Feramonti, rispettivamente \u2013 si fermava improvvisamente il tempo dei racconti, come se i due uomini avessero tacitamente concordato di esiliare l\u2019esperienza della caserma dalle loro memorie comuni, e iniziavano di nuovo le storie dalla loro fuga in poi. Adesso ormai coabitavano in un appartamento all\u2019estremita\u0300 della citta\u0300, di quelli che concedevano i fidati dell\u2019organizzazione ed erano assolutamente sicuri. La pensione Capri veniva utilizzata ormai solo per l\u2019alloggio provvisorio di quelli che arrivavano per la prima volta a Roma sporchi, coperti di cenci e impauriti, fino alla loro sistemazione altrove. L\u2019idea per questa nuova strategia fu inizialmente di Carla, che li avverti\u0300, a dire il vero con molto tatto, che un alloggio piu\u0300 duraturo nella pensione avrebbe potuto suscitare dei sospetti nelle autorita\u0300. Sembrava che anche lei avesse sospettato da tempo che qualcosa non andasse bene da quanto le aveva rivelato il suo nuovo amico Angelo Mancini, ma doveva prima accertarsene. Se si fosse sbilanciata anzitempo con lui, sarebbero potute verificarsi conseguenze disastrose per l\u2019organizzazione antifascista alla quale appartenevano sia lei stessa sia suo marito. Attentamente dunque, un passo alla volta, fu cercata e conquistata la fiducia fra le due parti \u2013 che era ormai assoluta e poco affettiva.<\/p>\n<p>Una sera sotto la luce delle candele \u2013la corrente era stata interrotta di nuovo dopo i recenti bombardamenti degli Alleati- Meletiou inizio\u0300 a raccontare un\u2019altra avventura incredibile che avvenne poco prima che si conoscessero: era giunta voce ai suoi amici antifascisti a Popi che da qualche parte in un altopiano oppure in un paese dimenticato della<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>montagnosa Pratalia, erano nascosti alcuni ufficiali superiori Inglesi. Fu incaricato di indagare su tali voci e, poiche\u0301 c\u2019erano tali fuggitivi, di entrare in contatto con loro. Una missione per niente facile, sottolineo\u0300 a questo punto, allo scopo di far salire il termometro del suo racconto e d\u2019altronde, rinchiusi come erano nel buio e nel divieto di circolazione notturno, non avevano da fare nient\u2019altro. Per niente facile, ribadi\u0300. Le tracce lo guidarono in un inseguimento infinito, dalla casa del prete di un quartiere montagnoso al mugnaio del paese di fronte, alla vedova, al vetturino, al picchiatello, fino a quando non si ritrovo\u0300 una compagnia inaspettata: in un mulino in rovine, all\u2019estremita\u0300 del nulla, erano rifugiati sette tra ufficiali Inglesi e briganti, un\u2019ufficiale Sudafricano di nome Armostrong, l\u2019Inglese maresciallo Niim, che era precipitato con il suo aereo in Italia e quattro soldati Britannici \u2013 tutti disperati ed in stato pietoso. Loli ascoltava estasiato mentre il suo amico continuava la sua storia soddisfatto di aver trovato un ascoltatore cosi\u0300 buono: i tre piu\u0300 anziani \u2013 Niim ed altri due generali \u2013 si decise di farli fuggire per primi. Senza fretta o riflessione, tutto fu organizzato con perfezione. Percorsi, collegamenti, contatti. La sua missione era quella di condurli in un paese dell\u2019Adriatico vicino a Pesaro, dove li avrebbe attesi un sommergibile Inglese. E naturalmente la missione fu portata a termine: dopo mille peripezie e camminando per la maggior parte del percorso, i tre generali furono consegnati al sommergibile e tornarono al loro paese sani e salvi. Ora sulle montagne in Pratalia si nascondevano ancora dieci Inglesi, continuo\u0300 come se volesse autodiffendersi, non riusci\u0300 a farli fuggire prima di scendere a Roma. Il piu\u0300 anziano fra loro era il generale Michael Gampier-Pari, capo della missione militare inglese in Grecia all\u2019inizio della guerra Greco- Italiana \u2013 grande coincidenza \u2013, perche\u0300 aveva ammirato, come ha detto \u2013 l\u2019esercito Greco in quell\u2019eroico assalto ed era particolarmente caloroso con Meletiou.