{"id":16407,"date":"2020-11-26T12:18:56","date_gmt":"2020-11-26T11:18:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/?page_id=16407"},"modified":"2020-11-26T12:18:56","modified_gmt":"2020-11-26T11:18:56","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/?page_id=16407","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"\n<h3>La storia di Teodoro Meletiou<\/h3>\n\n\n\n<p>Mio padre <strong>Teodoro Meletiou<\/strong> \u00e8 nato a Mansura il 18 Maggio 1916 e morto in Monfalcone il 24 Giugno 1964.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corpo consolare di Milano<br>Theodore Meletiou \u2013 Console Generale della <strong>Grecia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cambio della guardia al Consolato Generale della Grecia: da pochi mesi si \u00e8 inseditao il nuovo <strong>Console Generale Onorario<\/strong>: il signor <strong>Theodore Meletiou<\/strong>. Il nuovo Consolato Generale \u00e8 sorto per merito suo in viale Maino 11.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre lo attendevamo per l\u2019intervista di rito nella sua sede, notammo una certa aria elettrizzante, dovuta certamente alla visita della Principessa Irene di Grecia, che di passaggio a Milano per Genova, dove doveva assistere alle gare nautiche del fratello Costantino, Erede del <strong>Trono<\/strong> \u2013 fece un salto in Viale Maino \u2013 onorando cos\u00ec con la sua presenza il nuovo Consolato Generale del suo Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elegante e sobrio arredamento del salotto era tutto rivestito di azzurro con ornamenti bianchi: poltrone accoglienti, divani, tende con questi freschi colori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 \u201cColori della nostra <strong>bandiera<\/strong>\u201d \u2013 ci illumina il sorridente giovane Console. Ci mostra subito un esemplare della bandiera greca in miniatura: cinque strisce blu intercalate con quattro strisce bianche. \u201cIl significato della bandiera contiene un motto vitale per tutti noi greci: Libert\u00e0 o morte; le sillabe della parola libert\u00e0 sono cinque (le cinque strisce azzurre), quelle della morte quattro (le quattro strisce bianche). <strong>Senza libert\u00e0 non possiamo vivere<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli domandammo come mai parlasse cos\u00ec bene la nostra lingua, dato che appena da sei mesi copre la carica di <strong>Console Generale a Milano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVivo da parecchi anni in Italia. Ho imparato (caso strano, non vi pare?) ad amare questo paese, durante la mia prigionia; ho combattuto sul fronte greco-italiano e fui preso in Albania. Per 30 mesi sono stato \u2018ospite\u2019 in vari campi di prigionia, poi fuggiasco, in seguito partigiano e vice-capo di un\u2019organizzazione clandestina chiamata, appunto, \u2018<strong>Libert\u00e0 o morte<\/strong>\u2019. Capo di questa organizzazione era l\u2019attuale Ministro degli Esteri in Grecia, Averoff Evanghelos. Comunque, la mia prigionia non fu pesante, il trattamento fu umano e cos\u00ec decisi, che a guerra terminata mi sarei stabilito in Italia. Infatti nel 1947 ho fondato tre aziende tra Palazzolo sull\u2019Oglio e <strong>Bergamo<\/strong>: una d\u2019importazione di madreperla, una per la fabbricazione di materie plastiche per bottoni e un\u2019azienda di costruzioni a Bergamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Consolato \u00e8 il mio \u2018hobby\u2019\u201d conclude il cordialissimo Console generale.<br>Alla nostra osservazione che tutte le sue attivit\u00e0 gli portano indubbiamente via molto tempo, egli ribatte: \u201cE\u2019 questione di organizzazione. Ho i miei collaboratori che mi vengono a riferire sull\u2019andamento delle aziende due volte a settimana. Ho quindi tempo in abbondanza per curare gli interessi del mio Paese ed anche di rappresentare ufficialmente la Grecia nelle varie manifestazioni della vita consolare e sociale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Console Generale, signor Meletiou, \u00e8 nato in Egitto a <strong>Mansura<\/strong>; ha frequentato l\u2019Universit\u00e0 di Mansura ed \u00e8 sposato. Non sappiamo che cosa chiedergli sulla Grecia, che noi ed i nostri lettori, o per studi dei bei tempi liceali o per aver fatto del turismo in quel Paese, ben conosciamo. Ma anche qui il Console Meletiou ci viene in aiuto e ci spiega che la Grecia \u00e8 stata uno dei primi Paesi sottoposti alla Riforma Agraria. Gi\u00e0 dal 1928 al 1932 durante l\u2019era di Venizelos ebbe inizio la grande riforma e da allora non ci sono pi\u00f9 delle grandi ricchezze in Grecia. \u201cN\u00e8 grandi ricchezze, n\u00e8 grandi povert\u00e0\u201d ci spiega il nostro Ospite.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEd <strong>Onassis<\/strong>?\u201d, osiamo osservare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOnassis? D\u2019accordo, \u00e8 un grande armatore greco, ma fa parte dei tanti connazionali ricchi che vivono all\u2019estero. In fatto di flotta mercantile, la Grecia possiede una fra le prime tre delle pi\u00f9 grosse del mondo. Mi domandate delle industrie greche? Esportazione di tabacco, olio, uva secca ed\u2026 importazione di turisti!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro ospite ci mostra la sua piccola e perfetta organizzazione turistica: alle scuole ed ai privati vengono spedite delle buste che portavano la stampa: \u201cVisitate la <strong>Grecia<\/strong>. Oggi \u00e8 il paese meno costoso per i turisti. Sar\u00e0 una vacanza diversa da tutte le altre\u201d. Esse contengono pieghevoli a colori, redatti scrupolosamente ed illustrati al massimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ci mostra copie in marmo delle celebri statue greche. Alla sua cordialit\u00e0 il Console Generale <strong>Meletiou<\/strong> unisce una profonda cultura e noi lasciamo l\u2019accogliente ed ospitale Consolato pieni di desiderio di ammirare al naturale tutto quel patrimonio storico ed artistico di schietta importanza turistica delineatoci da un illustre Cicerone quale il Console Generale, nella sua qualit\u00e0 di profondo conoscitore ed amatore della Storia, delle usanze e dei costumi del proprio Paese, mentre ci ritorna in mente che solo chi sa amare profondamente il proprio Paese, riesce a voler bene a quello di cui \u00e8 ospite.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ghitta Hussar<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3>Rassegna Stampa<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/26-giugno-222x300.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/8marzo-214x300.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/berruti-A3-733x1024-215x300.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Bastias-9-205x300.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<ul><li><a href=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/26-giugno-756x1024.png\"><\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/8marzo-730x1024.png\"><\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/berruti-A3-733x1024-733x1024.jpg\"><\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Bastias-9-701x1024.jpg\"><\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3>Tatiana Averof scrive di Teodoro Meletiou e del suo incontro con la Famiglia Certini<\/h3>\n\n\n\n<p>Qualche mese fa il signor Pierangelo Bonazzoli che conduce ricerche sui fatti e le vicende della liberazione in Toscana e precisamente in Casentino a Poppi, mi scrisse chiedendomi se poteva esser mio padre, un certo Avv. Melitio Teodoro, figura citata su un testo storico.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricordai subito che mio padre Teodoro Meletiou era stato prigioniero due volte in Italia dai fascisti di allora ed era quindi molto probabile che si trattasse di lui (il cognome scritto male era stato sicuramente un errore dovuto alla diversa lingua e pronuncia). Gli risposi subito.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/carta_identit\u00e0_nicolas-e1526453194494-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16319\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In una sua successiva lettera il signor Bonazzoli mi disse che era riuscito a trovare la famiglia Certini che aveva ospitato mio padre e che aveva un vivo ricordo di lui. Ricordavano che mio padre era ritornato durante il dopoguerra in quei luoghi ma con loro rammarico<\/p>\n\n\n\n<p>non avevano avuto modo di rivederlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche tempo trovai sul libro \u201cDieci vite in una\u201d di Tatiana Averof, figlia di Evanghelos (Loli), un capitolo, il numero 28, che parlava proprio della Famiglia Certini e del legame che si era creato con mio padre. Il capitolo si intitola \u201cLibert\u00e0 o morte\u201d e lo riporto di seguito:<\/p>\n\n\n\n<p>NON PARLAVANO MOLTO FRA DI LORO, non con parole almeno.<br>Comunicavano tacitamente, con gli occhi, con i respiri, con i neuroni \u2013 come se ognuno parlasse con se stesso, cos\u00ec anche con il fratello. Teodoro Meletiou, tenente dell\u2019esercito greco, proveniente da Mansura in Egitto, era evaso dalla caserma di Popi. Aiutato a fuggire a Roma dall\u2019organizzazione segreta di Loli nel dicembre del 1943. La sua fama per\u00f2 lo precedeva. Nessun prigioniero aveva sviluppato un\u2019azione del genere nella zona dopo la sua evasione, come ha informato Loli il suo contatto a Popi. Collaborava con le organizzazioni locali della Resistenza e, come dicevano le voci, non aveva mai fallito in alcuna missione, per quanto pericolosa fosse. Sveglio, coraggioso e perfetto conoscitore della lingua italiana, Teodoro Meletiou \u2013 oppure Mario Certini, grazie al giuramento falso di quattro testimoni presso l\u2019ufficio comunale di Popi \u2013 si \u00e8 dimostrato immediatamente prezioso collaboratore di Loli e i due uomini si sono legati come fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina, a fine dicembre circa, due rispettabili italiani, Mario Certini e Angelo Moncini \u2013 piuttosto presentabili con i cappelli ed i soprabiti lunghi \u2013 scendevano spensierati verso Piazza di Spagna. Avevano imparato ormai a recitare il loro ruolo e l\u2019esperienza gli aveva dimostrato che le loro Carte d\u2019Identit\u00e0 non presentavano alcun segno esterno di falsit\u00e0. Qualora si celasse nel loro animo qualche piccolo brivido di paura, cosa particolarmente naturale oggi che avevano una missione pericolosa, tuttavia nessun segno visibile tradiva nemmeno una minima esitazione. Con passo costante, sciolto, i due uomini scesero i famosi Gradini di Spagna e si imboccarono Via Condotti, dove erano concentrati tutti i negozi aristocratici. Restarono per un po\u2019 a far finta di guardare le vetrine, l\u2019uno rimase un po\u2019 pi\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p>indietro, la distanza fra loro aumentava pian piano, sino a quando pareva che non fossero insieme. Loli si ferm\u00f2 un attimo davanti alla magnifica gioielleria BULGARI e salut\u00f2 il custode con i capelli bianchi che sorvegliava l\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrego, signor Angelo, vi stanno aspettando\u201d \u2013 gli fece cenno lui verso l\u2019interno del negozio.<\/p>\n\n\n\n<p>Loli attravers\u00f2 lo spazio luminoso dell\u2019esposizione, apr\u00ec la porta segreta che c\u2019era in fondo e si trov\u00f2 in una grande sala lunga e stretta dove alcuni artigiani stavano lavorando concentrati sulle pietre preziose e sull\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p>Procedette velocemente fino all\u2019altra estremit\u00e0 del laboratorio, ammirando di nuovo quel demonio del sig. Sotiris Voulgaris in Greco \u03a3\u03c9\u03c4\u03ae\u03c1 \u0392\u03bf\u03cd\u03bb\u03b3\u03b1\u03c1\u03b7 \u2013 che inizi\u00f2 dalla povera Paramithi\u00e0 nel 1880 avendo come uniche dotazioni l\u2019arte del lavoratore d\u2019argento e la sua laboriosit\u00e0 e cre\u00f2 in pochi anni quel colosso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAngelo, Angelo, come sta?\u201d sempre gentile Giorgio, secondo figlio del signor Sotiris, gli diede il benvenuto in un ufficio buio e chiuse la porta dietro di s\u00e8.<br>\u201cEccezionalmente bene\u201d. Loli lo abbracci\u00f2, chiese di suo fratello, che \u00e8 sempre sommerso nei suoi lavori, e riprese con i ringraziamenti a nome di tutti i Greci, per il loro generoso e premuroso contributo per qualsiasi cosa e in qualunque momento ne avessero avuto bisogno. \u201cNon parlarne nemmeno\u201d lo interruppe Giorgio. \u201cLo sai che il nostro cuore \u00e8 sempre con voi. Non dimentichiamo le nostre radici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sapeva bene Loli. I fratelli Bulgari, gi\u00e0 da quando si trovavano a Feramonti, sia col pretesto delle presentazioni dei loro generi Zafiris Valvis e Giorgio Athanasiadis-Novas, o di altre persone note in Grecia, sia dopo le richieste dell\u2019ambasciata Greca di Berna, avevano inviato denaro a diversi Greci che si trovavano nelle carceri, nelle caserme oppure in paesi d\u2019Italia. Lo avevano spedito in modo plateale tramite posta oppure segretamente mediante un loro uomo che viaggiava a tale scopo in nord Italia. Delle cose segrete la polizia italiana non se ne \u00e8 mai accorta. Ma del resto se ne \u00e8 accorse e fu pretesto di seri problemi. Ma i due fratelli riuscirono a salvarsi. Salvarsi e continuare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutti a Feramonti conoscevamo il nome dei fratelli Bulgari\u201d disse<\/p>\n\n\n\n<p>Loli con decisione. \u201cEra una delle mie poche speranze, quando scendevo a Roma come latitante. Per\u00f2 non potevo immaginare\u2026 cosi generosi\u2026 a questo livello\u2026\u201d.<br>\u201cBene, Bene\u201d lo interruppe Giorgio \u201cnon facciamo tardi. Ecco: ci\u00f2 che hai chiesto. Tieni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una grande borsa nera pass\u00f2 da una mano ad un\u2019altra.<br>Anzich\u00e9 continuare a dialogare, Loli si inchin\u00f2 e si sfil\u00f2 la scarpa. Bulgari lo guardava dubbioso.<br>\u201cSo che non avete mai voluto dimostrazioni scritte o altre conferme, ma\u2026\u201d \u2013 Loli continuava a cercare nel fondo della sua scarpa. \u201cQuesta volta l\u2019importo \u00e8 eccezionalmente grande, perci\u00f2\u2026\u201d tir\u00f2 fuori un pezzo di carta attentamente piegato e lo offr\u00ec al suo interlocutore. \u201cAbbiamo ritenuto giusto redigere questo verbale nel quale riferiamo dettagliatamente le modalit\u00e0 di disposizione del denaro e che quest\u2019ultimo costituisce un prestito, da saldare dallo stato Greco al termine della guerra. Inoltre, nel caso quest\u2019ultimo rifiutasse di pagare assumiamo noi tale responsabilit\u00e0. Come vedrete unitamente a me sottoscrivono il comandante Kountouriotis, i coniugi Zanna e tutti i greci che si trovano a Roma come impiegati pubblici ed ufficiali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCaro Angelo, che sciocchezze sono queste!