{"id":16401,"date":"2020-11-26T11:51:47","date_gmt":"2020-11-26T10:51:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/?page_id=16401"},"modified":"2020-11-26T11:51:47","modified_gmt":"2020-11-26T10:51:47","slug":"cascina-torriggio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/?page_id=16401","title":{"rendered":"Cascina Torriggio"},"content":{"rendered":"\n<h3>CENNI STORICI<\/h3>\n\n\n\n<h3><em>Cascina Torriggio \u2013 Il Comune di Rozzano<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>Il pi\u00f9 antico documento riguardante Rozzano risale al 1010 e reca il nome di un antico feudatario, forse di origine longobarda, della nobile casata degli \u201cStampa\u201d. Altri documenti del medesimo secolo legano alla famiglia Lanzone alcuni territori della \u201cCascina Scanasena\u201d, mentre dal XIII secolo fanno la loro comparsa i \u201cda Rozzano\u201d, famiglia autorevole i cui membri risiedevano a Milano occupandovi posizioni di rilievo. Rozzano entr\u00f2 nelle cronache medievali per una cruenta battaglia, svoltasi nelle campagne di Cassino Scanasio nell\u2019ottobre del 1239, che vide prevalere le forze dei comuni lombardi su quelle imperiali di Federico II. Nel Medioevo, Rozzano e le localit\u00e0 limitrofe dipendevano, per la loro vita pastorale e religiosa, dalla pieve di Locate, che aveva il suo centro a Pieve Emanuele. Successivamente i canonici operarono stabilmente nelle varie chiese sorte sul territorio; esse, tuttavia, acquisirono lo status di parrocchie autonome solo dopo il Concilio di Trento. A partire dal XVI secolo, la maggior parte dei documenti concernenti Rozzano \u00e8 di natura ecclesiastica: il paese \u00e8 infatti citato negli atti relativi alla richiesta di contributi a sostegno del primo seminario istituito a Milano, indirizzata da S. Carlo Borromeo al curato della chiesa di Rozzano. Compare poi ancora il nome del paese nelle carte che ci informano sulle visite pastorali alla pieve di Locate. I medesimi documenti offrono informazioni sulle caratteristiche delle chiese allora presenti sul territorio, sulle persone preposte alla loro cura, sui loro beni, sulla vita religiosa che vi si svolgeva, sulle localit\u00e0 facenti capo ad esse, offrendo una vera e propria \u201cfotografia\u201d della situazione umana, territoriale, sociale ed economica di Rozzano e dei centri limitrofi: Rozzano contava 41 famiglie e 223 abitanti, altri 69 erano a Torriggio, 40 a Perseghetto, 64 a Gamberone, 32 a Ferrab\u00f2, 10 a Zavatera, 20 a Bissono. Unendo a questi gli abitanti di Cassino, si ottiene un totale di 636 abitanti. Il dominio spagnolo, con la sua opera di rifeudalizzazione, favor\u00ec la comparsa, nella storia del paese, di nuove famiglie ricche e potenti, come i Pirovano e i Della Croce. La dominazione austriaca rappresent\u00f2 un deciso cambio di rotta, imprimendo vigore all\u2019agricoltura e al commercio. Alla fine del secolo, scomparsi gli ultimi residui del feudalesimo, cominci\u00f2 il lento percorso che avrebbe portato la propriet\u00e0 dei terreni alla forma moderna. Nel 1760, sotto il governo dell\u2019imperatrice Maria Teresa, venne ultimata la compilazione delle 2387 mappe comunali del celebre Catasto teresiano: la mappa di Rozzano presentava numerose vie d\u2019acqua e diversi nuclei abitativi; i fondi erano distribuiti tra una decina di proprietari, tra cui spiccavano i marchesi Bosio, il marchese Abbate Colombo e la confraternita delle Suore di S. Valeria; il paesaggio agricolo era dominato dalle risaie, dall\u2019arativo e dal prato da foraggio; veniva regolarmente praticata la rotazione agraria e sul territorio sorgevano le strutture necessarie per una prima trasformazione dei prodotti cerealicoli, come ad es. i mulini.