<\/p>\n<p>Loli, pero\u0300, non era piu\u0300 attento, non poteva essere attento. Il suo pensiero era concentrato all\u2019occasione incredibile che gli veniva presentata. Questo gruppo degli ufficiali Inglesi non riceveva aiuto da nessuna parte. Viveva alla merce\u0301 della popolazione e di un\u2019organizzazione locale. La fuga dei tre generali fu organizzata<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>direttamente da un gruppo antifascista di Pesaro. A Roma, nel Vaticano, gli uomini dell\u2019ambasciata Inglese non potevano sapere alcunche\u0301. Dovevano tenerli aggiornati, pensava. La sua mente si era incendiata. Dovevano avvicinarli ed offrirgli i loro servizi come organizzazione alleata. Sino ad ora non era riuscito mai ad essere accettato presso l\u2019ambasciata inglese del Vaticano. Le due volte che lo aveva richiesto, presentando un rapporto dettagliato tramite un comune conoscente, aveva ricevuto un piccolo aiuto economico, impersonale e formale. Ben accetto anche questo certamente, ma non ci fu alcun contatto, neanche qualche prospettiva per l\u2019accesso piu\u0300 facile in futuro. Ora pero\u0300 &#8230;i suoi battiti aumentarono, era diventato rosso in volto dalla sua agitazione. Adesso gli veniva data l\u2019occasione di mettere piede sulla porta degli Inglesi, non come mendicanti, ma come compagni e soccorritori nella lotta comune. Loli abbraccio\u0300 Meletiou e inizio\u0300 a ballare.<\/p>\n<p>Piu\u0300 o meno cosi\u0300 mi ricordo anch\u2019io Teodoro Meletiou. Quando veniva a farci visita, di solito una o due volte l\u2019anno (perche\u0301 si sposo\u0300 con Alessandra mezza Ceca e mezza Italiana dalle Marche) e viveva permanentemente a Milano, anche Console Onorario di Grecia), correvamo noi piccoli ad abbracciarlo e ballavamo dalla nostra gioia. Mi lanciava per aria, per un momento diventavo un uccello, e mi riprendeva di nuovo prima che la paura potesse avere un effetto negativo sull\u2019eccitazione del volo. Dopo tirava fuori dalle sue tasche tante cose magiche, lecca-lecca, cioccolatini Perugina e strani tesori dall\u2019Egitto \u2013 una gatta d\u2019ambra mi ricordo, che fu per anni preziosa compagnia nelle serate quando si spegneva la luce. Lo chiamavamo zio Teddy e tu sorridevi contento perche\u0301 era tuo fratello. Oppure \u201cuncle Teddy\u201d, per la precisione, che non ti piaceva molto, ma dimenticavi di brontolare verso la tua Dinaki che ci ha allevati come se fossimo Inglesi ed ecco adesso che le figlie del Ministro Greco non parlano la lingua Greca se non come seconda lingua. Quando veniva zio Teddy tutti i dispiaceri sparivano, la casa cambiava aspetto e la mamma (Dina) rideva.<\/p>\n<p>Un anno, il giorno dell\u2019Epifania ci fece visita, mi ricordo. Giorno nostalgico per te, che risvegliava in te memorie della splendente cerimonia sul fiume Lithaio e la nonna Eftimia, che vi cambiava e<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 11\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>adornava e andavate tutti insieme, ma non ne voleva neanche sentire del tuo desiderio di tuffarti nelle acque gelide per prendere la croce. Altre volte l\u2019estro della nostalgia ti portava ancora piu\u0300 lontano e ci parlavi per la cerimonia dei \u201cPlintirion\u201d ad Atene antica, come se tu stesso fossi presente nel corteo, quando trasportavano la statua della dea Atena alla costa di Faliro e la buttavano in mare perche\u0301 ritrovasse le sue sacre forze. Ed allora ammiravi e gioivi come un bambino piccolo perche\u0300 questa santa festa dell\u2019Epifania aveva le sue radici nella gloriosa antichita\u0300 dei Greci.