\u201d. Il signor Bulgari era commosso. \u201cCi\u00f2 che conta \u00e8 di continuare il lavoro importante che avete fatto per il salvataggio di tutti gli ostaggi Greci. Ognuno contribuisce come pu\u00f2\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tir\u00f2 fuori dalla sua tasca il suo accendino, strapp\u00f2 il foglio in mille pezzi e li bruci\u00f2 in un posacenere. \u201cVai ora\u201d lo mand\u00f2 via \u201cstai molto attento uscendo da qua dentro. La vostra sicurezza prima di tutto\u201d.<br>La sicurezza, s\u00ec\u2026<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/foto_padre_nicolas-e1526453575561-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16324\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Loli usc\u00ec dal negozio BVLGARI con la borsa nera sotto braccio, conoscendo molto bene che per quanto possano stare attenti, per quante misure meticolose possano prendere, non saranno mai sicuri. Il loro destino \u00e8 determinato dal fattore Fortuna. Con lettera F maiuscola. Questa \u00e8 quella che ride per ultima. Rabbrividiva ricordando che due giorni prima tornando spensierato con il tram, all\u2019improvviso li fermarono e fecero scendere tutti gli uomini per controllare i loro documenti. Lo stesso \u00e8 successo recentemente nei teatri, nei cinema ed in altri punti di frequentazione della citt\u00e0. I sospetti venivano condotti in carcere, gli altri venivano inviati al lavoro sia nel fronte di Anzio che di Cassino sia per le strade dell\u2019Italia centrale. Si ricorda lo shock, quando vide le camicie nere e gli ufficiali Tedeschi che li accerchiarono. Stranamente impassibile, tent\u00f2 inizialmente di fuggire con un gruppo di invalidi, ma fall\u00ec. Accanto a lui un chirurgo conferm\u00f2 all\u2019ufficiale capogruppo che lo attendevano per un\u2019operazione urgente e gli mostr\u00f2 i suoi documenti. Ma inutilmente. Era evidente che non c\u2019era salvezza. Due donne dal tram si protesero con lamentosi urli per salvare i loro mariti. Tre camicie nere le trattennero a fatica, mentre la gente osservava sbigottita la scena. Da vicino anche Loli osservava, mentre pian piano si avvicinava alla zona di blocco, il quale nel frattempo si era allentato. O ora o mai, pens\u00f2. E si \u00e8 lanci\u00f2. Lo separavano venti metri dall\u2019angolo e dopo si sarebbe perso nel dedalo delle viuzze medioevali. Pochi minuti pi\u00f9 tardi, tutto sudato ed affannato, si trovava seduto su un muretto in pietra di un angolo al riparo dal sole e cercava di accettare quello che era successo. S\u00ec, \u00e8 vero che Loli crede molto alla fortuna. La rispetta. La prende con le buone, le fa i voti nelle sue preghiere. Sa che non pu\u00f2 contrariarla \u2013 e perci\u00f2 alla fine la ignora.<\/p>\n\n\n\n<p>Meletiou lo aspettava sul marciapiede di fronte gettando occhiate nervose verso l\u2019ingresso dell\u2019oreficeria. Le missioni pericolose se le spartiscono un po\u2019 per uno ed oggi toccava a Loli di gettarsi nel fuoco. Il suo compagno lo seguir\u00e0 semplicemente da una distanza di sicurezza, cercando di non perderlo di vista sino a quanto non sia certo che \u00e8 arrivato sano e salvo a destinazione. Le misure fondamentali di previdenza non escludono purtroppo i pericoli. Almeno, per\u00f2, nel caso venisse catturato Loli, potranno essere avvisati immediatamente l\u2019ambasciata Svizzera e la Croce Rossa Internazionale, mentre gli altri membri del gruppo riusciranno a nascondersi. Senza alcun segno di riconoscimento, i due rispettabili Italiani partirono verso la stessa direzione, uno davanti, l\u2019altro dietro, con grande distanza fra loro. Non se ne parlava nemmeno di prendere il tram. Camminarono per tutto il percorso evitando attentamente le vie frequentate. Cos\u00ec, poco pi\u00f9 tardi., arrivarono alla pensione Capri stanchi ma eccitati e festeggiarono il loro successo con una bottiglia<\/p>\n\n\n\n<p>di vino.<br>La fortuna fu buona con loro un\u2019altra volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Le serate, quando non erano in qualche missione fuori Roma, le trascorrevano di solito in compagnia fra loro, scambiandosi storie e peripezie risalenti ai tempi prima di conoscersi. Loli parlava delle sue imprese a Corf\u00f9 in qualit\u00e0 di prefetto, della sua azione a Larissa che condusse alla sua cattura e della sua strana amicizia con Tositsas per corrispondenza per molti anni senza essersi mai conosciuti. Meletiou gli raccontava storie dalle battaglie eroiche dopo l\u2019invasione Tedesca in Grecia e di come fu catturato alla vigilia della sua partenza e fu esiliato a Popi. L\u00e0 \u2013 a Popi ed a Feramonti, rispettivamente \u2013 si fermava improvvisamente il tempo dei racconti, come se i due uomini avessero tacitamente concordato di esiliare l\u2019esperienza della caserma dalle loro memorie comuni, e iniziavano di nuovo le storie dalla loro fuga in poi. Adesso ormai coabitavano in un appartamento all\u2019estremit\u00e0 della citt\u00e0, di quelli che concedevano i fidati dell\u2019organizzazione ed erano assolutamente sicuri. La pensione Capri veniva utilizzata ormai solo per l\u2019alloggio provvisorio di quelli che arrivavano per la prima volta a Roma sporchi, coperti di cenci e impauriti, fino alla loro sistemazione altrove. L\u2019idea per questa nuova strategia fu inizialmente di Carla, che li avvert\u00ec, a dire il vero con molto tatto, che un alloggio pi\u00f9 duraturo nella pensione avrebbe potuto suscitare dei sospetti nelle autorit\u00e0. Sembrava che anche lei avesse sospettato da tempo che qualcosa non andasse bene da quanto le aveva rivelato il suo nuovo amico Angelo Mancini, ma doveva prima accertarsene. Se si fosse sbilanciata anzitempo con lui, sarebbero potute verificarsi conseguenze disastrose per l\u2019organizzazione antifascista alla quale appartenevano sia lei stessa sia suo marito. Attentamente dunque, un passo alla volta, fu cercata e conquistata la fiducia fra le due parti \u2013 che era ormai assoluta e poco affettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera sotto la luce delle candele \u2013la corrente era stata interrotta di nuovo dopo i recenti bombardamenti degli Alleati- Meletiou inizi\u00f2 a raccontare un\u2019altra avventura incredibile che avvenne poco prima che si conoscessero: era giunta voce ai suoi amici antifascisti a Popi che da qualche parte in un altopiano oppure in un paese dimenticato della<\/p>\n\n\n\n<p>montagnosa Pratalia, erano nascosti alcuni ufficiali superiori Inglesi. Fu incaricato di indagare su tali voci e, poich\u00e9 c\u2019erano tali fuggitivi, di entrare in contatto con loro. Una missione per niente facile, sottoline\u00f2 a questo punto, allo scopo di far salire il termometro del suo racconto e d\u2019altronde, rinchiusi come erano nel buio e nel divieto di circolazione notturno, non avevano da fare nient\u2019altro. Per niente facile, ribad\u00ec. Le tracce lo guidarono in un inseguimento infinito, dalla casa del prete di un quartiere montagnoso al mugnaio del paese di fronte, alla vedova, al vetturino, al picchiatello, fino a quando non si ritrov\u00f2 una compagnia inaspettata: in un mulino in rovine, all\u2019estremit\u00e0 del nulla, erano rifugiati sette tra ufficiali Inglesi e briganti, un\u2019ufficiale Sudafricano di nome Armostrong, l\u2019Inglese maresciallo Niim, che era precipitato con il suo aereo in Italia e quattro soldati Britannici \u2013 tutti disperati ed in stato pietoso. Loli ascoltava estasiato mentre il suo amico continuava la sua storia soddisfatto di aver trovato un ascoltatore cos\u00ec buono: i tre pi\u00f9 anziani \u2013 Niim ed altri due generali \u2013 si decise di farli fuggire per primi. Senza fretta o riflessione, tutto fu organizzato con perfezione. Percorsi, collegamenti, contatti. La sua missione era quella di condurli in un paese dell\u2019Adriatico vicino a Pesaro, dove li avrebbe attesi un sommergibile Inglese. E naturalmente la missione fu portata a termine: dopo mille peripezie e camminando per la maggior parte del percorso, i tre generali furono consegnati al sommergibile e tornarono al loro paese sani e salvi. Ora sulle montagne in Pratalia si nascondevano ancora dieci Inglesi, continu\u00f2 come se volesse autodiffendersi, non riusc\u00ec a farli fuggire prima di scendere a Roma. Il pi\u00f9 anziano fra loro era il generale Michael Gampier-Pari, capo della missione militare inglese in Grecia all\u2019inizio della guerra Greco- Italiana \u2013 grande coincidenza \u2013, perch\u00e8 aveva ammirato, come ha detto \u2013 l\u2019esercito Greco in quell\u2019eroico assalto ed era particolarmente caloroso con Meletiou.<\/p>\n\n\n\n<p>Loli, per\u00f2, non era pi\u00f9 attento, non poteva essere attento. Il suo pensiero era concentrato all\u2019occasione incredibile che gli veniva presentata. Questo gruppo degli ufficiali Inglesi non riceveva aiuto da nessuna parte. Viveva alla merc\u00e9 della popolazione e di un\u2019organizzazione locale. La fuga dei tre generali fu organizzata<\/p>\n\n\n\n<p>direttamente da un gruppo antifascista di Pesaro. A Roma, nel Vaticano, gli uomini dell\u2019ambasciata Inglese non potevano sapere alcunch\u00e9. Dovevano tenerli aggiornati, pensava. La sua mente si era incendiata. Dovevano avvicinarli ed offrirgli i loro servizi come organizzazione alleata. Sino ad ora non era riuscito mai ad essere accettato presso l\u2019ambasciata inglese del Vaticano. Le due volte che lo aveva richiesto, presentando un rapporto dettagliato tramite un comune conoscente, aveva ricevuto un piccolo aiuto economico, impersonale e formale. Ben accetto anche questo certamente, ma non ci fu alcun contatto, neanche qualche prospettiva per l\u2019accesso pi\u00f9 facile in futuro. Ora per\u00f2 \u2026i suoi battiti aumentarono, era diventato rosso in volto dalla sua agitazione. Adesso gli veniva data l\u2019occasione di mettere piede sulla porta degli Inglesi, non come mendicanti, ma come compagni e soccorritori nella lotta comune. Loli abbracci\u00f2 Meletiou e inizi\u00f2 a ballare.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 o meno cos\u00ec mi ricordo anch\u2019io Teodoro Meletiou. Quando veniva a farci visita, di solito una o due volte l\u2019anno (perch\u00e9 si spos\u00f2 con Alessandra mezza Ceca e mezza Italiana dalle Marche) e viveva permanentemente a Milano, anche Console Onorario di Grecia), correvamo noi piccoli ad abbracciarlo e ballavamo dalla nostra gioia. Mi lanciava per aria, per un momento diventavo un uccello, e mi riprendeva di nuovo prima che la paura potesse avere un effetto negativo sull\u2019eccitazione del volo. Dopo tirava fuori dalle sue tasche tante cose magiche, lecca-lecca, cioccolatini Perugina e strani tesori dall\u2019Egitto \u2013 una gatta d\u2019ambra mi ricordo, che fu per anni preziosa compagnia nelle serate quando si spegneva la luce. Lo chiamavamo zio Teddy e tu sorridevi contento perch\u00e9 era tuo fratello. Oppure \u201cuncle Teddy\u201d, per la precisione, che non ti piaceva molto, ma dimenticavi di brontolare verso la tua Dinaki che ci ha allevati come se fossimo Inglesi ed ecco adesso che le figlie del Ministro Greco non parlano la lingua Greca se non come seconda lingua. Quando veniva zio Teddy tutti i dispiaceri sparivano, la casa cambiava aspetto e la mamma (Dina) rideva.<\/p>\n\n\n\n<p>Un anno, il giorno dell\u2019Epifania ci fece visita, mi ricordo. Giorno nostalgico per te, che risvegliava in te memorie della splendente cerimonia sul fiume Lithaio e la nonna Eftimia, che vi cambiava e<\/p>\n\n\n\n<p>adornava e andavate tutti insieme, ma non ne voleva neanche sentire del tuo desiderio di tuffarti nelle acque gelide per prendere la croce. Altre volte l\u2019estro della nostalgia ti portava ancora pi\u00f9 lontano e ci parlavi per la cerimonia dei \u201cPlintirion\u201d ad Atene antica, come se tu stesso fossi presente nel corteo, quando trasportavano la statua della dea Atena alla costa di Faliro e la buttavano in mare perch\u00e9 ritrovasse le sue sacre forze. Ed allora ammiravi e gioivi come un bambino piccolo perch\u00e8 questa santa festa dell\u2019Epifania aveva le sue radici nella gloriosa antichit\u00e0 dei Greci.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, un altro tuo tormento questo, la religione, che per te aveva rapporti con radici e tradizioni in Grecia e di conseguenza non ridevamo mai per qualcosa di sacro. Per la tua Dinaki, per\u00f2, essendo figlia di Greci residenti all\u2019estero cresciuta con l\u2019immagine dell\u2019aristocrazia britannica, altre cose erano pi\u00f9 sacre. Per lei la religione era forse l\u2019ordine, l\u2019etichetta, il galateo e la tavola apparecchiata bene \u2013 e questo era la causa di frequenti litigi fra voi due. Ogni Venerd\u00ec Santo indispensabilmente c\u2019era il solito litigio. Tu volevi fare il digiuno durante la Settimana Santa, noi eravamo pi\u00f9 rilassati. Neanche l\u2019olio, dicevi, cosi vi ha insegnato la signora Eftimia da ragazzi, non apparecchiamo neanche la tavola Venerd\u00ec Santo. E mangiavi con il broncio le tue lenticchie sul bordo della tavola ben lucidata, senza olio, confinato, senza tovaglia, mentre la mamma lo mescolava per farti un favore e noi pi\u00f9 in l\u00e0 mangiavamo spudoratamente e sfarzosamente. Lo stesso avveniva durante l\u2019Epifania \u2013 quasi ridicolo il borbottio che veniva fuori ogni volta con il pretesto delle usanze religiose della nostra razza e finiva sempre in litigio. Unica eccezione che si distingue nella mia mente era che quell\u2019anno nel giorno dell\u2019Epifania in cui ci fece visita lo zio Teddy. Mi ricordo che ci raccontava barzellette e tutti eravamo felici. Mamma rideva molto, che si era dimenticata di brontolare quando \u00e8 arrivato il prete deciso come sempre a benedire con l\u2019acqua santa tutte le stanze, le cantine, i nostri bagni e gli angoli nascosti della casa. Il suo solito commento, tanto fastidiosamente diligente in quanto tu ogni anno gli davi la mancia cos\u00ec irragionevolmente lauta, ci \u00e8 sembrato per qualche motivo esilarante. La sua solita insistenza a seguirlo con uno straccio in mano ed asciugare i mobili di Saridis in modo che non si<\/p>\n\n\n\n<p>macchiassero con l\u2019acqua santa ci sembr\u00f2 una graziosa stranezza della buona mamma e tu hai dimenticato di fulminarla con la solita rabbia del credente. Quando veniva zio Teddy, spargeva attorno a se un irresistibile energia e ci univa tutti in un abbraccio. La casa ritrovava le sue sacre forze e ci riempivamo di fede nella gioia della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il generale inglese Michael Gampier-Pari giunse a Roma in data 13 gennaio 1944, stanco ed afflitto. Il viaggio dalla Pratalia montagnosa fu difficile, pieno di pericoli e disavventure che furono scongiurate all\u2019ultimo momento, grazie al coraggio e all\u2019ingegnosit\u00e0 di Teddy Meletiou. Sebbene confortato ed eccezionalmente riconoscente all\u2019organizzazione Greca che copr\u00ec la sua fuga, il generale Inglese rimase inquieto e preoccupato ed un po\u2019 lamentoso. La pensione Capri non era quello che immaginava. Lui chiedeva di agevolarlo perch\u00e9 continuasse il suo viaggio verso sud in modo da oltrepassare le linee del nemico ed unirsi ai suoi. Per\u00f2 una tale possibilit\u00e0 la loro organizzazione non la possedeva, come gli fu spiegato chiaramente da Mancini, il comandante del gruppo Greco. Che lo portassero all\u2019ambasciata inglese del Vaticano dunque, pretese pi\u00f9 logicamente il generale. Ma neanche questo poteva avvenire. Gli stessi suoi compaesani avevano respinto la sua richiesta. La situazione era complicata, gli avevano spiegato nella loro lettera inviatagli lo stesso giorno tramite Meletiou. L\u2019ingresso di un generale nella zona franca sarebbe potuto essere scoperto e avrebbe creato problemi molto seri. Avrebbero cercato dunque di sistemarlo a Roma e nel frattempo gli avevano inviato ventimila lire perch\u00e8 si vestisse \u2013 anche se dubitavano, come gli avevano scritto, che sarebbe stato possibile procurarsi dei vestiti a Roma, dove in generale non si trova niente, e sarebbe forse stato necessario spedire i vestiti in loro possesso. Non ha resistito il povero generale. Come sarebbe sopravvissuto, ha chiesto innervosito a Meletiou. I suoi vestiti erano diventati dei cenci, le sue scarpe erano rotte e con difficolt\u00e0 riusciva a tenerle sui suoi piedi infreddoliti. Non poteva neanche mettere il naso fuori dalla pensione Capri senza almeno un cambio di vestiti decente. Come poteva vivere a Roma? Cosa sarebbe avvenuto in futuro?