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia del comune di Rozzano non presenta, nel periodo compreso tra la fine della dominazione austriaca e la prima met\u00e0 del XX secolo, episodi di rilievo. In tale periodo il territorio conserv\u00f2 inalterata la propria vocazione agricola grazie all\u2019esistenza di una rete di canali di irrigazione capillare ed efficiente. Fino alla fine degli anni Cinquanta l\u2019incremento demografico fu minimo, tanto che, ancora nel 1955, Rozzano contava solo 3.170 abitanti, e l\u2019attivit\u00e0 industriale limitatissima: l\u2019unico insediamento industriale era rappresentato dalla ditta Filature de Schappe,la cui attivit\u00e0 cess\u00f2 gi\u00e0 nel 1953, mentre la maggior parte della forza lavoro restava impiegata nel settore primario. All\u2019inizio degli anni Sessanta, la realizzazione di nuove abitazioni e l\u2019installazione nel territorio di piccole industrie e officine artigianali determinano il raddoppio della popolazione. Tuttavia, \u00e8 nel periodo successivo che si assistette al vero boom demografico: la realizzazione di grandi condomini e la costruzione del quartiere IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) favor\u00ec il continuo aumento della popolazione, che nel 1972 contava 34.457 abitanti, in larga misura immigrati. Parallelamente, si assistette ad una profonda trasformazione economica. Il settore agricolo sub\u00ec un forte ridimensionamento, mentre l\u2019espansione industriale fu notevolissima: a una prima fase caratterizzata dalla presenza di aziende di piccole dimensioni, per lo pi\u00f9 chimiche ed elettromeccaniche, decentrate rispetto all\u2019antico nucleo abitativo del comune (a Valleambrosia, Quinto de\u2019 Stampi, Rozzano Nuovo), segu\u00ec un ulteriore periodo di sviluppo specie nel settore meccanico e in quello della carta, con nuove imprese che riempirono gli spazi agresti attorno a Valleambrosia e ad Est di Quinto de\u2019 Stampi. Le profonde modificazioni che caratterizzarono il territorio nella seconda met\u00e0 del secolo, hanno avuto ripercussioni notevoli anche dal punto di vista urbanistico: la forte immigrazione motivata dal boom economico ha richiesto l\u2019edificazione di estesi quartieri, sorti all\u2019esterno dell\u2019originario nucleo abitativo. A queste zone di recente urbanizzazione, negli anni Settanta, si affianc\u00f2 un vasto complesso industriale sorto a Ponte Sesto, mentre nel 1976, in un territorio in parte compreso nel comune di Rozzano, inizi\u00f2 la realizzazione di Milanofiori, modernissimo centro per il terziario, decisamente all\u2019avanguardia dal punto di vista architettonico. Nonostante la \u201crivoluzione\u201d economica che lo ha interessato, Rozzano si \u00e8 distinta positivamente da molti altri paesi dell\u2019hinterland milanese: l\u2019ampliamento del tessuto urbano \u00e8 stato realizzato secondo linee di sviluppo coerenti che, grazie ad un\u2019 attenta pianificazione, hanno permesso di conservare le caratteristiche ambientali e le tracce della storia del territorio. L\u2019amministrazione ha inoltre operato una accurata bonifica del suolo, razionalizzando il vecchio sistema di canalizzazione e ponendo sotto tutela cascine e centri storici. Un felice esempio di tali interventi \u00e8 stata la ristrutturazione, operata a partire dal 1982, della ex Cascina Zanoletti. Divenuta \u201cCascina Grande\u201d, l\u2019ampia struttura ospita attualmente alcuni servizi culturali del Comune: la biblioteca multimediale, quella dei ragazzi ed uno spazio espositivo. Nell\u2019ultimo decennio la terziarizzazione delle attivit\u00e0 produttive si \u00e8 fatta pi\u00f9 marcata. Contemporaneamente, \u00e8 stata avviata una vasta azione di riqualificazione del tessuto urbano mediante piani di recupero, che \u00e8 tuttora in corso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CENNI STORICI Cascina Torriggio \u2013 Il Comune di Rozzano Il pi\u00f9 antico documento riguardante Rozzano risale al 1010 e reca il nome di un antico feudatario, forse di origine longobarda, della nobile casata degli \u201cStampa\u201d. Altri documenti del medesimo secolo legano alla famiglia Lanzone alcuni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/16401"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16401"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/16401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16402,"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/16401\/revisions\/16402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}