<\/p>\n<p>Si\u0300, un altro tuo tormento questo, la religione, che per te aveva rapporti con radici e tradizioni in Grecia e di conseguenza non ridevamo mai per qualcosa di sacro. Per la tua Dinaki, pero\u0300, essendo figlia di Greci residenti all\u2019estero cresciuta con l\u2019immagine dell\u2019aristocrazia britannica, altre cose erano piu\u0300 sacre. Per lei la religione era forse l\u2019ordine, l\u2019etichetta, il galateo e la tavola apparecchiata bene \u2013 e questo era la causa di frequenti litigi fra voi due. Ogni Venerdi\u0300 Santo indispensabilmente c\u2019era il solito litigio. Tu volevi fare il digiuno durante la Settimana Santa, noi eravamo piu\u0300 rilassati. Neanche l\u2019olio, dicevi, cosi vi ha insegnato la signora Eftimia da ragazzi, non apparecchiamo neanche la tavola Venerdi\u0300 Santo. E mangiavi con il broncio le tue lenticchie sul bordo della tavola ben lucidata, senza olio, confinato, senza tovaglia, mentre la mamma lo mescolava per farti un favore e noi piu\u0300 in la\u0300 mangiavamo spudoratamente e sfarzosamente. Lo stesso avveniva durante l\u2019Epifania \u2013 quasi ridicolo il borbottio che veniva fuori ogni volta con il pretesto delle usanze religiose della nostra razza e finiva sempre in litigio. Unica eccezione che si distingue nella mia mente era che quell\u2019anno nel giorno dell\u2019Epifania in cui ci fece visita lo zio Teddy. Mi ricordo che ci raccontava barzellette e tutti eravamo felici. Mamma rideva molto, che si era dimenticata di brontolare quando e\u0300 arrivato il prete deciso come sempre a benedire con l\u2019acqua santa tutte le stanze, le cantine, i nostri bagni e gli angoli nascosti della casa. Il suo solito commento, tanto fastidiosamente diligente in quanto tu ogni anno gli davi la mancia cosi\u0300 irragionevolmente lauta, ci e\u0300 sembrato per qualche motivo esilarante. La sua solita insistenza a seguirlo con uno straccio in mano ed asciugare i mobili di Saridis in modo che non si<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>macchiassero con l\u2019acqua santa ci sembro\u0300 una graziosa stranezza della buona mamma e tu hai dimenticato di fulminarla con la solita rabbia del credente. Quando veniva zio Teddy, spargeva attorno a se un irresistibile energia e ci univa tutti in un abbraccio. La casa ritrovava le sue sacre forze e ci riempivamo di fede nella gioia della vita.<\/p>\n<p>Il generale inglese Michael Gampier-Pari giunse a Roma in data 13 gennaio 1944, stanco ed afflitto. Il viaggio dalla Pratalia montagnosa fu difficile, pieno di pericoli e disavventure che furono scongiurate all\u2019ultimo momento, grazie al coraggio e all\u2019ingegnosita\u0300 di Teddy Meletiou. Sebbene confortato ed eccezionalmente riconoscente all\u2019organizzazione Greca che copri\u0300 la sua fuga, il generale Inglese rimase inquieto e preoccupato ed un po\u2019 lamentoso. La pensione Capri non era quello che immaginava. Lui chiedeva di agevolarlo perche\u0301 continuasse il suo viaggio verso sud in modo da oltrepassare le linee del nemico ed unirsi ai suoi. Pero\u0300 una tale possibilita\u0300 la loro organizzazione non la possedeva, come gli fu spiegato chiaramente da Mancini, il comandante del gruppo Greco. Che lo portassero all\u2019ambasciata inglese del Vaticano dunque, pretese piu\u0300 logicamente il generale. Ma neanche questo poteva avvenire. Gli stessi suoi compaesani avevano respinto la sua richiesta. La situazione era complicata, gli avevano spiegato nella loro lettera inviatagli lo stesso giorno tramite Meletiou. L\u2019ingresso di un generale nella zona franca sarebbe potuto essere scoperto e avrebbe creato problemi molto seri. Avrebbero cercato dunque di sistemarlo a Roma e nel frattempo gli avevano inviato ventimila lire perche\u0300 si vestisse \u2013 anche se dubitavano, come gli avevano scritto, che sarebbe stato possibile procurarsi dei vestiti a Roma, dove in generale non si trova niente, e sarebbe forse stato necessario spedire i vestiti in loro possesso. Non ha resistito il povero generale. Come sarebbe sopravvissuto, ha chiesto innervosito a Meletiou. I suoi vestiti erano diventati dei cenci, le sue scarpe erano rotte e con difficolta\u0300 riusciva a tenerle sui suoi piedi infreddoliti. Non poteva neanche mettere il naso fuori dalla pensione Capri senza almeno un cambio di vestiti decente. Come poteva vivere a Roma? Cosa sarebbe avvenuto in futuro?