<\/p>\n\n\n\n<p>Domani \u00e8 una nuova giornata, afferm\u00f2 Meletiou, con quella irresistibile fede che lo caratterizzava anche nei momenti pi\u00f9 difficili.<\/p>\n\n\n\n<p>Non devi preoccuparti di niente. Tutto sar\u00e0 sistemato.<br>E nonostante non si fosse convinto il generale, ma un po\u2019 pi\u00f9 tranquillo ora, si mise a dormire dodici ore senza interruzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina del giorno dopo, Loli e Meletiou arrivarono alla pensione con un calesse \u2013 la cui tenda era del tutto sollevata \u2013 e trasportarono il generale in uno dei punti pi\u00f9 centrali di Roma. Il percorso era breve. Dopo non molto il calesse si ferm\u00f2 fuori da un negozio ed i tre passeggeri scesero frettolosamente. Il proprietario, signor Leone, era stato avvisato e li attendeva. Non era la prima volta che il marito di Carla forniva indumenti poco costosi dal suo negozio ai Greci fuggitivi, e per la precisione ad un terzo del loro prezzo effettivo. Questa volta, per\u00f2, era diverso. Leone poteva anche non conoscere molti dettagli \u2013 principio inviolabile, per motivi di sicurezza \u2013 ma non era stupido. Era la prima volta che vedeva Mancini tanto generoso. \u201cZio Michele\u201d, come chiamavano l\u2019uomo biondo con gli occhi azzurri ed il bel fisico, voleva il meglio ed aveva i soldi per pagarlo. Doppiamente servizievole il negoziante condusse subito i tre visitatori nel suo ufficio ed inizi\u00f2 a portarli degli articoli nascosti, che mai fino ad allora aveva mostrato a Loli.<\/p>\n\n\n\n<p>In meno di un\u2019ora il buon Zio Michele era vestito elegantemente: abito, cravatta, gil\u00e8, capotto, guanti, cappello, ed accessori \u2013 tutti di qualit\u00e0 tale che solamente prima della guerra poteva trovare e solo in negozi di alto livello. Lo spettacolo di se stesso nello specchio cambi\u00f2 immediatamente l\u2019umore del generale. Ecco dunque che l\u2019organizzazione dei Greci poteva ottenere cose irrealizzabili per gli altri. La sua sorte era in buone mani. E per tutto il percorso di ritorno guardava i suoi due salvatori con rinnovato rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 tardi, per\u00f2, verso sera, all\u2019ora in cui Loli e Meletiou tornavano ormai a casa per riposarsi, una notizia eccezionalmente preoccupante da una fonte fidata port\u00f2 nuova inquietudine nella loro compagnia. Qualcuno aveva parlato, sembra, qualcosa si \u00e8 venuto a sapere e dovevano far fuggire subito il generale dalla pensione Capri. Dove potevano andare, per\u00f2? Il tempo premeva, non c\u2019erano molte scelte. Fra un po\u2019 iniziava il divieto di circolazione. Loli corse di nuovo alla pensione, cos\u2019altro poteva fare? A malapena fece in tempo a tornare a<\/p>\n\n\n\n<p>casa sua, assieme all\u2019Inglese, prima che la citt\u00e0 si paralizzasse per un\u2019altra notte di schiavit\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appartamentino che dividevano i due amici, all\u2019estremit\u00e0 della citt\u00e0, non aveva alcuna sontuosit\u00e0. Due divani stretti in tutto, un tavolo con due sedie, un rudimentale spazio \u201ccucina\u201d in un angolo ed un microscopico w.c. Non c\u2019era alcuna comodit\u00e0 per ospitare altri visitatori. Il generale Michael Gampier-Pari era costretto a mangiare e dormire alla buona. Loli era sicuro che si sarebbe lamentato. Meletiou si fece in quattro per intrattenerlo. Meno male che l\u2019Inglese era silenzioso. Quello che c\u2019era lo avrebbero diviso con gioia, ha detto Loli, e si sedettero a mangiare. Di pane ne avevano parecchio, raffermo s\u00ec, ma con due gocce d\u2019olio sarebbe stato buonissimo e nutriente. E per piatto principale un minestrone di verdure secche ed altre belle cose che aveva raccolto Meletiou tornando da Pratalia \u2013 \u201cUnbelievable\u201d comment\u00f2 il generale \u2013 questa era la loro ricetta segreta per \u201cminestrone gourmet della guerra\u201d. Risero. Bevvero poco vino. Gampier-Pari si guardava attorno con un certo stupore negli occhi. \u201cCome \u00e8 strano il destino\u2026\u201d sembrava commosso. Chi lo avrebbe detto, quando combatteva con l\u2019esercito Greco in Albania, che si sarebbe ritrovato poi in ostaggio in Italia e sarebbe stato debitore di tante cose ai Greci fuggitivi, forse anche della sua stessa vita. Dopo alz\u00f2 il suo bicchiere e aggiunse con una certa ufficialit\u00e0: \u201cMi dispiace dirlo, ma credo che la vostra organizzazione sia superiore a qualsiasi altra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I due Greci risero in modo imbarazzato e lo ringraziarono per le sue buone parole.<br>\u201cHo intenzione di indirizzarvi una lettera un po\u2019 ufficiale\u201d ha continuato il generale. \u201cNon lettera personale, avete capito, ma indirizzata a tutta la vostra organizzazione, per esprimere i miei ringraziamenti per tutto ci\u00f2 che avete fatto per me. La comunicher\u00f2 anche alla nostra ambasciata. Ditemi dunque, dove la devo indirizzare? Quale \u00e8 il nome della vostra organizzazione? \u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Un silenzio di un minuto\u2026. Quale organizzazione e formalit\u00e0? Ognuno ha fatto quello che poteva \u2013 e di nome naturalmente non ne esisteva alcuno. Per\u00f2 avevano dato un\u2019altra impressione agli Inglesi. Li avevano ingannati volutamente, per guadagnare il loro rispetto e<\/p>\n\n\n\n<p>per convincerli di collaborare\u2026.<br>\u201cLibert\u00e0 o Morte\u201d, spar\u00f2 Loli un po\u2019 pi\u00f9 forte di quanto sarebbe stato consono.<br>\u201cAh, molto bene\u201d ha detto il generale, che non not\u00f2 nulla di strano nell\u2019intensit\u00e0 del momento. \u201cSe mi ricordo bene, in Grecia mi hanno detto che le sillabe delle parole corrispondono alle strisce della vostra bandiera e che questo era il segnale nazionale dei Greci nella lotta per la vostra indipendenza\u201d.<br>\u201cCertamente, certamente\u201d convenne Loli alleggerito per non essersi tradito. Nessuna bugia avrebbe rovinato il loro rapporto con l\u2019ambasciata Inglese, al contrario rimediarono molto bene.<br>E cos\u00ec, quella sera il gruppo greco segreto fu battezzato con il nome inatteso e piuttosto pomposo: \u201cLibert\u00e0 o Morte\u201d.<br>E impercettibilmente, come spesso accade, le parole danno forma al modo di dire, ed esattamente da quel momento il nome \u201cLibert\u00e0 o Morte\u201d inizi\u00f2 a colorare in modo nuovo l\u2019azione e l\u2019andamento dell\u2019organizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Loli = Evanghelos Averof Tosizza, scrittore Greco, Ministro degli Esteri e della Difesa in Grecia e tutore di Nicolas dopo la morte di Teodoro nel 1964.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3>20 FRIENDS, ROMANS, GREEKS<\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"208\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Simpson-William.-A-Vatican-Lifeline-44-208x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16316\" srcset=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Simpson-William.-A-Vatican-Lifeline-44-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Simpson-William.-A-Vatican-Lifeline-44.jpg 561w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Three people received a big welcome from the Monsignor and John May. \u2018Bill,\u2019 said John May, \u2018meet the \u201cLiberty or Death\u201d boys, Ted Meletiou and Angelos Averoff.\u2019 These two Greeks, both escaped prisoners, had earlier organized many Greek escapers in and near Rome. Now they had joined our organization. Their Italian was fluent. A resourceful pair, they had somehow acquired from an unsuspecting German headquarters the necessary permits to travel by car anywhere in Italy. Already they had made several long-distance trips for Sam Derry and had brought back detailed information on groups of escapers in areas as far north as Florence. \u2018And this charming lady,\u2019 said the Monsignor, \u2018is their travelling companion \u2013 Scots too \u2013 Mrs Mary Boyd.\u2019 A pleasant companion, I thought, observing her profile. Mrs Boyd had spent most of the war in a civil internment camp near Florence. When released after the Armistice, she had encountered our Greek friends, with whom she was now sharing heavy risks. On an earlier trip north Ted Meletiou, code-named Mario, had located a trio of British generals, in hiding on a farm. Derry had sent Mario back with funds and instructions to bring one of them to Rome. To the Monsignor\u2019s request for a \u2018really secure hiding-place\u2019, Brother Robert had produced the answer. Signora DiRienzo, Italian by marriage, English by birth, and niece of Lord Strickland, ex-Governor-General of Malta, had a secret room in her large home in Rome. Now Major-General M.D. Gambier-Parry, captured by the Germans while commanding a British Armoured Division in the Libyan Desert in 1942, was the best concealed escaper in Rome. Evangelos Averoff-Tossiza, an important figure in pre-war Greek politics, had been interned in Italy when, as Prefect of Corfu, he refused to continue in office under Italian Occupation. Billets? Mario would see what he could do, but in two days he was leaving again with Mrs Boyd with money and supplies to visit several towns and villages up north, particularly areas where large concentrations of liberated POWs were still dependent on the support of local Italians. They were distributing close to one million lire per month of Sam Derry\u2019s funds. Silent on the tram with Renzo, I reflected on the contrasting characters I was meeting on each visit to the Monsignor\u2019s quarters, individuals whose diversity in nationality, social station, sex, age, profession, war status, religion, disappeared in their shared objective of obstructing the common enemy. The task in hand called on their capacity to keep free two hundred escapers within the city, and many hundreds more outside. Some I had met here only once, such as Bruno the Yugoslav in prison, and the two Greeks of today who, with their Italian-speaking Scotswoman, were the long-range operators penetrating as far north as Milan. American Monsignor McGeough of the Vatican, tall and stock-ily-built, whose genial smile detracted not at all from the notion one gained of his inner strength, concentrated on American escapers of which Rome so far held only about a score. The US acting Presidential representative to the Holy See, Harold Tittmann, found in Monsignor McGeogh a willing liaison with Monsignor O\u2019Flaherty in organizing help to fugitive Jews as well as to American escapers.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Simpson, William. A Vatican Lifeline \u201944: Allied Fugitives aided by the Italian Resistance foil the Gestapo in Nazi-occupied Rome (<\/em><\/strong>posizioni nel<strong><em> Kindle 2088-2092). Leo Cooper. Edizione del Kindle.<\/em><\/strong> [:en]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/download-183x183.jpeg\" alt=\"download\" title=\"download\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/athens_orig-183x183.jpg\" alt=\"athens_orig\" title=\"athens_orig\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/academy-183x183.jpg\" alt=\"academy\" title=\"academy\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/museo-archeologico-nazionale-di-atene_vfhjg.T0-183x183.jpg\" alt=\"museo-archeologico-nazionale-di-atene_vfhjg.T0\" title=\"museo-archeologico-nazionale-di-atene_vfhjg.T0\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3>La storia di Teodoro Meletiou<\/h3>\n\n\n\n<p>Mio padre <strong>Teodoro Meletiou<\/strong> \u00e8 nato a Mansura il 18 Maggio 1916 e morto in Monfalcone il 24 Giugno 1964.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corpo consolare di Milano<br>Theodore Meletiou \u2013 Console Generale della <strong>Grecia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cambio della guardia al Consolato Generale della Grecia: da pochi mesi si \u00e8 inseditao il nuovo <strong>Console Generale Onorario<\/strong>: il signor <strong>Theodore Meletiou<\/strong>. Il nuovo Consolato Generale \u00e8 sorto per merito suo in viale Maino 11.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre lo attendevamo per l\u2019intervista di rito nella sua sede, notammo una certa aria elettrizzante, dovuta certamente alla visita della Principessa Irene di Grecia, che di passaggio a Milano per Genova, dove doveva assistere alle gare nautiche del fratello Costantino, Erede del <strong>Trono<\/strong> \u2013 fece un salto in Viale Maino \u2013 onorando cos\u00ec con la sua presenza il nuovo Consolato Generale del suo Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elegante e sobrio arredamento del salotto era tutto rivestito di azzurro con ornamenti bianchi: poltrone accoglienti, divani, tende con questi freschi colori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 \u201cColori della nostra <strong>bandiera<\/strong>\u201d \u2013 ci illumina il sorridente giovane Console. Ci mostra subito un esemplare della bandiera greca in miniatura: cinque strisce blu intercalate con quattro strisce bianche. \u201cIl significato della bandiera contiene un motto vitale per tutti noi greci: Libert\u00e0 o morte; le sillabe della parola libert\u00e0 sono cinque (le cinque strisce azzurre), quelle della morte quattro (le quattro strisce bianche). <strong>Senza libert\u00e0 non possiamo vivere<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli domandammo come mai parlasse cos\u00ec bene la nostra lingua, dato che appena da sei mesi copre la carica di <strong>Console Generale a Milano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVivo da parecchi anni in Italia. Ho imparato (caso strano, non vi pare?) ad amare questo paese, durante la mia prigionia; ho combattuto sul fronte greco-italiano e fui preso in Albania. Per 30 mesi sono stato<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018ospite\u2019 in vari campi di prigionia, poi fuggiasco, in seguito partigiano e vice-capo di un\u2019organizzazione clandestina chiamata, appunto, \u2018<strong>Libert\u00e0 o morte<\/strong>\u2019. Capo di questa organizzazione era l\u2019attuale Ministro degli Esteri in Grecia, Averoff Evanghelos. Comunque, la mia prigionia non fu pesante, il trattamento fu umano e cos\u00ec decisi, che a guerra terminata mi sarei stabilito in Italia. Infatti nel 1947 ho fondato tre aziende tra Palazzolo sull\u2019Oglio e <strong>Bergamo<\/strong>: una d\u2019importazione di madreperla, una per la fabbricazione di materie plastiche per bottoni e un\u2019azienda di costruzioni a Bergamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Consolato \u00e8 il mio \u2018hobby\u2019\u201d conclude il cordialissimo Console generale.<br>Alla nostra osservazione che tutte le sue attivit\u00e0 gli portano indubbiamente via molto tempo, egli ribatte: \u201cE\u2019 questione di organizzazione. Ho i miei collaboratori che mi vengono a riferire sull\u2019andamento delle aziende due volte a settimana. Ho quindi tempo in abbondanza per curare gli interessi del mio Paese ed anche di rappresentare ufficialmente la Grecia nelle varie manifestazioni della vita consolare e sociale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Console Generale, signor Meletiou, \u00e8 nato in Egitto a <strong>Mansura<\/strong>; ha frequentato l\u2019Universit\u00e0 ad Atene ed \u00e8 sposato. Non sappiamo che cosa chiedergli sulla Grecia, che noi ed i nostri lettori, o per studi dei bei tempi liceali o per aver fatto del turismo in quel Paese, ben conosciamo. Ma anche qui il Console Meletiou ci viene in aiuto e ci spiega che la Grecia \u00e8 stata uno dei primi Paesi sottoposti alla Riforma Agraria. Gi\u00e0 dal 1928 al 1932 durante l\u2019era di Venizelos ebbe inizio la grande riforma e da allora non ci sono pi\u00f9 delle grandi ricchezze in Grecia. \u201cN\u00e8 grandi ricchezze, n\u00e8 grandi povert\u00e0\u201d ci spiega il nostro Ospite.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEd <strong>Onassis<\/strong>?\u201d, osiamo osservare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOnassis? D\u2019accordo, \u00e8 un grande armatore greco, ma fa parte dei tanti connazionali ricchi che vivono all\u2019estero. In fatto di flotta mercantile, la Grecia possiede una fra le prime tre delle pi\u00f9 grosse del mondo. Mi domandate delle industrie greche? Esportazione di tabacco, olio, uva secca ed\u2026 importazione di turisti!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro ospite ci mostra la sua piccola e perfetta organizzazione turistica: alle scuole ed ai privati vengono spedite delle buste che portavano la stampa: \u201cVisitate la <strong>Grecia<\/strong>. Oggi \u00e8 il paese meno costoso per i turisti. Sar\u00e0 una vacanza diversa da tutte le altre\u201d. Esse contengono pieghevoli a colori, redatti scrupolosamente ed illustrati al massimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ci mostra copie in marmo delle celebri statue greche. Alla sua cordialit\u00e0 il Console Generale <strong>Meletiou<\/strong> unisce una profonda cultura e noi lasciamo l\u2019accogliente ed ospitale Consolato pieni di desiderio di ammirare al naturale tutto quel patrimonio storico ed artistico di schietta importanza turistica delineatoci da un illustre Cicerone quale il Console Generale, nella sua qualit\u00e0 di profondo conoscitore ed amatore della Storia, delle usanze e dei costumi del proprio Paese, mentre ci ritorna in mente che solo chi sa amare profondamente il proprio Paese, riesce a voler bene a quello di cui \u00e8 ospite.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ghitta Hussar<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3>Rassegna Stampa<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/26-giugno-222x300.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/8marzo-214x300.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/berruti-A3-733x1024-215x300.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<ul><li><a href=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/26-giugno-756x1024.png\"><\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/8marzo-730x1024.png\"><\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/berruti-A3-733x1024-733x1024.jpg\"><\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3>Tatiana Averof scrive di Teodoro Meletiou e del suo incontro con la Famiglia Certini<\/h3>\n\n\n\n<p>Qualche mese fa il signor Pierangelo Bonazzoli che conduce ricerche sui fatti e le vicende della liberazione in Toscana e precisamente in Casentino a Poppi, mi scrisse chiedendomi se poteva esser mio padre, un certo Avv. Melitio Teodoro, figura citata su un testo storico.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricordai subito che mio padre Teodoro Meletiou era stato prigioniero due volte in Italia dai fascisti di allora ed era quindi molto probabile che si trattasse di lui (il cognome scritto male era stato sicuramente un errore dovuto alla diversa lingua e pronuncia). Gli risposi subito.<\/p>\n\n\n\n<p>In una sua successiva lettera il signor Bonazzoli mi disse che era riuscito a trovare la famiglia Certini che aveva ospitato mio padre e che aveva un vivo ricordo di lui. Ricordavano che mio padre era ritornato durante il dopoguerra in quei luoghi ma con loro rammarico<\/p>\n\n\n\n<p>non avevano avuto modo di rivederlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche tempo trovai sul libro \u201cDieci vite in una\u201d di Tatiana Averof, figlia di Evanghelos (Loli), un capitolo, il numero 28, che parlava proprio della Famiglia Certini e del legame che si era creato con mio padre. Il capitolo si intitola \u201cLibert\u00e0 o morte\u201d e lo riporto di seguito:<\/p>\n\n\n\n<p>NON PARLAVANO MOLTO FRA DI LORO, non con parole almeno.<br>Comunicavano tacitamente, con gli occhi, con i respiri, con i neuroni \u2013 come se ognuno parlasse con se stesso, cos\u00ec anche con il fratello. Teodoro Meletiou, tenente dell\u2019esercito greco, proveniente da Mansura in Egitto, era evaso dalla caserma di Popi. Aiutato a fuggire a Roma dall\u2019organizzazione segreta di Loli nel dicembre del 1943. La sua fama per\u00f2 lo precedeva. Nessun prigioniero aveva sviluppato un\u2019azione del genere nella zona dopo la sua evasione, come ha informato Loli il suo contatto a Popi. Collaborava con le organizzazioni locali della Resistenza e, come dicevano le voci, non aveva mai fallito in alcuna missione, per quanto pericolosa fosse. Sveglio, coraggioso e perfetto conoscitore della lingua italiana, Teodoro Meletiou \u2013 oppure Mario Certini, grazie al giuramento falso di quattro testimoni presso l\u2019ufficio comunale di Popi \u2013 si \u00e8 dimostrato immediatamente prezioso collaboratore di Loli e i due uomini si sono legati come fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina, a fine dicembre circa, due rispettabili italiani, Mario Certini e Angelo Moncini \u2013 piuttosto presentabili con i cappelli ed i soprabiti lunghi \u2013 scendevano spensierati verso Piazza di Spagna. Avevano imparato ormai a recitare il loro ruolo e l\u2019esperienza gli aveva dimostrato che le loro Carte d\u2019Identit\u00e0 non presentavano alcun segno esterno di falsit\u00e0. Qualora si celasse nel loro animo qualche piccolo brivido di paura, cosa particolarmente naturale oggi che avevano una missione pericolosa, tuttavia nessun segno visibile tradiva nemmeno una minima esitazione. Con passo costante, sciolto, i due uomini scesero i famosi Gradini di Spagna e si imboccarono Via Condotti, dove erano concentrati tutti i negozi aristocratici. Restarono per un po\u2019 a far finta di guardare le vetrine, l\u2019uno rimase un po\u2019 pi\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p>indietro, la distanza fra loro aumentava pian piano, sino a quando pareva che non fossero insieme. Loli si ferm\u00f2 un attimo davanti alla magnifica gioielleria BULGARI e salut\u00f2 il custode con i capelli bianchi che sorvegliava l\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrego, signor Angelo, vi stanno aspettando\u201d \u2013 gli fece cenno lui verso l\u2019interno del negozio.<\/p>\n\n\n\n<p>Loli attravers\u00f2 lo spazio luminoso dell\u2019esposizione, apr\u00ec la porta segreta che c\u2019era in fondo e si trov\u00f2 in una grande sala lunga e stretta dove alcuni artigiani stavano lavorando concentrati sulle pietre preziose e sull\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p>Procedette velocemente fino all\u2019altra estremit\u00e0 del laboratorio, ammirando di nuovo quel demonio del sig. Sotiris Voulgaris in Greco \u03a3\u03c9\u03c4\u03ae\u03c1 \u0392\u03bf\u03cd\u03bb\u03b3\u03b1\u03c1\u03b7 \u2013 che inizi\u00f2 dalla povera Paramithi\u00e0 nel 1880 avendo come uniche dotazioni l\u2019arte del lavoratore d\u2019argento e la sua laboriosit\u00e0 e cre\u00f2 in pochi anni quel colosso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAngelo, Angelo, come sta?\u201d sempre gentile Giorgio, secondo figlio del signor Sotiris, gli diede il benvenuto in un ufficio buio e chiuse la porta dietro di s\u00e8.<br>\u201cEccezionalmente bene\u201d. Loli lo abbracci\u00f2, chiese di suo fratello, che \u00e8 sempre sommerso nei suoi lavori, e riprese con i ringraziamenti a nome di tutti i Greci, per il loro generoso e premuroso contributo per qualsiasi cosa e in qualunque momento ne avessero avuto bisogno. \u201cNon parlarne nemmeno\u201d lo interruppe Giorgio. \u201cLo sai che il nostro cuore \u00e8 sempre con voi. Non dimentichiamo le nostre radici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sapeva bene Loli. I fratelli Bulgari, gi\u00e0 da quando si trovavano a Feramonti, sia col pretesto delle presentazioni dei loro generi Zafiris Valvis e Giorgio Athanasiadis-Novas, o di altre persone note in Grecia, sia dopo le richieste dell\u2019ambasciata Greca di Berna, avevano inviato denaro a diversi Greci che si trovavano nelle carceri, nelle caserme oppure in paesi d\u2019Italia. Lo avevano spedito in modo plateale tramite posta oppure segretamente mediante un loro uomo che viaggiava a tale scopo in nord Italia. Delle cose segrete la polizia italiana non se ne \u00e8 mai accorta. Ma del resto se ne \u00e8 accorse e fu pretesto di seri problemi. Ma i due fratelli riuscirono a salvarsi. Salvarsi e continuare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutti a Feramonti conoscevamo il nome dei fratelli Bulgari\u201d disse<\/p>\n\n\n\n<p>Loli con decisione. \u201cEra una delle mie poche speranze, quando scendevo a Roma come latitante. Per\u00f2 non potevo immaginare\u2026 cosi generosi\u2026 a questo livello\u2026\u201d.<br>\u201cBene, Bene\u201d lo interruppe Giorgio \u201cnon facciamo tardi. Ecco: ci\u00f2 che hai chiesto. Tieni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una grande borsa nera pass\u00f2 da una mano ad un\u2019altra.<br>Anzich\u00e9 continuare a dialogare, Loli si inchin\u00f2 e si sfil\u00f2 la scarpa. Bulgari lo guardava dubbioso.<br>\u201cSo che non avete mai voluto dimostrazioni scritte o altre conferme, ma\u2026\u201d \u2013 Loli continuava a cercare nel fondo della sua scarpa. \u201cQuesta volta l\u2019importo \u00e8 eccezionalmente grande, perci\u00f2\u2026\u201d tir\u00f2 fuori un pezzo di carta attentamente piegato e lo offr\u00ec al suo interlocutore. \u201cAbbiamo ritenuto giusto redigere questo verbale nel quale riferiamo dettagliatamente le modalit\u00e0 di disposizione del denaro e che quest\u2019ultimo costituisce un prestito, da saldare dallo stato Greco al termine della guerra. Inoltre, nel caso quest\u2019ultimo rifiutasse di pagare assumiamo noi tale responsabilit\u00e0. Come vedrete unitamente a me sottoscrivono il comandante Kountouriotis, i coniugi Zanna e tutti i greci che si trovano a Roma come impiegati pubblici ed ufficiali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCaro Angelo, che sciocchezze sono queste!\u201d. Il signor Bulgari era commosso. \u201cCi\u00f2 che conta \u00e8 di continuare il lavoro importante che avete fatto per il salvataggio di tutti gli ostaggi Greci. Ognuno contribuisce come pu\u00f2\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tir\u00f2 fuori dalla sua tasca il suo accendino, strapp\u00f2 il foglio in mille pezzi e li bruci\u00f2 in un posacenere. \u201cVai ora\u201d lo mand\u00f2 via \u201cstai molto attento uscendo da qua dentro. La vostra sicurezza prima di tutto\u201d.<br>La sicurezza, s\u00ec\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Loli usc\u00ec dal negozio BVLGARI con la borsa nera sotto braccio, conoscendo molto bene che per quanto possano stare attenti, per quante misure meticolose possano prendere, non saranno mai sicuri. Il loro destino \u00e8 determinato dal fattore Fortuna. Con lettera F maiuscola. Questa \u00e8 quella che ride per ultima. Rabbrividiva ricordando che due giorni prima tornando spensierato con il tram, all\u2019improvviso li fermarono e fecero scendere tutti gli uomini per controllare i loro documenti. Lo stesso \u00e8 successo recentemente nei teatri, nei cinema ed in altri punti di frequentazione della citt\u00e0. I<\/p>\n\n\n\n<p>sospetti venivano condotti in carcere, gli altri venivano inviati al lavoro sia nel fronte di Anzio che di Cassino sia per le strade dell\u2019Italia centrale. Si ricorda lo shock, quando vide le camicie nere e gli ufficiali Tedeschi che li accerchiarono. Stranamente impassibile, tent\u00f2 inizialmente di fuggire con un gruppo di invalidi, ma fall\u00ec. Accanto a lui un chirurgo conferm\u00f2 all\u2019ufficiale capogruppo che lo attendevano per un\u2019operazione urgente e gli mostr\u00f2 i suoi documenti. Ma inutilmente. Era evidente che non c\u2019era salvezza. Due donne dal tram si protesero con lamentosi urli per salvare i loro mariti. Tre camicie nere le trattennero a fatica, mentre la gente osservava sbigottita la scena. Da vicino anche Loli osservava, mentre pian piano si avvicinava alla zona di blocco, il quale nel frattempo si era allentato. O ora o mai, pens\u00f2. E si \u00e8 lanci\u00f2. Lo separavano venti metri dall\u2019angolo e dopo si sarebbe perso nel dedalo delle viuzze medioevali. Pochi minuti pi\u00f9 tardi, tutto sudato ed affannato, si trovava seduto su un muretto in pietra di un angolo al riparo dal sole e cercava di accettare quello che era successo. S\u00ec, \u00e8 vero che Loli crede molto alla fortuna. La rispetta. La prende con le buone, le fa i voti nelle sue preghiere. Sa che non pu\u00f2 contrariarla \u2013 e perci\u00f2 alla fine la ignora.