<\/p>\n<p>Domani e\u0300 una nuova giornata, affermo\u0300 Meletiou, con quella irresistibile fede che lo caratterizzava anche nei momenti piu\u0300 difficili.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 13\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Non devi preoccuparti di niente. Tutto sara\u0300 sistemato.<br \/>\nE nonostante non si fosse convinto il generale, ma un po\u2019 piu\u0300 tranquillo ora, si mise a dormire dodici ore senza interruzioni.<\/p>\n<p>La mattina del giorno dopo, Loli e Meletiou arrivarono alla pensione con un calesse \u2013 la cui tenda era del tutto sollevata \u2013 e trasportarono il generale in uno dei punti piu\u0300 centrali di Roma. Il percorso era breve. Dopo non molto il calesse si fermo\u0300 fuori da un negozio ed i tre passeggeri scesero frettolosamente. Il proprietario, signor Leone, era stato avvisato e li attendeva. Non era la prima volta che il marito di Carla forniva indumenti poco costosi dal suo negozio ai Greci fuggitivi, e per la precisione ad un terzo del loro prezzo effettivo. Questa volta, pero\u0300, era diverso. Leone poteva anche non conoscere molti dettagli \u2013 principio inviolabile, per motivi di sicurezza \u2013 ma non era stupido. Era la prima volta che vedeva Mancini tanto generoso. \u201cZio Michele\u201d, come chiamavano l\u2019uomo biondo con gli occhi azzurri ed il bel fisico, voleva il meglio ed aveva i soldi per pagarlo. Doppiamente servizievole il negoziante condusse subito i tre visitatori nel suo ufficio ed inizio\u0300 a portarli degli articoli nascosti, che mai fino ad allora aveva mostrato a Loli.<\/p>\n<p>In meno di un\u2019ora il buon Zio Michele era vestito elegantemente: abito, cravatta, gile\u0300, capotto, guanti, cappello, ed accessori \u2013 tutti di qualita\u0300 tale che solamente prima della guerra poteva trovare e solo in negozi di alto livello. Lo spettacolo di se stesso nello specchio cambio\u0300 immediatamente l\u2019umore del generale. Ecco dunque che l\u2019organizzazione dei Greci poteva ottenere cose irrealizzabili per gli altri. La sua sorte era in buone mani. E per tutto il percorso di ritorno guardava i suoi due salvatori con rinnovato rispetto.<\/p>\n<p>Piu\u0300 tardi, pero\u0300, verso sera, all\u2019ora in cui Loli e Meletiou tornavano ormai a casa per riposarsi, una notizia eccezionalmente preoccupante da una fonte fidata porto\u0300 nuova inquietudine nella loro compagnia. Qualcuno aveva parlato, sembra, qualcosa si e\u0300 venuto a sapere e dovevano far fuggire subito il generale dalla pensione Capri. Dove potevano andare, pero\u0300? Il tempo premeva, non c\u2019erano molte scelte. Fra un po\u2019 iniziava il divieto di circolazione. Loli corse di nuovo alla pensione, cos\u2019altro poteva fare? A malapena fece in tempo a tornare a<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 14\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>casa sua, assieme all\u2019Inglese, prima che la citta\u0300 si paralizzasse per un\u2019altra notte di schiavitu\u0300.<\/p>\n<p>L\u2019appartamentino che dividevano i due amici, all\u2019estremita\u0300 della citta\u0300, non aveva alcuna sontuosita\u0300. Due divani stretti in tutto, un tavolo con due sedie, un rudimentale spazio \u201ccucina\u201d in un angolo ed un microscopico w.c. Non c\u2019era alcuna comodita\u0300 per ospitare altri visitatori. Il generale Michael Gampier-Pari era costretto a mangiare e dormire alla buona. Loli era sicuro che si sarebbe lamentato. Meletiou si fece in quattro per intrattenerlo. Meno male che l\u2019Inglese era silenzioso. Quello che c\u2019era lo avrebbero diviso con gioia, ha detto Loli, e si sedettero a mangiare. Di pane ne avevano parecchio, raffermo si\u0300, ma con due gocce d\u2019olio sarebbe stato buonissimo e nutriente. E per piatto principale un minestrone di verdure secche ed altre belle cose che aveva raccolto Meletiou tornando da Pratalia \u2013 \u201cUnbelievable\u201d commento\u0300 il generale \u2013 questa era la loro ricetta segreta per \u201cminestrone gourmet della guerra\u201d. Risero. Bevvero poco vino. Gampier-Pari si guardava attorno con un certo stupore negli occhi. \u201cCome e\u0300 strano il destino&#8230;\u201d sembrava commosso. Chi lo avrebbe detto, quando combatteva con l\u2019esercito Greco in Albania, che si sarebbe ritrovato poi in ostaggio in Italia e sarebbe stato debitore di tante cose ai Greci fuggitivi, forse anche della sua stessa vita. Dopo alzo\u0300 il suo bicchiere e aggiunse con una certa ufficialita\u0300: \u201cMi dispiace dirlo, ma credo che la vostra organizzazione sia superiore a qualsiasi altra\u201d.<\/p>\n<p>I due Greci risero in modo imbarazzato e lo ringraziarono per le sue buone parole.<br \/>\n\u201cHo intenzione di indirizzarvi una lettera un po\u2019 ufficiale\u201d ha continuato il generale. \u201cNon lettera personale, avete capito, ma indirizzata a tutta la vostra organizzazione, per esprimere i miei ringraziamenti per tutto cio\u0300 che avete fatto per me. La comunichero\u0300 anche alla nostra ambasciata. Ditemi dunque, dove la devo indirizzare? Quale e\u0300 il nome della vostra organizzazione? \u201d<\/p>\n<p>Un silenzio di un minuto&#8230;. Quale organizzazione e formalita\u0300? Ognuno ha fatto quello che poteva \u2013 e di nome naturalmente non ne esisteva alcuno. Pero\u0300 avevano dato un\u2019altra impressione agli Inglesi. Li avevano ingannati volutamente, per guadagnare il loro rispetto e<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 15\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>per convincerli di collaborare&#8230;.<br \/>\n\u201cLiberta\u0300 o Morte\u201d, sparo\u0300 Loli un po\u2019 piu\u0300 forte di quanto sarebbe stato consono.<br \/>\n\u201cAh, molto bene\u201d ha detto il generale, che non noto\u0300 nulla di strano nell\u2019intensita\u0300 del momento. \u201cSe mi ricordo bene, in Grecia mi hanno detto che le sillabe delle parole corrispondono alle strisce della vostra bandiera e che questo era il segnale nazionale dei Greci nella lotta per la vostra indipendenza\u201d.<br \/>\n\u201cCertamente, certamente\u201d convenne Loli alleggerito per non essersi tradito. Nessuna bugia avrebbe rovinato il loro rapporto con l\u2019ambasciata Inglese, al contrario rimediarono molto bene.<br \/>\nE cosi\u0300, quella sera il gruppo greco segreto fu battezzato con il nome inatteso e piuttosto pomposo: \u201cLiberta\u0300 o Morte\u201d.<br \/>\nE impercettibilmente, come spesso accade, le parole danno forma al modo di dire, ed esattamente da quel momento il nome \u201cLiberta\u0300 o Morte\u201d inizio\u0300 a colorare in modo nuovo l\u2019azione e l\u2019andamento dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Loli = Evanghelos Averof Tosizza, scrittore Greco, Ministro degli Esteri e della Difesa in Grecia e tutore di Nicolas dopo la morte di Teodoro nel 1964.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][:]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16109&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16158&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16159&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;100px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16160&#8243; img_size=&#8221;183&#215;183&#8243; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column width=&#8221;5\/6&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;30px&#8221;][vc_column_text] La storia di Teodoro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"full_width.php","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/15351"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15351"}],"version-history":[{"count":45,"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/15351\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16380,"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/15351\/revisions\/16380"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}