<\/p>\n\n\n\n<p>Meletiou lo aspettava sul marciapiede di fronte gettando occhiate nervose verso l\u2019ingresso dell\u2019oreficeria. Le missioni pericolose se le spartiscono un po\u2019 per uno ed oggi toccava a Loli di gettarsi nel fuoco. Il suo compagno lo seguir\u00e0 semplicemente da una distanza di sicurezza, cercando di non perderlo di vista sino a quanto non sia certo che \u00e8 arrivato sano e salvo a destinazione. Le misure fondamentali di previdenza non escludono purtroppo i pericoli. Almeno, per\u00f2, nel caso venisse catturato Loli, potranno essere avvisati immediatamente l\u2019ambasciata Svizzera e la Croce Rossa Internazionale, mentre gli altri membri del gruppo riusciranno a nascondersi. Senza alcun segno di riconoscimento, i due rispettabili Italiani partirono verso la stessa direzione, uno davanti, l\u2019altro dietro, con grande distanza fra loro. Non se ne parlava nemmeno di prendere il tram. Camminarono per tutto il percorso evitando attentamente le vie frequentate. Cos\u00ec, poco pi\u00f9 tardi., arrivarono alla pensione Capri stanchi ma eccitati e festeggiarono il loro successo con una bottiglia<\/p>\n\n\n\n<p>di vino.<br>La fortuna fu buona con loro un\u2019altra volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Le serate, quando non erano in qualche missione fuori Roma, le trascorrevano di solito in compagnia fra loro, scambiandosi storie e peripezie risalenti ai tempi prima di conoscersi. Loli parlava delle sue imprese a Corf\u00f9 in qualit\u00e0 di prefetto, della sua azione a Larissa che condusse alla sua cattura e della sua strana amicizia con Tositsas per corrispondenza per molti anni senza essersi mai conosciuti. Meletiou gli raccontava storie dalle battaglie eroiche dopo l\u2019invasione Tedesca in Grecia e di come fu catturato alla vigilia della sua partenza e fu esiliato a Popi. L\u00e0 \u2013 a Popi ed a Feramonti, rispettivamente \u2013 si fermava improvvisamente il tempo dei racconti, come se i due uomini avessero tacitamente concordato di esiliare l\u2019esperienza della caserma dalle loro memorie comuni, e iniziavano di nuovo le storie dalla loro fuga in poi. Adesso ormai coabitavano in un appartamento all\u2019estremit\u00e0 della citt\u00e0, di quelli che concedevano i fidati dell\u2019organizzazione ed erano assolutamente sicuri. La pensione Capri veniva utilizzata ormai solo per l\u2019alloggio provvisorio di quelli che arrivavano per la prima volta a Roma sporchi, coperti di cenci e impauriti, fino alla loro sistemazione altrove. L\u2019idea per questa nuova strategia fu inizialmente di Carla, che li avvert\u00ec, a dire il vero con molto tatto, che un alloggio pi\u00f9 duraturo nella pensione avrebbe potuto suscitare dei sospetti nelle autorit\u00e0. Sembrava che anche lei avesse sospettato da tempo che qualcosa non andasse bene da quanto le aveva rivelato il suo nuovo amico Angelo Mancini, ma doveva prima accertarsene. Se si fosse sbilanciata anzitempo con lui, sarebbero potute verificarsi conseguenze disastrose per l\u2019organizzazione antifascista alla quale appartenevano sia lei stessa sia suo marito. Attentamente dunque, un passo alla volta, fu cercata e conquistata la fiducia fra le due parti \u2013 che era ormai assoluta e poco affettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera sotto la luce delle candele \u2013la corrente era stata interrotta di nuovo dopo i recenti bombardamenti degli Alleati- Meletiou inizi\u00f2 a raccontare un\u2019altra avventura incredibile che avvenne poco prima che si conoscessero: era giunta voce ai suoi amici antifascisti a Popi che da qualche parte in un altopiano oppure in un paese dimenticato della<\/p>\n\n\n\n<p>montagnosa Pratalia, erano nascosti alcuni ufficiali superiori Inglesi. Fu incaricato di indagare su tali voci e, poich\u00e9 c\u2019erano tali fuggitivi, di entrare in contatto con loro. Una missione per niente facile, sottoline\u00f2 a questo punto, allo scopo di far salire il termometro del suo racconto e d\u2019altronde, rinchiusi come erano nel buio e nel divieto di circolazione notturno, non avevano da fare nient\u2019altro. Per niente facile, ribad\u00ec. Le tracce lo guidarono in un inseguimento infinito, dalla casa del prete di un quartiere montagnoso al mugnaio del paese di fronte, alla vedova, al vetturino, al picchiatello, fino a quando non si ritrov\u00f2 una compagnia inaspettata: in un mulino in rovine, all\u2019estremit\u00e0 del nulla, erano rifugiati sette tra ufficiali Inglesi e briganti, un\u2019ufficiale Sudafricano di nome Armostrong, l\u2019Inglese maresciallo Niim, che era precipitato con il suo aereo in Italia e quattro soldati Britannici \u2013 tutti disperati ed in stato pietoso. Loli ascoltava estasiato mentre il suo amico continuava la sua storia soddisfatto di aver trovato un ascoltatore cos\u00ec buono: i tre pi\u00f9 anziani \u2013 Niim ed altri due generali \u2013 si decise di farli fuggire per primi. Senza fretta o riflessione, tutto fu organizzato con perfezione. Percorsi, collegamenti, contatti. La sua missione era quella di condurli in un paese dell\u2019Adriatico vicino a Pesaro, dove li avrebbe attesi un sommergibile Inglese. E naturalmente la missione fu portata a termine: dopo mille peripezie e camminando per la maggior parte del percorso, i tre generali furono consegnati al sommergibile e tornarono al loro paese sani e salvi. Ora sulle montagne in Pratalia si nascondevano ancora dieci Inglesi, continu\u00f2 come se volesse autodiffendersi, non riusc\u00ec a farli fuggire prima di scendere a Roma. Il pi\u00f9 anziano fra loro era il generale Michael Gampier-Pari, capo della missione militare inglese in Grecia all\u2019inizio della guerra Greco- Italiana \u2013 grande coincidenza \u2013, perch\u00e8 aveva ammirato, come ha detto \u2013 l\u2019esercito Greco in quell\u2019eroico assalto ed era particolarmente caloroso con Meletiou.<\/p>\n\n\n\n<p>Loli, per\u00f2, non era pi\u00f9 attento, non poteva essere attento. Il suo pensiero era concentrato all\u2019occasione incredibile che gli veniva presentata. Questo gruppo degli ufficiali Inglesi non riceveva aiuto da nessuna parte. Viveva alla merc\u00e9 della popolazione e di un\u2019organizzazione locale. La fuga dei tre generali fu organizzata<\/p>\n\n\n\n<p>direttamente da un gruppo antifascista di Pesaro. A Roma, nel Vaticano, gli uomini dell\u2019ambasciata Inglese non potevano sapere alcunch\u00e9. Dovevano tenerli aggiornati, pensava. La sua mente si era incendiata. Dovevano avvicinarli ed offrirgli i loro servizi come organizzazione alleata. Sino ad ora non era riuscito mai ad essere accettato presso l\u2019ambasciata inglese del Vaticano. Le due volte che lo aveva richiesto, presentando un rapporto dettagliato tramite un comune conoscente, aveva ricevuto un piccolo aiuto economico, impersonale e formale. Ben accetto anche questo certamente, ma non ci fu alcun contatto, neanche qualche prospettiva per l\u2019accesso pi\u00f9 facile in futuro. Ora per\u00f2 \u2026i suoi battiti aumentarono, era diventato rosso in volto dalla sua agitazione. Adesso gli veniva data l\u2019occasione di mettere piede sulla porta degli Inglesi, non come mendicanti, ma come compagni e soccorritori nella lotta comune. Loli abbracci\u00f2 Meletiou e inizi\u00f2 a ballare.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 o meno cos\u00ec mi ricordo anch\u2019io Teodoro Meletiou. Quando veniva a farci visita, di solito una o due volte l\u2019anno (perch\u00e9 si spos\u00f2 con Alessandra mezza Ceca e mezza Italiana dalle Marche) e viveva permanentemente a Milano, anche Console Onorario di Grecia), correvamo noi piccoli ad abbracciarlo e ballavamo dalla nostra gioia. Mi lanciava per aria, per un momento diventavo un uccello, e mi riprendeva di nuovo prima che la paura potesse avere un effetto negativo sull\u2019eccitazione del volo. Dopo tirava fuori dalle sue tasche tante cose magiche, lecca-lecca, cioccolatini Perugina e strani tesori dall\u2019Egitto \u2013 una gatta d\u2019ambra mi ricordo, che fu per anni preziosa compagnia nelle serate quando si spegneva la luce. Lo chiamavamo zio Teddy e tu sorridevi contento perch\u00e9 era tuo fratello. Oppure \u201cuncle Teddy\u201d, per la precisione, che non ti piaceva molto, ma dimenticavi di brontolare verso la tua Dinaki che ci ha allevati come se fossimo Inglesi ed ecco adesso che le figlie del Ministro Greco non parlano la lingua Greca se non come seconda lingua. Quando veniva zio Teddy tutti i dispiaceri sparivano, la casa cambiava aspetto e la mamma (Dina) rideva.<\/p>\n\n\n\n<p>Un anno, il giorno dell\u2019Epifania ci fece visita, mi ricordo. Giorno nostalgico per te, che risvegliava in te memorie della splendente cerimonia sul fiume Lithaio e la nonna Eftimia, che vi cambiava e<\/p>\n\n\n\n<p>adornava e andavate tutti insieme, ma non ne voleva neanche sentire del tuo desiderio di tuffarti nelle acque gelide per prendere la croce. Altre volte l\u2019estro della nostalgia ti portava ancora pi\u00f9 lontano e ci parlavi per la cerimonia dei \u201cPlintirion\u201d ad Atene antica, come se tu stesso fossi presente nel corteo, quando trasportavano la statua della dea Atena alla costa di Faliro e la buttavano in mare perch\u00e9 ritrovasse le sue sacre forze. Ed allora ammiravi e gioivi come un bambino piccolo perch\u00e8 questa santa festa dell\u2019Epifania aveva le sue radici nella gloriosa antichit\u00e0 dei Greci.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, un altro tuo tormento questo, la religione, che per te aveva rapporti con radici e tradizioni in Grecia e di conseguenza non ridevamo mai per qualcosa di sacro. Per la tua Dinaki, per\u00f2, essendo figlia di Greci residenti all\u2019estero cresciuta con l\u2019immagine dell\u2019aristocrazia britannica, altre cose erano pi\u00f9 sacre. Per lei la religione era forse l\u2019ordine, l\u2019etichetta, il galateo e la tavola apparecchiata bene \u2013 e questo era la causa di frequenti litigi fra voi due. Ogni Venerd\u00ec Santo indispensabilmente c\u2019era il solito litigio. Tu volevi fare il digiuno durante la Settimana Santa, noi eravamo pi\u00f9 rilassati. Neanche l\u2019olio, dicevi, cosi vi ha insegnato la signora Eftimia da ragazzi, non apparecchiamo neanche la tavola Venerd\u00ec Santo. E mangiavi con il broncio le tue lenticchie sul bordo della tavola ben lucidata, senza olio, confinato, senza tovaglia, mentre la mamma lo mescolava per farti un favore e noi pi\u00f9 in l\u00e0 mangiavamo spudoratamente e sfarzosamente. Lo stesso avveniva durante l\u2019Epifania \u2013 quasi ridicolo il borbottio che veniva fuori ogni volta con il pretesto delle usanze religiose della nostra razza e finiva sempre in litigio. Unica eccezione che si distingue nella mia mente era che quell\u2019anno nel giorno dell\u2019Epifania in cui ci fece visita lo zio Teddy. Mi ricordo che ci raccontava barzellette e tutti eravamo felici. Mamma rideva molto, che si era dimenticata di brontolare quando \u00e8 arrivato il prete deciso come sempre a benedire con l\u2019acqua santa tutte le stanze, le cantine, i nostri bagni e gli angoli nascosti della casa. Il suo solito commento, tanto fastidiosamente diligente in quanto tu ogni anno gli davi la mancia cos\u00ec irragionevolmente lauta, ci \u00e8 sembrato per qualche motivo esilarante. La sua solita insistenza a seguirlo con uno straccio in mano ed asciugare i mobili di Saridis in modo che non si<\/p>\n\n\n\n<p>macchiassero con l\u2019acqua santa ci sembr\u00f2 una graziosa stranezza della buona mamma e tu hai dimenticato di fulminarla con la solita rabbia del credente. Quando veniva zio Teddy, spargeva attorno a se un irresistibile energia e ci univa tutti in un abbraccio. La casa ritrovava le sue sacre forze e ci riempivamo di fede nella gioia della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il generale inglese Michael Gampier-Pari giunse a Roma in data 13 gennaio 1944, stanco ed afflitto. Il viaggio dalla Pratalia montagnosa fu difficile, pieno di pericoli e disavventure che furono scongiurate all\u2019ultimo momento, grazie al coraggio e all\u2019ingegnosit\u00e0 di Teddy Meletiou. Sebbene confortato ed eccezionalmente riconoscente all\u2019organizzazione Greca che copr\u00ec la sua fuga, il generale Inglese rimase inquieto e preoccupato ed un po\u2019 lamentoso. La pensione Capri non era quello che immaginava. Lui chiedeva di agevolarlo perch\u00e9 continuasse il suo viaggio verso sud in modo da oltrepassare le linee del nemico ed unirsi ai suoi. Per\u00f2 una tale possibilit\u00e0 la loro organizzazione non la possedeva, come gli fu spiegato chiaramente da Mancini, il comandante del gruppo Greco. Che lo portassero all\u2019ambasciata inglese del Vaticano dunque, pretese pi\u00f9 logicamente il generale. Ma neanche questo poteva avvenire. Gli stessi suoi compaesani avevano respinto la sua richiesta. La situazione era complicata, gli avevano spiegato nella loro lettera inviatagli lo stesso giorno tramite Meletiou. L\u2019ingresso di un generale nella zona franca sarebbe potuto essere scoperto e avrebbe creato problemi molto seri. Avrebbero cercato dunque di sistemarlo a Roma e nel frattempo gli avevano inviato ventimila lire perch\u00e8 si vestisse \u2013 anche se dubitavano, come gli avevano scritto, che sarebbe stato possibile procurarsi dei vestiti a Roma, dove in generale non si trova niente, e sarebbe forse stato necessario spedire i vestiti in loro possesso. Non ha resistito il povero generale. Come sarebbe sopravvissuto, ha chiesto innervosito a Meletiou. I suoi vestiti erano diventati dei cenci, le sue scarpe erano rotte e con difficolt\u00e0 riusciva a tenerle sui suoi piedi infreddoliti. Non poteva neanche mettere il naso fuori dalla pensione Capri senza almeno un cambio di vestiti decente. Come poteva vivere a Roma? Cosa sarebbe avvenuto in futuro?<\/p>\n\n\n\n<p>Domani \u00e8 una nuova giornata, afferm\u00f2 Meletiou, con quella irresistibile fede che lo caratterizzava anche nei momenti pi\u00f9 difficili.<\/p>\n\n\n\n<p>Non devi preoccuparti di niente. Tutto sar\u00e0 sistemato.<br>E nonostante non si fosse convinto il generale, ma un po\u2019 pi\u00f9 tranquillo ora, si mise a dormire dodici ore senza interruzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina del giorno dopo, Loli e Meletiou arrivarono alla pensione con un calesse \u2013 la cui tenda era del tutto sollevata \u2013 e trasportarono il generale in uno dei punti pi\u00f9 centrali di Roma. Il percorso era breve. Dopo non molto il calesse si ferm\u00f2 fuori da un negozio ed i tre passeggeri scesero frettolosamente. Il proprietario, signor Leone, era stato avvisato e li attendeva. Non era la prima volta che il marito di Carla forniva indumenti poco costosi dal suo negozio ai Greci fuggitivi, e per la precisione ad un terzo del loro prezzo effettivo. Questa volta, per\u00f2, era diverso. Leone poteva anche non conoscere molti dettagli \u2013 principio inviolabile, per motivi di sicurezza \u2013 ma non era stupido. Era la prima volta che vedeva Mancini tanto generoso. \u201cZio Michele\u201d, come chiamavano l\u2019uomo biondo con gli occhi azzurri ed il bel fisico, voleva il meglio ed aveva i soldi per pagarlo. Doppiamente servizievole il negoziante condusse subito i tre visitatori nel suo ufficio ed inizi\u00f2 a portarli degli articoli nascosti, che mai fino ad allora aveva mostrato a Loli.<\/p>\n\n\n\n<p>In meno di un\u2019ora il buon Zio Michele era vestito elegantemente: abito, cravatta, gil\u00e8, capotto, guanti, cappello, ed accessori \u2013 tutti di qualit\u00e0 tale che solamente prima della guerra poteva trovare e solo in negozi di alto livello. Lo spettacolo di se stesso nello specchio cambi\u00f2 immediatamente l\u2019umore del generale. Ecco dunque che l\u2019organizzazione dei Greci poteva ottenere cose irrealizzabili per gli altri. La sua sorte era in buone mani. E per tutto il percorso di ritorno guardava i suoi due salvatori con rinnovato rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 tardi, per\u00f2, verso sera, all\u2019ora in cui Loli e Meletiou tornavano ormai a casa per riposarsi, una notizia eccezionalmente preoccupante da una fonte fidata port\u00f2 nuova inquietudine nella loro compagnia. Qualcuno aveva parlato, sembra, qualcosa si \u00e8 venuto a sapere e dovevano far fuggire subito il generale dalla pensione Capri. Dove potevano andare, per\u00f2? Il tempo premeva, non c\u2019erano molte scelte. Fra un po\u2019 iniziava il divieto di circolazione. Loli corse di nuovo alla pensione, cos\u2019altro poteva fare? A malapena fece in tempo a tornare a<\/p>\n\n\n\n<p>casa sua, assieme all\u2019Inglese, prima che la citt\u00e0 si paralizzasse per un\u2019altra notte di schiavit\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appartamentino che dividevano i due amici, all\u2019estremit\u00e0 della citt\u00e0, non aveva alcuna sontuosit\u00e0. Due divani stretti in tutto, un tavolo con due sedie, un rudimentale spazio \u201ccucina\u201d in un angolo ed un microscopico w.c. Non c\u2019era alcuna comodit\u00e0 per ospitare altri visitatori. Il generale Michael Gampier-Pari era costretto a mangiare e dormire alla buona. Loli era sicuro che si sarebbe lamentato. Meletiou si fece in quattro per intrattenerlo. Meno male che l\u2019Inglese era silenzioso. Quello che c\u2019era lo avrebbero diviso con gioia, ha detto Loli, e si sedettero a mangiare. Di pane ne avevano parecchio, raffermo s\u00ec, ma con due gocce d\u2019olio sarebbe stato buonissimo e nutriente. E per piatto principale un minestrone di verdure secche ed altre belle cose che aveva raccolto Meletiou tornando da Pratalia \u2013 \u201cUnbelievable\u201d comment\u00f2 il generale \u2013 questa era la loro ricetta segreta per \u201cminestrone gourmet della guerra\u201d. Risero. Bevvero poco vino. Gampier-Pari si guardava attorno con un certo stupore negli occhi. \u201cCome \u00e8 strano il destino\u2026\u201d sembrava commosso. Chi lo avrebbe detto, quando combatteva con l\u2019esercito Greco in Albania, che si sarebbe ritrovato poi in ostaggio in Italia e sarebbe stato debitore di tante cose ai Greci fuggitivi, forse anche della sua stessa vita. Dopo alz\u00f2 il suo bicchiere e aggiunse con una certa ufficialit\u00e0: \u201cMi dispiace dirlo, ma credo che la vostra organizzazione sia superiore a qualsiasi altra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I due Greci risero in modo imbarazzato e lo ringraziarono per le sue buone parole.<br>\u201cHo intenzione di indirizzarvi una lettera un po\u2019 ufficiale\u201d ha continuato il generale. \u201cNon lettera personale, avete capito, ma indirizzata a tutta la vostra organizzazione, per esprimere i miei ringraziamenti per tutto ci\u00f2 che avete fatto per me. La comunicher\u00f2 anche alla nostra ambasciata. Ditemi dunque, dove la devo indirizzare? Quale \u00e8 il nome della vostra organizzazione? \u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Un silenzio di un minuto\u2026. Quale organizzazione e formalit\u00e0? Ognuno ha fatto quello che poteva \u2013 e di nome naturalmente non ne esisteva alcuno. Per\u00f2 avevano dato un\u2019altra impressione agli Inglesi. Li avevano ingannati volutamente, per guadagnare il loro rispetto e<\/p>\n\n\n\n<p>per convincerli di collaborare\u2026.<br>\u201cLibert\u00e0 o Morte\u201d, spar\u00f2 Loli un po\u2019 pi\u00f9 forte di quanto sarebbe stato consono.<br>\u201cAh, molto bene\u201d ha detto il generale, che non not\u00f2 nulla di strano nell\u2019intensit\u00e0 del momento. \u201cSe mi ricordo bene, in Grecia mi hanno detto che le sillabe delle parole corrispondono alle strisce della vostra bandiera e che questo era il segnale nazionale dei Greci nella lotta per la vostra indipendenza\u201d.<br>\u201cCertamente, certamente\u201d convenne Loli alleggerito per non essersi tradito. Nessuna bugia avrebbe rovinato il loro rapporto con l\u2019ambasciata Inglese, al contrario rimediarono molto bene.<br>E cos\u00ec, quella sera il gruppo greco segreto fu battezzato con il nome inatteso e piuttosto pomposo: \u201cLibert\u00e0 o Morte\u201d.<br>E impercettibilmente, come spesso accade, le parole danno forma al modo di dire, ed esattamente da quel momento il nome \u201cLibert\u00e0 o Morte\u201d inizi\u00f2 a colorare in modo nuovo l\u2019azione e l\u2019andamento dell\u2019organizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Loli = Evanghelos Averof Tosizza, scrittore Greco, Ministro degli Esteri e della Difesa in Grecia e tutore di Nicolas dopo la morte di Teodoro nel 1964.<\/em><\/strong> [:el]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/download-183x183.jpeg\" alt=\"download\" title=\"download\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/athens_orig-183x183.jpg\" alt=\"athens_orig\" title=\"athens_orig\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/academy-183x183.jpg\" alt=\"academy\" title=\"academy\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/museo-archeologico-nazionale-di-atene_vfhjg.T0-183x183.jpg\" alt=\"museo-archeologico-nazionale-di-atene_vfhjg.T0\" title=\"museo-archeologico-nazionale-di-atene_vfhjg.T0\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3>La storia di Teodoro Meletiou<\/h3>\n\n\n\n<p>Mio padre <strong>Teodoro Meletiou<\/strong> \u00e8 nato a Mansura il 18 Maggio 1916 e morto in Monfalcone il 24 Giugno 1964.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corpo consolare di Milano<br>Theodore Meletiou \u2013 Console Generale della <strong>Grecia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cambio della guardia al Consolato Generale della Grecia: da pochi mesi si \u00e8 inseditao il nuovo <strong>Console Generale Onorario<\/strong>: il signor <strong>Theodore Meletiou<\/strong>. Il nuovo Consolato Generale \u00e8 sorto per merito suo in viale Maino 11.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre lo attendevamo per l\u2019intervista di rito nella sua sede, notammo una certa aria elettrizzante, dovuta certamente alla visita della Principessa Irene di Grecia, che di passaggio a Milano per Genova, dove doveva assistere alle gare nautiche del fratello Costantino, Erede del <strong>Trono<\/strong> \u2013 fece un salto in Viale Maino \u2013 onorando cos\u00ec con la sua presenza il nuovo Consolato Generale del suo Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elegante e sobrio arredamento del salotto era tutto rivestito di azzurro con ornamenti bianchi: poltrone accoglienti, divani, tende con questi freschi colori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 \u201cColori della nostra <strong>bandiera<\/strong>\u201d \u2013 ci illumina il sorridente giovane Console. Ci mostra subito un esemplare della bandiera greca in miniatura: cinque strisce blu intercalate con quattro strisce bianche. \u201cIl significato della bandiera contiene un motto vitale per tutti noi greci: Libert\u00e0 o morte; le sillabe della parola libert\u00e0 sono cinque (le cinque strisce azzurre), quelle della morte quattro (le quattro strisce bianche). <strong>Senza libert\u00e0 non possiamo vivere<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli domandammo come mai parlasse cos\u00ec bene la nostra lingua, dato che appena da sei mesi copre la carica di <strong>Console Generale a Milano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVivo da parecchi anni in Italia. Ho imparato (caso strano, non vi pare?) ad amare questo paese, durante la mia prigionia; ho combattuto sul fronte greco-italiano e fui preso in Albania. Per 30 mesi sono stato<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018ospite\u2019 in vari campi di prigionia, poi fuggiasco, in seguito partigiano e vice-capo di un\u2019organizzazione clandestina chiamata, appunto, \u2018<strong>Libert\u00e0 o morte<\/strong>\u2019. Capo di questa organizzazione era l\u2019attuale Ministro degli Esteri in Grecia, Averoff Evanghelos. Comunque, la mia prigionia non fu pesante, il trattamento fu umano e cos\u00ec decisi, che a guerra terminata mi sarei stabilito in Italia. Infatti nel 1947 ho fondato tre aziende tra Palazzolo sull\u2019Oglio e <strong>Bergamo<\/strong>: una d\u2019importazione di madreperla, una per la fabbricazione di materie plastiche per bottoni e un\u2019azienda di costruzioni a Bergamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Consolato \u00e8 il mio \u2018hobby\u2019\u201d conclude il cordialissimo Console generale.<br>Alla nostra osservazione che tutte le sue attivit\u00e0 gli portano indubbiamente via molto tempo, egli ribatte: \u201cE\u2019 questione di organizzazione. Ho i miei collaboratori che mi vengono a riferire sull\u2019andamento delle aziende due volte a settimana. Ho quindi tempo in abbondanza per curare gli interessi del mio Paese ed anche di rappresentare ufficialmente la Grecia nelle varie manifestazioni della vita consolare e sociale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Console Generale, signor Meletiou, \u00e8 nato in Egitto a <strong>Mansura<\/strong>; ha frequentato l\u2019Universit\u00e0 ad Atene ed \u00e8 sposato. Non sappiamo che cosa chiedergli sulla Grecia, che noi ed i nostri lettori, o per studi dei bei tempi liceali o per aver fatto del turismo in quel Paese, ben conosciamo. Ma anche qui il Console Meletiou ci viene in aiuto e ci spiega che la Grecia \u00e8 stata uno dei primi Paesi sottoposti alla Riforma Agraria. Gi\u00e0 dal 1928 al 1932 durante l\u2019era di Venizelos ebbe inizio la grande riforma e da allora non ci sono pi\u00f9 delle grandi ricchezze in Grecia. \u201cN\u00e8 grandi ricchezze, n\u00e8 grandi povert\u00e0\u201d ci spiega il nostro Ospite.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEd <strong>Onassis<\/strong>?\u201d, osiamo osservare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOnassis? D\u2019accordo, \u00e8 un grande armatore greco, ma fa parte dei tanti connazionali ricchi che vivono all\u2019estero. In fatto di flotta mercantile, la Grecia possiede una fra le prime tre delle pi\u00f9 grosse del mondo. Mi domandate delle industrie greche? Esportazione di tabacco, olio, uva secca ed\u2026 importazione di turisti!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro ospite ci mostra la sua piccola e perfetta organizzazione turistica: alle scuole ed ai privati vengono spedite delle buste che portavano la stampa: \u201cVisitate la <strong>Grecia<\/strong>. Oggi \u00e8 il paese meno costoso per i turisti. Sar\u00e0 una vacanza diversa da tutte le altre\u201d. Esse contengono pieghevoli a colori, redatti scrupolosamente ed illustrati al massimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ci mostra copie in marmo delle celebri statue greche. Alla sua cordialit\u00e0 il Console Generale <strong>Meletiou<\/strong> unisce una profonda cultura e noi lasciamo l\u2019accogliente ed ospitale Consolato pieni di desiderio di ammirare al naturale tutto quel patrimonio storico ed artistico di schietta importanza turistica delineatoci da un illustre Cicerone quale il Console Generale, nella sua qualit\u00e0 di profondo conoscitore ed amatore della Storia, delle usanze e dei costumi del proprio Paese, mentre ci ritorna in mente che solo chi sa amare profondamente il proprio Paese, riesce a voler bene a quello di cui \u00e8 ospite.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ghitta Hussar<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3>Rassegna Stampa<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/26-giugno-222x300.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/8marzo-214x300.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/berruti-A3-733x1024-215x300.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<ul><li><a href=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/26-giugno-756x1024.png\"><\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/8marzo-730x1024.png\"><\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.nicolasmeletiou.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/berruti-A3-733x1024-733x1024.jpg\"><\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3>Tatiana Averof scrive di Teodoro Meletiou e del suo incontro con la Famiglia Certini<\/h3>\n\n\n\n<p>Qualche mese fa il signor Pierangelo Bonazzoli che conduce ricerche sui fatti e le vicende della liberazione in Toscana e precisamente in Casentino a Poppi, mi scrisse chiedendomi se poteva esser mio padre, un certo Avv. Melitio Teodoro, figura citata su un testo storico.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricordai subito che mio padre Teodoro Meletiou era stato prigioniero due volte in Italia dai fascisti di allora ed era quindi molto probabile che si trattasse di lui (il cognome scritto male era stato sicuramente un errore dovuto alla diversa lingua e pronuncia). Gli risposi subito.<\/p>\n\n\n\n<p>In una sua successiva lettera il signor Bonazzoli mi disse che era riuscito a trovare la famiglia Certini che aveva ospitato mio padre e che aveva un vivo ricordo di lui. Ricordavano che mio padre era ritornato durante il dopoguerra in quei luoghi ma con loro rammarico<\/p>\n\n\n\n<p>non avevano avuto modo di rivederlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche tempo trovai sul libro \u201cDieci vite in una\u201d di Tatiana Averof, figlia di Evanghelos (Loli), un capitolo, il numero 28, che parlava proprio della Famiglia Certini e del legame che si era creato con mio padre. Il capitolo si intitola \u201cLibert\u00e0 o morte\u201d e lo riporto di seguito:<\/p>\n\n\n\n<p>NON PARLAVANO MOLTO FRA DI LORO, non con parole almeno.<br>Comunicavano tacitamente, con gli occhi, con i respiri, con i neuroni \u2013 come se ognuno parlasse con se stesso, cos\u00ec anche con il fratello. Teodoro Meletiou, tenente dell\u2019esercito greco, proveniente da Mansura in Egitto, era evaso dalla caserma di Popi. Aiutato a fuggire a Roma dall\u2019organizzazione segreta di Loli nel dicembre del 1943. La sua fama per\u00f2 lo precedeva. Nessun prigioniero aveva sviluppato un\u2019azione del genere nella zona dopo la sua evasione, come ha informato Loli il suo contatto a Popi. Collaborava con le organizzazioni locali della Resistenza e, come dicevano le voci, non aveva mai fallito in alcuna missione, per quanto pericolosa fosse. Sveglio, coraggioso e perfetto conoscitore della lingua italiana, Teodoro Meletiou \u2013 oppure Mario Certini, grazie al giuramento falso di quattro testimoni presso l\u2019ufficio comunale di Popi \u2013 si \u00e8 dimostrato immediatamente prezioso collaboratore di Loli e i due uomini si sono legati come fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina, a fine dicembre circa, due rispettabili italiani, Mario Certini e Angelo Moncini \u2013 piuttosto presentabili con i cappelli ed i soprabiti lunghi \u2013 scendevano spensierati verso Piazza di Spagna. Avevano imparato ormai a recitare il loro ruolo e l\u2019esperienza gli aveva dimostrato che le loro Carte d\u2019Identit\u00e0 non presentavano alcun segno esterno di falsit\u00e0. Qualora si celasse nel loro animo qualche piccolo brivido di paura, cosa particolarmente naturale oggi che avevano una missione pericolosa, tuttavia nessun segno visibile tradiva nemmeno una minima esitazione. Con passo costante, sciolto, i due uomini scesero i famosi Gradini di Spagna e si imboccarono Via Condotti, dove erano concentrati tutti i negozi aristocratici. Restarono per un po\u2019 a far finta di guardare le vetrine, l\u2019uno rimase un po\u2019 pi\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p>indietro, la distanza fra loro aumentava pian piano, sino a quando pareva che non fossero insieme. Loli si ferm\u00f2 un attimo davanti alla magnifica gioielleria BULGARI e salut\u00f2 il custode con i capelli bianchi che sorvegliava l\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrego, signor Angelo, vi stanno aspettando\u201d \u2013 gli fece cenno lui verso l\u2019interno del negozio.<\/p>\n\n\n\n<p>Loli attravers\u00f2 lo spazio luminoso dell\u2019esposizione, apr\u00ec la porta segreta che c\u2019era in fondo e si trov\u00f2 in una grande sala lunga e stretta dove alcuni artigiani stavano lavorando concentrati sulle pietre preziose e sull\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p>Procedette velocemente fino all\u2019altra estremit\u00e0 del laboratorio, ammirando di nuovo quel demonio del sig. Sotiris Voulgaris in Greco \u03a3\u03c9\u03c4\u03ae\u03c1 \u0392\u03bf\u03cd\u03bb\u03b3\u03b1\u03c1\u03b7 \u2013 che inizi\u00f2 dalla povera Paramithi\u00e0 nel 1880 avendo come uniche dotazioni l\u2019arte del lavoratore d\u2019argento e la sua laboriosit\u00e0 e cre\u00f2 in pochi anni quel colosso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAngelo, Angelo, come sta?\u201d sempre gentile Giorgio, secondo figlio del signor Sotiris, gli diede il benvenuto in un ufficio buio e chiuse la porta dietro di s\u00e8.<br>\u201cEccezionalmente bene\u201d. Loli lo abbracci\u00f2, chiese di suo fratello, che \u00e8 sempre sommerso nei suoi lavori, e riprese con i ringraziamenti a nome di tutti i Greci, per il loro generoso e premuroso contributo per qualsiasi cosa e in qualunque momento ne avessero avuto bisogno. \u201cNon parlarne nemmeno\u201d lo interruppe Giorgio. \u201cLo sai che il nostro cuore \u00e8 sempre con voi. Non dimentichiamo le nostre radici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sapeva bene Loli. I fratelli Bulgari, gi\u00e0 da quando si trovavano a Feramonti, sia col pretesto delle presentazioni dei loro generi Zafiris Valvis e Giorgio Athanasiadis-Novas, o di altre persone note in Grecia, sia dopo le richieste dell\u2019ambasciata Greca di Berna, avevano inviato denaro a diversi Greci che si trovavano nelle carceri, nelle caserme oppure in paesi d\u2019Italia. Lo avevano spedito in modo plateale tramite posta oppure segretamente mediante un loro uomo che viaggiava a tale scopo in nord Italia. Delle cose segrete la polizia italiana non se ne \u00e8 mai accorta. Ma del resto se ne \u00e8 accorse e fu pretesto di seri problemi. Ma i due fratelli riuscirono a salvarsi. Salvarsi e continuare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutti a Feramonti conoscevamo il nome dei fratelli Bulgari\u201d disse<\/p>\n\n\n\n<p>Loli con decisione. \u201cEra una delle mie poche speranze, quando scendevo a Roma come latitante. Per\u00f2 non potevo immaginare\u2026 cosi generosi\u2026 a questo livello\u2026\u201d.<br>\u201cBene, Bene\u201d lo interruppe Giorgio \u201cnon facciamo tardi. Ecco: ci\u00f2 che hai chiesto. Tieni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una grande borsa nera pass\u00f2 da una mano ad un\u2019altra.<br>Anzich\u00e9 continuare a dialogare, Loli si inchin\u00f2 e si sfil\u00f2 la scarpa. Bulgari lo guardava dubbioso.<br>\u201cSo che non avete mai voluto dimostrazioni scritte o altre conferme, ma\u2026\u201d \u2013 Loli continuava a cercare nel fondo della sua scarpa. \u201cQuesta volta l\u2019importo \u00e8 eccezionalmente grande, perci\u00f2\u2026\u201d tir\u00f2 fuori un pezzo di carta attentamente piegato e lo offr\u00ec al suo interlocutore. \u201cAbbiamo ritenuto giusto redigere questo verbale nel quale riferiamo dettagliatamente le modalit\u00e0 di disposizione del denaro e che quest\u2019ultimo costituisce un prestito, da saldare dallo stato Greco al termine della guerra. Inoltre, nel caso quest\u2019ultimo rifiutasse di pagare assumiamo noi tale responsabilit\u00e0. Come vedrete unitamente a me sottoscrivono il comandante Kountouriotis, i coniugi Zanna e tutti i greci che si trovano a Roma come impiegati pubblici ed ufficiali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCaro Angelo, che sciocchezze sono queste!\u201d. Il signor Bulgari era commosso. \u201cCi\u00f2 che conta \u00e8 di continuare il lavoro importante che avete fatto per il salvataggio di tutti gli ostaggi Greci. Ognuno contribuisce come pu\u00f2\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tir\u00f2 fuori dalla sua tasca il suo accendino, strapp\u00f2 il foglio in mille pezzi e li bruci\u00f2 in un posacenere. \u201cVai ora\u201d lo mand\u00f2 via \u201cstai molto attento uscendo da qua dentro. La vostra sicurezza prima di tutto\u201d.<br>La sicurezza, s\u00ec\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Loli usc\u00ec dal negozio BVLGARI con la borsa nera sotto braccio, conoscendo molto bene che per quanto possano stare attenti, per quante misure meticolose possano prendere, non saranno mai sicuri. Il loro destino \u00e8 determinato dal fattore Fortuna. Con lettera F maiuscola. Questa \u00e8 quella che ride per ultima. Rabbrividiva ricordando che due giorni prima tornando spensierato con il tram, all\u2019improvviso li fermarono e fecero scendere tutti gli uomini per controllare i loro documenti. Lo stesso \u00e8 successo recentemente nei teatri, nei cinema ed in altri punti di frequentazione della citt\u00e0. I<\/p>\n\n\n\n<p>sospetti venivano condotti in carcere, gli altri venivano inviati al lavoro sia nel fronte di Anzio che di Cassino sia per le strade dell\u2019Italia centrale. Si ricorda lo shock, quando vide le camicie nere e gli ufficiali Tedeschi che li accerchiarono. Stranamente impassibile, tent\u00f2 inizialmente di fuggire con un gruppo di invalidi, ma fall\u00ec. Accanto a lui un chirurgo conferm\u00f2 all\u2019ufficiale capogruppo che lo attendevano per un\u2019operazione urgente e gli mostr\u00f2 i suoi documenti. Ma inutilmente. Era evidente che non c\u2019era salvezza. Due donne dal tram si protesero con lamentosi urli per salvare i loro mariti. Tre camicie nere le trattennero a fatica, mentre la gente osservava sbigottita la scena. Da vicino anche Loli osservava, mentre pian piano si avvicinava alla zona di blocco, il quale nel frattempo si era allentato. O ora o mai, pens\u00f2. E si \u00e8 lanci\u00f2. Lo separavano venti metri dall\u2019angolo e dopo si sarebbe perso nel dedalo delle viuzze medioevali. Pochi minuti pi\u00f9 tardi, tutto sudato ed affannato, si trovava seduto su un muretto in pietra di un angolo al riparo dal sole e cercava di accettare quello che era successo. S\u00ec, \u00e8 vero che Loli crede molto alla fortuna. La rispetta. La prende con le buone, le fa i voti nelle sue preghiere. Sa che non pu\u00f2 contrariarla \u2013 e perci\u00f2 alla fine la ignora.<\/p>\n\n\n\n<p>Meletiou lo aspettava sul marciapiede di fronte gettando occhiate nervose verso l\u2019ingresso dell\u2019oreficeria. Le missioni pericolose se le spartiscono un po\u2019 per uno ed oggi toccava a Loli di gettarsi nel fuoco. Il suo compagno lo seguir\u00e0 semplicemente da una distanza di sicurezza, cercando di non perderlo di vista sino a quanto non sia certo che \u00e8 arrivato sano e salvo a destinazione. Le misure fondamentali di previdenza non escludono purtroppo i pericoli. Almeno, per\u00f2, nel caso venisse catturato Loli, potranno essere avvisati immediatamente l\u2019ambasciata Svizzera e la Croce Rossa Internazionale, mentre gli altri membri del gruppo riusciranno a nascondersi. Senza alcun segno di riconoscimento, i due rispettabili Italiani partirono verso la stessa direzione, uno davanti, l\u2019altro dietro, con grande distanza fra loro. Non se ne parlava nemmeno di prendere il tram. Camminarono per tutto il percorso evitando attentamente le vie frequentate. Cos\u00ec, poco pi\u00f9 tardi., arrivarono alla pensione Capri stanchi ma eccitati e festeggiarono il loro successo con una bottiglia<\/p>\n\n\n\n<p>di vino.<br>La fortuna fu buona con loro un\u2019altra volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Le serate, quando non erano in qualche missione fuori Roma, le trascorrevano di solito in compagnia fra loro, scambiandosi storie e peripezie risalenti ai tempi prima di conoscersi. Loli parlava delle sue imprese a Corf\u00f9 in qualit\u00e0 di prefetto, della sua azione a Larissa che condusse alla sua cattura e della sua strana amicizia con Tositsas per corrispondenza per molti anni senza essersi mai conosciuti. Meletiou gli raccontava storie dalle battaglie eroiche dopo l\u2019invasione Tedesca in Grecia e di come fu catturato alla vigilia della sua partenza e fu esiliato a Popi. L\u00e0 \u2013 a Popi ed a Feramonti, rispettivamente \u2013 si fermava improvvisamente il tempo dei racconti, come se i due uomini avessero tacitamente concordato di esiliare l\u2019esperienza della caserma dalle loro memorie comuni, e iniziavano di nuovo le storie dalla loro fuga in poi. Adesso ormai coabitavano in un appartamento all\u2019estremit\u00e0 della citt\u00e0, di quelli che concedevano i fidati dell\u2019organizzazione ed erano assolutamente sicuri. La pensione Capri veniva utilizzata ormai solo per l\u2019alloggio provvisorio di quelli che arrivavano per la prima volta a Roma sporchi, coperti di cenci e impauriti, fino alla loro sistemazione altrove. L\u2019idea per questa nuova strategia fu inizialmente di Carla, che li avvert\u00ec, a dire il vero con molto tatto, che un alloggio pi\u00f9 duraturo nella pensione avrebbe potuto suscitare dei sospetti nelle autorit\u00e0. Sembrava che anche lei avesse sospettato da tempo che qualcosa non andasse bene da quanto le aveva rivelato il suo nuovo amico Angelo Mancini, ma doveva prima accertarsene. Se si fosse sbilanciata anzitempo con lui, sarebbero potute verificarsi conseguenze disastrose per l\u2019organizzazione antifascista alla quale appartenevano sia lei stessa sia suo marito. Attentamente dunque, un passo alla volta, fu cercata e conquistata la fiducia fra le due parti \u2013 che era ormai assoluta e poco affettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera sotto la luce delle candele \u2013la corrente era stata interrotta di nuovo dopo i recenti bombardamenti degli Alleati- Meletiou inizi\u00f2 a raccontare un\u2019altra avventura incredibile che avvenne poco prima che si conoscessero: era giunta voce ai suoi amici antifascisti a Popi che da qualche parte in un altopiano oppure in un paese dimenticato della<\/p>\n\n\n\n<p>montagnosa Pratalia, erano nascosti alcuni ufficiali superiori Inglesi. Fu incaricato di indagare su tali voci e, poich\u00e9 c\u2019erano tali fuggitivi, di entrare in contatto con loro. Una missione per niente facile, sottoline\u00f2 a questo punto, allo scopo di far salire il termometro del suo racconto e d\u2019altronde, rinchiusi come erano nel buio e nel divieto di circolazione notturno, non avevano da fare nient\u2019altro. Per niente facile, ribad\u00ec. Le tracce lo guidarono in un inseguimento infinito, dalla casa del prete di un quartiere montagnoso al mugnaio del paese di fronte, alla vedova, al vetturino, al picchiatello, fino a quando non si ritrov\u00f2 una compagnia inaspettata: in un mulino in rovine, all\u2019estremit\u00e0 del nulla, erano rifugiati sette tra ufficiali Inglesi e briganti, un\u2019ufficiale Sudafricano di nome Armostrong, l\u2019Inglese maresciallo Niim, che era precipitato con il suo aereo in Italia e quattro soldati Britannici \u2013 tutti disperati ed in stato pietoso. Loli ascoltava estasiato mentre il suo amico continuava la sua storia soddisfatto di aver trovato un ascoltatore cos\u00ec buono: i tre pi\u00f9 anziani \u2013 Niim ed altri due generali \u2013 si decise di farli fuggire per primi. Senza fretta o riflessione, tutto fu organizzato con perfezione. Percorsi, collegamenti, contatti. La sua missione era quella di condurli in un paese dell\u2019Adriatico vicino a Pesaro, dove li avrebbe attesi un sommergibile Inglese. E naturalmente la missione fu portata a termine: dopo mille peripezie e camminando per la maggior parte del percorso, i tre generali furono consegnati al sommergibile e tornarono al loro paese sani e salvi. Ora sulle montagne in Pratalia si nascondevano ancora dieci Inglesi, continu\u00f2 come se volesse autodiffendersi, non riusc\u00ec a farli fuggire prima di scendere a Roma. Il pi\u00f9 anziano fra loro era il generale Michael Gampier-Pari, capo della missione militare inglese in Grecia all\u2019inizio della guerra Greco- Italiana \u2013 grande coincidenza \u2013, perch\u00e8 aveva ammirato, come ha detto \u2013 l\u2019esercito Greco in quell\u2019eroico assalto ed era particolarmente caloroso con Meletiou.<\/p>\n\n\n\n<p>Loli, per\u00f2, non era pi\u00f9 attento, non poteva essere attento. Il suo pensiero era concentrato all\u2019occasione incredibile che gli veniva presentata. Questo gruppo degli ufficiali Inglesi non riceveva aiuto da nessuna parte. Viveva alla merc\u00e9 della popolazione e di un\u2019organizzazione locale. La fuga dei tre generali fu organizzata<\/p>\n\n\n\n<p>direttamente da un gruppo antifascista di Pesaro. A Roma, nel Vaticano, gli uomini dell\u2019ambasciata Inglese non potevano sapere alcunch\u00e9. Dovevano tenerli aggiornati, pensava. La sua mente si era incendiata. Dovevano avvicinarli ed offrirgli i loro servizi come organizzazione alleata. Sino ad ora non era riuscito mai ad essere accettato presso l\u2019ambasciata inglese del Vaticano. Le due volte che lo aveva richiesto, presentando un rapporto dettagliato tramite un comune conoscente, aveva ricevuto un piccolo aiuto economico, impersonale e formale. Ben accetto anche questo certamente, ma non ci fu alcun contatto, neanche qualche prospettiva per l\u2019accesso pi\u00f9 facile in futuro. Ora per\u00f2 \u2026i suoi battiti aumentarono, era diventato rosso in volto dalla sua agitazione. Adesso gli veniva data l\u2019occasione di mettere piede sulla porta degli Inglesi, non come mendicanti, ma come compagni e soccorritori nella lotta comune. Loli abbracci\u00f2 Meletiou e inizi\u00f2 a ballare.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 o meno cos\u00ec mi ricordo anch\u2019io Teodoro Meletiou. Quando veniva a farci visita, di solito una o due volte l\u2019anno (perch\u00e9 si spos\u00f2 con Alessandra mezza Ceca e mezza Italiana dalle Marche) e viveva permanentemente a Milano, anche Console Onorario di Grecia), correvamo noi piccoli ad abbracciarlo e ballavamo dalla nostra gioia. Mi lanciava per aria, per un momento diventavo un uccello, e mi riprendeva di nuovo prima che la paura potesse avere un effetto negativo sull\u2019eccitazione del volo. Dopo tirava fuori dalle sue tasche tante cose magiche, lecca-lecca, cioccolatini Perugina e strani tesori dall\u2019Egitto \u2013 una gatta d\u2019ambra mi ricordo, che fu per anni preziosa compagnia nelle serate quando si spegneva la luce. Lo chiamavamo zio Teddy e tu sorridevi contento perch\u00e9 era tuo fratello. Oppure \u201cuncle Teddy\u201d, per la precisione, che non ti piaceva molto, ma dimenticavi di brontolare verso la tua Dinaki che ci ha allevati come se fossimo Inglesi ed ecco adesso che le figlie del Ministro Greco non parlano la lingua Greca se non come seconda lingua. Quando veniva zio Teddy tutti i dispiaceri sparivano, la casa cambiava aspetto e la mamma (Dina) rideva.<\/p>\n\n\n\n<p>Un anno, il giorno dell\u2019Epifania ci fece visita, mi ricordo. Giorno nostalgico per te, che risvegliava in te memorie della splendente cerimonia sul fiume Lithaio e la nonna Eftimia, che vi cambiava e<\/p>\n\n\n\n<p>adornava e andavate tutti insieme, ma non ne voleva neanche sentire del tuo desiderio di tuffarti nelle acque gelide per prendere la croce. Altre volte l\u2019estro della nostalgia ti portava ancora pi\u00f9 lontano e ci parlavi per la cerimonia dei \u201cPlintirion\u201d ad Atene antica, come se tu stesso fossi presente nel corteo, quando trasportavano la statua della dea Atena alla costa di Faliro e la buttavano in mare perch\u00e9 ritrovasse le sue sacre forze. Ed allora ammiravi e gioivi come un bambino piccolo perch\u00e8 questa santa festa dell\u2019Epifania aveva le sue radici nella gloriosa antichit\u00e0 dei Greci.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, un altro tuo tormento questo, la religione, che per te aveva rapporti con radici e tradizioni in Grecia e di conseguenza non ridevamo mai per qualcosa di sacro. Per la tua Dinaki, per\u00f2, essendo figlia di Greci residenti all\u2019estero cresciuta con l\u2019immagine dell\u2019aristocrazia britannica, altre cose erano pi\u00f9 sacre. Per lei la religione era forse l\u2019ordine, l\u2019etichetta, il galateo e la tavola apparecchiata bene \u2013 e questo era la causa di frequenti litigi fra voi due. Ogni Venerd\u00ec Santo indispensabilmente c\u2019era il solito litigio. Tu volevi fare il digiuno durante la Settimana Santa, noi eravamo pi\u00f9 rilassati. Neanche l\u2019olio, dicevi, cosi vi ha insegnato la signora Eftimia da ragazzi, non apparecchiamo neanche la tavola Venerd\u00ec Santo. E mangiavi con il broncio le tue lenticchie sul bordo della tavola ben lucidata, senza olio, confinato, senza tovaglia, mentre la mamma lo mescolava per farti un favore e noi pi\u00f9 in l\u00e0 mangiavamo spudoratamente e sfarzosamente. Lo stesso avveniva durante l\u2019Epifania \u2013 quasi ridicolo il borbottio che veniva fuori ogni volta con il pretesto delle usanze religiose della nostra razza e finiva sempre in litigio. Unica eccezione che si distingue nella mia mente era che quell\u2019anno nel giorno dell\u2019Epifania in cui ci fece visita lo zio Teddy. Mi ricordo che ci raccontava barzellette e tutti eravamo felici. Mamma rideva molto, che si era dimenticata di brontolare quando \u00e8 arrivato il prete deciso come sempre a benedire con l\u2019acqua santa tutte le stanze, le cantine, i nostri bagni e gli angoli nascosti della casa. Il suo solito commento, tanto fastidiosamente diligente in quanto tu ogni anno gli davi la mancia cos\u00ec irragionevolmente lauta, ci \u00e8 sembrato per qualche motivo esilarante. La sua solita insistenza a seguirlo con uno straccio in mano ed asciugare i mobili di Saridis in modo che non si<\/p>\n\n\n\n<p>macchiassero con l\u2019acqua santa ci sembr\u00f2 una graziosa stranezza della buona mamma e tu hai dimenticato di fulminarla con la solita rabbia del credente. Quando veniva zio Teddy, spargeva attorno a se un irresistibile energia e ci univa tutti in un abbraccio. La casa ritrovava le sue sacre forze e ci riempivamo di fede nella gioia della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il generale inglese Michael Gampier-Pari giunse a Roma in data 13 gennaio 1944, stanco ed afflitto. Il viaggio dalla Pratalia montagnosa fu difficile, pieno di pericoli e disavventure che furono scongiurate all\u2019ultimo momento, grazie al coraggio e all\u2019ingegnosit\u00e0 di Teddy Meletiou. Sebbene confortato ed eccezionalmente riconoscente all\u2019organizzazione Greca che copr\u00ec la sua fuga, il generale Inglese rimase inquieto e preoccupato ed un po\u2019 lamentoso. La pensione Capri non era quello che immaginava. Lui chiedeva di agevolarlo perch\u00e9 continuasse il suo viaggio verso sud in modo da oltrepassare le linee del nemico ed unirsi ai suoi. Per\u00f2 una tale possibilit\u00e0 la loro organizzazione non la possedeva, come gli fu spiegato chiaramente da Mancini, il comandante del gruppo Greco. Che lo portassero all\u2019ambasciata inglese del Vaticano dunque, pretese pi\u00f9 logicamente il generale. Ma neanche questo poteva avvenire. Gli stessi suoi compaesani avevano respinto la sua richiesta. La situazione era complicata, gli avevano spiegato nella loro lettera inviatagli lo stesso giorno tramite Meletiou. L\u2019ingresso di un generale nella zona franca sarebbe potuto essere scoperto e avrebbe creato problemi molto seri. Avrebbero cercato dunque di sistemarlo a Roma e nel frattempo gli avevano inviato ventimila lire perch\u00e8 si vestisse \u2013 anche se dubitavano, come gli avevano scritto, che sarebbe stato possibile procurarsi dei vestiti a Roma, dove in generale non si trova niente, e sarebbe forse stato necessario spedire i vestiti in loro possesso. Non ha resistito il povero generale. Come sarebbe sopravvissuto, ha chiesto innervosito a Meletiou. I suoi vestiti erano diventati dei cenci, le sue scarpe erano rotte e con difficolt\u00e0 riusciva a tenerle sui suoi piedi infreddoliti. Non poteva neanche mettere il naso fuori dalla pensione Capri senza almeno un cambio di vestiti decente. Come poteva vivere a Roma? Cosa sarebbe avvenuto in futuro?<\/p>\n\n\n\n<p>Domani \u00e8 una nuova giornata, afferm\u00f2 Meletiou, con quella irresistibile fede che lo caratterizzava anche nei momenti pi\u00f9 difficili.<\/p>\n\n\n\n<p>Non devi preoccuparti di niente. Tutto sar\u00e0 sistemato.<br>E nonostante non si fosse convinto il generale, ma un po\u2019 pi\u00f9 tranquillo ora, si mise a dormire dodici ore senza interruzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina del giorno dopo, Loli e Meletiou arrivarono alla pensione con un calesse \u2013 la cui tenda era del tutto sollevata \u2013 e trasportarono il generale in uno dei punti pi\u00f9 centrali di Roma. Il percorso era breve. Dopo non molto il calesse si ferm\u00f2 fuori da un negozio ed i tre passeggeri scesero frettolosamente. Il proprietario, signor Leone, era stato avvisato e li attendeva. Non era la prima volta che il marito di Carla forniva indumenti poco costosi dal suo negozio ai Greci fuggitivi, e per la precisione ad un terzo del loro prezzo effettivo. Questa volta, per\u00f2, era diverso. Leone poteva anche non conoscere molti dettagli \u2013 principio inviolabile, per motivi di sicurezza \u2013 ma non era stupido. Era la prima volta che vedeva Mancini tanto generoso. \u201cZio Michele\u201d, come chiamavano l\u2019uomo biondo con gli occhi azzurri ed il bel fisico, voleva il meglio ed aveva i soldi per pagarlo. Doppiamente servizievole il negoziante condusse subito i tre visitatori nel suo ufficio ed inizi\u00f2 a portarli degli articoli nascosti, che mai fino ad allora aveva mostrato a Loli.<\/p>\n\n\n\n<p>In meno di un\u2019ora il buon Zio Michele era vestito elegantemente: abito, cravatta, gil\u00e8, capotto, guanti, cappello, ed accessori \u2013 tutti di qualit\u00e0 tale che solamente prima della guerra poteva trovare e solo in negozi di alto livello. Lo spettacolo di se stesso nello specchio cambi\u00f2 immediatamente l\u2019umore del generale. Ecco dunque che l\u2019organizzazione dei Greci poteva ottenere cose irrealizzabili per gli altri. La sua sorte era in buone mani. E per tutto il percorso di ritorno guardava i suoi due salvatori con rinnovato rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 tardi, per\u00f2, verso sera, all\u2019ora in cui Loli e Meletiou tornavano ormai a casa per riposarsi, una notizia eccezionalmente preoccupante da una fonte fidata port\u00f2 nuova inquietudine nella loro compagnia. Qualcuno aveva parlato, sembra, qualcosa si \u00e8 venuto a sapere e dovevano far fuggire subito il generale dalla pensione Capri. Dove potevano andare, per\u00f2? Il tempo premeva, non c\u2019erano molte scelte. Fra un po\u2019 iniziava il divieto di circolazione. Loli corse di nuovo alla pensione, cos\u2019altro poteva fare? A malapena fece in tempo a tornare a<\/p>\n\n\n\n<p>casa sua, assieme all\u2019Inglese, prima che la citt\u00e0 si paralizzasse per un\u2019altra notte di schiavit\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appartamentino che dividevano i due amici, all\u2019estremit\u00e0 della citt\u00e0, non aveva alcuna sontuosit\u00e0. Due divani stretti in tutto, un tavolo con due sedie, un rudimentale spazio \u201ccucina\u201d in un angolo ed un microscopico w.c. Non c\u2019era alcuna comodit\u00e0 per ospitare altri visitatori. Il generale Michael Gampier-Pari era costretto a mangiare e dormire alla buona. Loli era sicuro che si sarebbe lamentato. Meletiou si fece in quattro per intrattenerlo. Meno male che l\u2019Inglese era silenzioso. Quello che c\u2019era lo avrebbero diviso con gioia, ha detto Loli, e si sedettero a mangiare. Di pane ne avevano parecchio, raffermo s\u00ec, ma con due gocce d\u2019olio sarebbe stato buonissimo e nutriente. E per piatto principale un minestrone di verdure secche ed altre belle cose che aveva raccolto Meletiou tornando da Pratalia \u2013 \u201cUnbelievable\u201d comment\u00f2 il generale \u2013 questa era la loro ricetta segreta per \u201cminestrone gourmet della guerra\u201d. Risero. Bevvero poco vino. Gampier-Pari si guardava attorno con un certo stupore negli occhi. \u201cCome \u00e8 strano il destino\u2026\u201d sembrava commosso. Chi lo avrebbe detto, quando combatteva con l\u2019esercito Greco in Albania, che si sarebbe ritrovato poi in ostaggio in Italia e sarebbe stato debitore di tante cose ai Greci fuggitivi, forse anche della sua stessa vita. Dopo alz\u00f2 il suo bicchiere e aggiunse con una certa ufficialit\u00e0: \u201cMi dispiace dirlo, ma credo che la vostra organizzazione sia superiore a qualsiasi altra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I due Greci risero in modo imbarazzato e lo ringraziarono per le sue buone parole.<br>\u201cHo intenzione di indirizzarvi una lettera un po\u2019 ufficiale\u201d ha continuato il generale. \u201cNon lettera personale, avete capito, ma indirizzata a tutta la vostra organizzazione, per esprimere i miei ringraziamenti per tutto ci\u00f2 che avete fatto per me. La comunicher\u00f2 anche alla nostra ambasciata. Ditemi dunque, dove la devo indirizzare? Quale \u00e8 il nome della vostra organizzazione? \u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Un silenzio di un minuto\u2026. Quale organizzazione e formalit\u00e0? Ognuno ha fatto quello che poteva \u2013 e di nome naturalmente non ne esisteva alcuno. Per\u00f2 avevano dato un\u2019altra impressione agli Inglesi. Li avevano ingannati volutamente, per guadagnare il loro rispetto e<\/p>\n\n\n\n<p>per convincerli di collaborare\u2026.<br>\u201cLibert\u00e0 o Morte\u201d, spar\u00f2 Loli un po\u2019 pi\u00f9 forte di quanto sarebbe stato consono.<br>\u201cAh, molto bene\u201d ha detto il generale, che non not\u00f2 nulla di strano nell\u2019intensit\u00e0 del momento. \u201cSe mi ricordo bene, in Grecia mi hanno detto che le sillabe delle parole corrispondono alle strisce della vostra bandiera e che questo era il segnale nazionale dei Greci nella lotta per la vostra indipendenza\u201d.<br>\u201cCertamente, certamente\u201d convenne Loli alleggerito per non essersi tradito. Nessuna bugia avrebbe rovinato il loro rapporto con l\u2019ambasciata Inglese, al contrario rimediarono molto bene.<br>E cos\u00ec, quella sera il gruppo greco segreto fu battezzato con il nome inatteso e piuttosto pomposo: \u201cLibert\u00e0 o Morte\u201d.<br>E impercettibilmente, come spesso accade, le parole danno forma al modo di dire, ed esattamente da quel momento il nome \u201cLibert\u00e0 o Morte\u201d inizi\u00f2 a colorare in modo nuovo l\u2019azione e l\u2019andamento dell\u2019organizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Loli = Evanghelos Averof Tosizza, scrittore Greco, Ministro degli Esteri e della Difesa in Grecia e tutore di Nicolas dopo la morte di Teodoro nel 1964.<\/em><\/strong> [:]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di Teodoro Meletiou Mio padre Teodoro Meletiou \u00e8 nato a Mansura il 18 Maggio 1916 e morto in Monfalcone il 24 Giugno 1964. 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